BeBorghi | Una gita all'Oasi Zegna tra natura, sport e arte contemporanea - BeBorghi by Valentina Borghi

Una gita all’Oasi Zegna tra natura, sport e arte contemporanea

    L’Oasi Zegna

    Lo scorso week-end sono stata per la prima volta all’Oasi Zegna a Trivero, vicino Biella (da Milano ci si arriva in poco più di 2 ore).

    Ne avevo sentito parlare molto bene da amici che ci erano già stati, ma non mi aspettavo certo di trovare un territorio così grande e vario da esplorare. L’Oasi Zegna infatti ricopre un’area montana protetta di 100 Km quadrati all’interno della quale si trovano operatori sportivi, naturalistici, culturali e strutture ricettive, tutti raccolti sotto un unico Consorzio Turistico.

    Il merito di tutto questo va naturalmente ad Ermenegildo Zegna (se non l’avevate ancora intuito dal nome), il famoso stilista del quale, devo ammettere, conoscevo ben poco al di là della sua attività di stilista. Proprio durante questa gita ho scoperto che Zegna, oltre che un grande imprenditore, è stato un grandissimo filantropo ed ha finanziato e realizzato grandi opere di valorizzazione sociale e ambientale sulle “sue” montagne di Trivero, dove ha costruito anche lo storico Lanificio Ermenegildo Zegna (ancora attivo). Questa opera peraltro non si è affatto esaurita con la sua morte, ma viene portata avanti con costanza e impegno anche dagli eredi.

    Non è facile scrivere e descrivere tutto quello che ho visitato e che si può fare all’interno dell’Oasi Zegna, ma cercherò di aiutarmi nel farlo distinguendo tre grandi aree tematiche: la natura e lo sport, l’arte e l’ospitalità.

    Natura e Sport 

    Tra gli obiettivi principali dell’Oasi Zegna ci sono sicuramente l’educazione ambientale (soprattutto dei giovani ma non solo), la valorizzazione del territorio e la conservazione della fauna e della flora montana, ed è proprio per questo che nel 2014, unico caso in Italia, l’Oasi Zegna ha ricevuto il patrocinio del FAI (Fondo Ambiente Italiano). 

    Negli anni’30 Zegna ha piantato oltre 500.000 conifere e migliaia di rododendri e ortensie che oggi sono cresciuti a formare boschi e magnifici giardini sui pendii delle montagne intorno a Trivero. Se siete amanti della natura e dello sport come me l’Oasi Zegna è un posto perfetto! Qui è possibile vivere la montagna in tutti i suoi aspetti, ci sono tanti sentieri escursionistici di tutte le difficoltà, è possibile praticare il nordic walking e il running in montagna (a giugno c’è il Trail dell’Oasi di 60 km!), ci sono percorsi di mountain bike, palestre di roccia, per non parlare del parapendio. Ma le attività che più mi hanno colpito sono sicuramente il “Forest Bathing” ed il “Bosco del sorriso”. Voi sapete cosa sono? Io non lo sapevo, ma ora vi illumino!

    Il Forest Bathing è una pratica nata in Giappone dove svolge un importante ruolo nella medicina preventiva. Il principio si basa sul fatto che camminare in un bosco, se questo possiede specifiche caratteristiche biologiche (=piante) riduce stress e depressione, abbassa la pressione e potenzia il sistema immunitario. Uno specifico studio sulla vegetazione della zona ha evidenziato che la faggeta dell’Oasi ha un’elevata capacità di rilascio di sostanze volatili dal fogliame (i monoterpeni) efficaci nello stimolare le difese immunitarie. Seguendo liberamente uno dei 3 sentieri di Forest Bathing dell’Oasi Zegna in almeno 4h (con soste in alcuni punti specifici) e per 3 giorni consecutivi pare che faccia ottenenere il massimo dei benefici. Il tutto va fatto tra giugno e settembre quando la foliazione dei faggi è al massimo. Il Bosco dei Sorriso invece si basa sui principi di Bioenergetica: ogni pianta ha caratteristiche energetiche differenti e alcune specie di alberi possono portare dei benefici all’uomo. Il Bosco del Sorriso è stato studiato e monitorato con il metodo Bioenergetic Landscape; durante il percorso sono indicati i luoghi in cui fermarsi per ottenere i benefici e gli organi sui quali può influire questa energia elettromagnetica.

    Zegna era profondamente convinto (e non ha tutti i torti a mio modesto parere) che la natura, se ascoltata, ci può trasmettere una grande forza vitale ed ha trasportato questo suo sentimento nell’Oasi Zegna. 

    Un altro luogo imperdibile nell’Oasi è la Conca dei Rododendri. Si tratta di una piccola valle progettata dal grande paesaggista Pietro Porcinai (con cui Zegna ha collaborato per tutta la vita) con dei sentieri che attraversano centinaia di rododendri di diversi colori. Nell’apice della fioritura (tra fine maggio ed i primi di giugno) la conca si trasforma in un’incredibile tavolozza di colori. Avete tempo ancora un paio di settimane per non perdervi questo spettacolo!

    Arte    

    Nel 2008 è nato il progetto “All’Aperto” curato da Andrea Zegna e Barbara Casavecchia, per non dimenticare lo spirito di Ermenegildo che considerava l’arte un qualcosa di strettamente interconnesso ad altri aspetti a lui cari come l’imprenditorialità, l’etica e l’ambiente.

    Il progetto “All’Aperto” nasce con lo scopo di rendere più fruibile l’accesso all’arte contemporanea ed ai sui valori soprattutto alle nuove generazioni. Dal 2008 sono state quindi commissionate ad artisti internazionali delle opere permanenti che si rivolgessero alla collettività di Trivero e che fossero strettamente legate al territorio. Tutte le opere sono open-air e fruibili liberamente da tutti. Al momento le opere esposte sono 7 e sono di Daniel Buren, Roman Signer, Dan Graham, Alberto Garutti, Marcello Maloberti, Stefano Arienti, e Liliana Moro.

    Personalmente, ho apprezzato particolarmente l’opera di Buren e quella di Garutti. Buren è specializzato nelle opere “in-situ” (lavori pensati su misura per un determinato luogo) ed ha personalizzato a suo modo il perimetro delle terrazze dello storico Lanificio Zegna con 135 bandiere colorate nei toni del verde e dell’azzurro che creano un unico effetto visivo. L’impatto per l’osservatore è veramente molto bello. 

    Garutti invece ha fatto un grande lavoro di coinvolgimento dei giovani della scuola di Trivero per realizzare la sua opera dal titolo “Dedicato alle persone che sedendosi qui ne parleranno”. Ha costruito una serie di panchine in cemento (sparse per tutto il comune) che raffigurano i cani del paese: una grande opera pubblica in cui i cittadini sono i protagonisti.

    Ma l’impegno della famiglia Zegna per l’arte non si esaurisce qui. Accanto al Lanificio si trova Casa Zegna, l’antica abitazione di Ermenegildo ora trasformata in archivio storico, museo e polo di aggregazione culturale dove vengono fatte mostre espositive temporanee.

    Fino al 10 luglio 2016 Casa Zegna ospita la mostra “Pietro Porcinai a Trivero: Giardini e paesaggio tra pubblico e privato” che esplora il rapporto tra il grande paesaggista italiano ed il territorio di Trivero. Pietro Porcinai ricevette attorno al 1950 le prime commesse direttamente da Ermenegildo Zegna, per poi collaborare per più di un ventennio anche con i figli Angelo e Aldo. Nella mostra è possibile vedere i bozzetti ed i modelli dei sui progetti corredati delle bellissime foto dell’epoca. 

    La mostra e’ aperta tutte le domeniche dall’8 maggio al 10 luglio 2016 dalle 14.00 alle 18.00.

    Ospitalità

    All’interno dell’Oasi Zegna ci sono 19 tra agriturismi, affittacamere, ristoranti, rifugi e locande in cui è possibile pernottare e mangiare. 

    Noi siamo stati a pranzo all’Agriturismo “Oro di Berta”, in un edificio tipico di montagna ristrutturato con grande gusto dai proprietari. Qui ci sono 4 stanze ed un ristorante con un’ottima cucina a km zero. Tutto viene preparato nel rispetto della stagionalità dei prodotti ed utilizzando prevalentemente produzioni biologiche. Può essere utilizzato anche come punto di partenza per escursioni a piedi all’interno dell’Oasi o in mountain bike.

    Concludendo, sono rimasta veramente colpita dall’Oasi Zegna, dai suoi paesaggi e dall’incredibile offerta sociale e ambientale. È un luogo dove si può fare di tutto, ognuno può trovare la sua dimensione; l’Oasi poi è molto ben organizzata, ci sono tantissimi pannelli informativi ed una buona segnaletica sui sentieri ed i percorsi. Se avete tempo non dimenticate di percorrere in auto la strada Panoramica che si sviluppa per 26 km da Trivero a Valle Cervo. Questa strada fu fatta costruire da Ermenegildo dal 1938 permettendo l’accesso ai numerosi sentieri che si addentrano nei boschi ed offre degli scorci panoramici veramente molto belli.

     PS L’Oasi Zegna è stata selezionata tra i 10 finalisti del concorso “I Parchi più belli d‘Italia”

      

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