BeBorghi | Antartide, il mitico Polo Sud - BeBorghi by Valentina Borghi

Antartide, il mitico Polo Sud

    Tra amici viaggiatori ci si consiglia, si scambiano info, ma soprattutto ci si invidia 😉

    E se c’è un viaggio che ho invidiato da sempre al mio amico, nonché grande viaggiatore, Francesco Middei c’è ovviamente il suo viaggio di nozze. Lui e Luisa si sono fatti il viaggione che vale una vita, tra Argentina, Patagonia, Cile, Isola di Pasqua..ma soprattutto Antartide!!! Sono stati al Polo Sud!!!!

    Si da il caso che questo sia anche il mio di “viaggio di una vita”, ma non sapendo quando riuscirò a realizzarlo, in un momento “tafazi” ho chiesto a Francesco se gli andava di scrivere il suo diario di viaggio..e lui ha accettato!

    Godetevelo e guardatevi le foto incredibili, di questo posto incredibile alla fine del mondo:

    “Quando qualcuno stabilisce la data del matrimonio in funzione del viaggio di nozze, ci sono solamente due possibilità: o è totalmente scemo o vuole realizzare il sogno di una vita…andare in Antartide. Io e Luisa crediamo (e speriamo) di far parte della seconda categoria, ma nel dubbio il nostro sogno lo abbiamo realizzato.

    Siamo partiti pochi giorni dopo il nostro matrimonio e dopo un paio di settimane in giro per il Sud America (Buenos Aires, Santiago del Cile, Isola di Pasqua e Patagonia Argentina) siamo arrivati ad Ushuaia, la città più a sud della terra e per questo definita “La fin del mundo”…ma se il mondo finisce lì, è sufficiente andare un migliaio di km più a sud per arrivare in paradiso…in Antartide.

    Noi ci siamo imbarcati la sera del 29 dicembre sulla Clipper Adventure, una via di mezzo tra una crociera ed una spedizione scientifica, e dopo estenuanti lezioni e addestramenti sulla sicurezza siamo finalmente salpati verso sud. Dopo una piacevole navigazione lungo il canale di Beagle, abbiamo superato Capo Horn e iniziato il nostro Passaggio di Drake.

    Non sono servite molte ore per farci capire perché questo tratto di mare sia il più temuto al mondo…alle 6 della mattina successiva siamo stati svegliati da onde alte 20 metri e dalla voce del capitano via interfono: “Welcome to the Drake!!”. Ho letto da qualche parte che nel Passaggio di Drake “la natura è lasciata libera di fare ciò che vuole” ed in effetti anche le navi più grandi e robuste sembrano impotenti e totalmente in balia di vento e onde.

    Nonostante la splendida compagnia di balene e albatros che ci hanno accompagnato nella traversata, i tre giorni di navigazione sono stati piuttosto duri, ma una volta raggiunta la destinazione, la penisola antartica, siamo stati ampiamente ripagati da uno spettacolo incredibile, dimenticando subito tutte le fatiche e le sofferenze del viaggio (o perlomeno rimandandole a quello di ritorno).

    L’ingresso nella prima baia è stato da brividi: la nave che procedeva lenta per aprirsi un varco nel pack di ghiaccio, circondati da iceberg di ogni forma e dimensione, con foche che si godevano il sole su alcuni di questi e che ogni tanto ci degnavano di uno sguardo incuriosito.

    Man mano che ci siamo avvicinati alla costa, l’ambiente ha preso vita e si è popolato di pinguini che nuotavano e saltavano nell’acqua o giocavano scivolando dagli iceberg. Le montagne che vedevamo in lontananza sono diventate sempre più nitide mostrando ghiacciai talmente maestosi che il Perito Moreno visto pochi giorni prima in Patagonia sembrava una banale grattachecca.

    Il primo approdo sulla terraferma ci ha lasciato un’emozione incredibile, scesi dai gommoni siamo stati accolti da migliaia di pinguini incuriositi. Non essendo predati da anni, non percepiscono l’uomo come una minaccia per cui si avvicinano senza paure. Si ha come la sensazione di entrare in casa loro e per la prima volta ho avuto la sensazione di essere ospite della natura. Eravamo noi gli intrusi, l’anomalia.

    I giorni successivi sono stati una meraviglia dopo l’altra. Il meteo è stato particolarmente clemente e ci ha regalato 4 giorni di sole che ha illuminato e colorato il ghiaccio di mille colori turchesi. Siamo riusciti a fare tutte le escursioni programmate senza problemi, eventualità per niente scontata, scendendo con i gommoni due volte al giorno e sempre in posti diversi. Le condizioni del pack e del vento ci hanno anche consentito la navigazione nello spettacolare Lemaire channel, uno stretto canale pieno di iceberg e con pareti verticali di roccia e ghiaccio, forse la più bella e impressionante meraviglia naturale che abbia mai visto. Non sono riuscito a staccarmi dal ponte della nave per tutta la traversata.

    Dopo quattro giorni indimenticabili in mezzo ad animali ospitali e colori turchesi, abbiamo affrontato nuovamente il Passaggio di Drake per tornare nel “mundo”, a Ushuaia. Fortunatamente questa volta il mare è stato più clemente ed il viaggio molto meno impegnativo. Per tutto il tempo non abbiamo fatto altro che pensare a quando torneremo in quei posti, sperando di trovarli ancora così belli e incontaminati.

    Quando andare e come andare:
    L’unico periodo in cui è possibile visitare l’Antartide è da novembre a febbraio. Ci sono diverse agenzie specializzate, ma sconsiglio assolutamente di andare con le grandi navi da crociera che non permettono di scendere neanche una volta a terra. Meglio navi più piccole in grado di avvicinarsi alla costa e navigare nel pack. Unico inconveniente…il prezzo!!

    I miei Personal Highlights:

    • Leggere il libro “Endurance” che narra l’avventura che Shackleton ed i sui uomini hanno vissuto in quei luoghi ad inizio ‘900. Io me lo sono divorato al sole sul ponte della nave!!!
    • Polar Plunge, un bel tuffo (in costume!!!) nelle gelide acque antartiche (tra 0 e -1°C). Bastano pochi secondi di immersione in compagnia di pinguini e pezzi di ghiaccio per provare la sensazione di essere stati presi a bastonate”

    4 Commenti

    on Antartide, il mitico Polo Sud.
    1. |

      Anche per me è il viaggio della vita, il mio sogno dei sogni.
      Quali società possiamo contattare per questo viaggio/ esplorazione?
      Grazie mille
      Daria

      • Valentina Borghi
        |

        Ciao Daria, chiedo subito al mio amico che l’ha fatto (l’autore dell’articolo) e ti faccio sapere.
        A presto, Valentina

    2. |

      Che viaggio! Panorami pazzeschi! Piacerebbe anche a me, prima o poi…

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