Cammino di Santiago: emozioni, consigli e info pratiche per organizzarlo

Il Cammino di Santiago era tra quelle cose che continuavo a voler dire di fare ma che poi non facevo mai. Era sempre lì, nella mia testa, ma non trovavo mai il tempo di partire, credo per paura e/o insicurezza. Ho sempre pensato che l’avrei voluto fare da sola, almeno la prima volta, e questo probabilmente mi ha bloccato ancora di più. Alla fine invece sono partita, last-minute, senza aspettare che fosse il “momento giusto” e senza poterlo studiare/programmare e ha funzionato! Dal momento della decisione in poi tutte le paure sono svanite ed è stato tutto facile. La vita lungo il Cammino è estremamente semplice, tutto si riduce all’essenziale, e non c’è tempo per farsi venire ansie o paranoie. Si cammina, per ore, e la testa si svuota: per me che sono campionessa mondiale di overthinking è stata una manna dal cielo! Alla fine ho percorso circa 300 km del Cammino Francese, da Pamplona a León, e in questo articolo voglio raccontarti sia le emozioni che mi porto dietro, sia tutte le informazioni pratiche che avrei voluto sapere prima di partire.

Monumento del Peregrino, Alto del Perdon
Monumento del Peregrino, Alto del Perdon

Emozioni a caldo sul mio primo Cammino di Santiago

Il Cammino di Santiago, così come tutti i cammini in generale, non è solo un trekking, è un viaggio nella mente, un esercizio di meditazione. Io non ho mai amato lo yoga (con questa frase probabilmente mi gioco la metà dei miei followers..), perchè anzichè rilassarmi mi innervosisce ancora di più. Idem la meditazione. Durante il Cammino ho scoperto, al contrario, che camminando per ore riesco a rilassarmi completamente e a non pensare più a nulla. Può sembrare un paradosso, ma per me è stato proprio così. Mentre cammini tutte le energie fisiche e mentali sono focalizzate sui muscoli e sulle articolazioni, sul troppo caldo o sul troppo freddo, sulla sete e sulla fame. Tutto si riduce ai bisogni primari e non hai tempo di focalizzarti su altro. Gli unici pensieri che avevo erano legati alla natura, alla bellezza dei silenzi, delle albe, dei cinguettii degli uccellini, dei fiori..di tutto quello che avevo intorno. Sembrerò banale ma provavo solo un grande senso di gratitudine e di serenità. Chiaramente, immagino dipenda anche dal motivo per cui si percorre il Cammino: alcune persone lo fanno per elaborare lutti o distacchi, per superare periodi difficili della propria vita, e le loro sensazioni sono sicuramente diverse dalla mie. 

Anche per questo le persone che incontri sono tra le cose più belle del Cammino. A differenza di ciò che accade nel nostro quotidiano, qui ci si conosce in maniera estremamente facile e spontanea, senza paranoie. Si attacca bottone subito, con chiunque, si parla, si condivide la fatica, ci si aiuta continuamente e, soprattutto, non ci si sente MAI giudicati. Sono profondamente convinta che il Cammino possa essere di grande aiuto per tutte le persone un pò introverse e insicure (chi non lo è), meglio e più di un percorso di psicoterapia! Durante il Cammino di Santiago ho incontrato persone di tutte le età, di ogni estrazione sociale, provenienti davvero da ogni angolo del mondo. Non credo dimenticherò facilmente la notte in ostello a Hornillos, dove ho condiviso la camerata con un multimilionario inglese. Eh già, si va dal ragazzino squattrinato al miliardario di 80, ma davanti alla scomodità di in una camerata da 20 o da 100 si è tutti uguali. Chiaro, il Cammino si può fare anche dormendo negli hotel o in strutture più confortevoli, ma si perde tantissimo secondo me, e te ne parlerò più avanti, tra i consigli pratici. Durante il Cammino c’è un grande senso di comunità, si crea una sorta di “famiglia” con le persone che hanno iniziato a camminare negli stessi tuoi giorni, persone che incroci quotidianamente camminando, nei bar o negli ostelli. Per tutti loro diventi ‘Valentina, l’italiana’ ed è bello così. 

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gente incontrata lungo il Cammino di Santiago

Come per tutte le cose, anche durante il Cammino ci possono essere dei momenti difficili, soprattutto legati a problemi fisici. Nei primi giorni il nostro corpo si deve abituare a camminare per 5-6-7 ore al giorno con uno zaino da 6-8 kg sulle spalle e i dolori si fanno sentire. Io, ad esempio, ho dormito sempre abbastanza male e non recuperavo mai completamente le energie. Anche questo influiva abbastanza sulla mia resistenza, ma solo nei primi giorni. Dopo 6-7 giorni le gambe vanno da sole, davvero. Il caldo (e immagino anche il freddo) e le vesciche sono gli altri due macro-temi del Cammino e influiscono molto sul benessere fisico, ma si riescono a gestire abbastanza bene (vedi sotto). 

Ma quindi: cosa mi ha lasciato davvero il Cammino di Santiago? Sicuramente mi ha insegnato a rallentare, a non dover pianificare sempre tutto, a fidarmi più del prossimo e a sentirmi meno giudicata. Durante il Cammino mi sono ascoltata di più, ho fatto il MIO Cammino, provando l’ebrezza di non dover dimostrare niente a nessuno. In soldoni: mi sono sentita profondamente libera, spensierata e felice.  

il villaggio di Hontanas, Castiglia e Leon
il villaggio di Hontanas, Castiglia e Leon

Consigli pratici per il Cammino di Santiago

Qui sotto trovi le risposte alle domande più frequenti che mi sono state fatte sul cammino, nonchè tutte le informazioni pratiche che avrei voluto sapere prima di partire. Se avessi altre domande o curiosità scrivimele nei commenti e provvederò ad integrarle nell’articolo.

Quale Cammino di Santiago scegliere?

La domanda giusta non è tanto “qual è il Cammino più bello?”, ma qual è quello più adatto a te. Ogni percorso ha caratteristiche diverse e la scelta dipende dal tempo che hai a disposizione, dalla preparazione fisica e dal tipo di esperienza che stai cercando.

  • Cammino Francese. È il più famoso e il più frequentato, ed è anche quello che consiglio a chi parte per la prima volta. Lungo il percorso trovi tantissimi pellegrini, ostelli, bar e servizi, ed è perfetto anche per chi decide di affrontarlo da solo.
  • Cammino Portoghese. Negli ultimi anni è diventato sempre più popolare, anche perché è più corto del Cammino Francese e può essere completato in meno giorni. È un’ottima scelta se hai poco tempo ma vuoi comunque vivere appieno l’esperienza del Cammino.
  • Cammino del Nord e Cammino Primitivo. Sono probabilmente i più spettacolari dal punto di vista paesaggistico, ma anche i più impegnativi. Il Cammino del Nord regala panorami meravigliosi sulla costa atlantica, mentre il Cammino Primitivo attraversa zone montuose con dislivelli importanti ed è consigliato a chi ha già una buona preparazione fisica o ha già fatto un primo Cammino.
  • Cammino Inglese: un percorso breve, poco affollato e molto piacevole, ideale se hai meno di una settimana e vuoi ottenere la Compostela.
Cammino Francese per Santiago
Cammino Francese per Santiago

Quale parte del Cammino fare se si ha poco tempo?

L’intero Cammino Francese è lungo circa 760/820 km (a seconda delle varianti) e, per percorrerlo tutto, servono mediamente 30-35 giorni, a seconda del ritmo e delle soste. Non tutti, però, hanno un mese e più a disposizione. Anzi, moltissimi pellegrini (me compresa) decidono di dividerlo in più viaggi, completandolo nell’arco di 2 o 3 anni. Se hai pochi giorni a disposizione, queste sono le tratte che ti consiglio:

Se hai 4-6 giorni

  • Sarria – Santiago: è il tratto più famoso e più gettonato, gli ultimi 100 km che permettono di ottenere la Compostela.
  • Ferrol – Santiago de Compostela (Cammino Inglese): un percorso breve, poco affollato e molto piacevole, ideale se hai meno di una settimana e vuoi ottenere la Compostela.

Se hai una settimana

  • Pamplona -Logroño: una delle parti più belle del Cammino Francese, tra i Pirenei e i vigneti della Rioja.
  • León – Santiago: fattibile in circa una settimana solo mantenendo un buon ritmo e affrontando tappe piuttosto lunghe.

Se hai 10-14 giorni

  • Pamplona – Burgos: un tratto molto vario, perfetto per un primo assaggio del Cammino.
  • Pamplona – León: la soluzione che ho scelto io per il mio primo cammino. In generale, secondo me, è meglio camminare per almeno 14 giorni per entrare davvero nello spirito del cammino.
  • Porto – Santiago de Compostela (Cammino Portoghese): uno degli itinerari più amati, lungo circa 250 km, ideale se hai a disposizione una decina di giorni.

Secondo me non fissarti troppo sull’obiettivo di raggiungere Santiago in un’unica volta. Il bello del Cammino è che puoi interromperlo e riprenderlo quando vuoi: la Credenziale conserva tutti i timbri e potrai continuare esattamente da dove avevi lasciato.

Cattedrale di Burgos, Castiglia
Cattedrale di Burgos, Castiglia

Come raggiungere i punti di partenza del Cammino di Santiago

Raggiungere i principali punti di partenza del Cammino è molto più semplice di quanto si possa pensare. Queste sono le soluzioni che ti consiglio:

  • Saint-Jean-Pied-de-Port (inizio del Cammino Francese): dall’Italia la soluzione più comoda è volare su Biarritz o Bordeaux, per poi proseguire in treno e/o autobus fino a Saint-Jean-Pied-de-Port. In alternativa si può arrivare anche passando da Pamplona.
  • Burgos: è collegata molto bene con Madrid. Dall’aeroporto della capitale partono autobus diretti della compagnia Alsa che raggiungono Burgos in circa 2 ore e 30 minuti.
  • León: anche in questo caso la soluzione più semplice è atterrare a Madrid e prendere uno dei numerosi autobus diretti dall’aeroporto della compagnia Alsa  (oppure il treno ad alta velocità).
  • Pamplona: io l’ho raggiunta volando con Ryanair su Saragozza e proseguendo poi in treno. In alternativa puoi atterrare a Madrid e raggiungere Pamplona in autobus o in treno, entrambe opzioni molto comode.

In generale, se parti dall’Italia, Madrid è quasi sempre l’aeroporto più pratico ed economico per raggiungere gran parte delle principali tappe del Cammino Francese.

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Cammino di Santiago

Quando fare il Cammino di Santiago?

Il Cammino di Santiago si può percorrere tutto l’anno, ma ogni stagione ha i suoi pro e i suoi contro.

  • Primavera. Secondo me è il periodo migliore, soprattutto maggio. Le temperature sono piacevoli, le giornate iniziano ad allungarsi e i campi di grano e papaveri sono completamente fioriti. L’unico inconveniente è che, a inizio stagione, potresti trovare ancora neve sul tratto dei Pirenei del Cammino Francese.
  • Estate. Le giornate sono lunghissime e questo permette di camminare con calma, ma il caldo può diventare davvero intenso, soprattutto lungo le Meseta. È anche il periodo più affollato, quindi conviene prenotare gli alloggi con un buon anticipo.
  • Autunno. Una stagione bellissima per i colori e per le temperature più miti. Bisogna però mettere in conto un meteo più variabile, soprattutto avvicinandosi alla Galizia, dove la pioggia è piuttosto frequente.
  • Inverno. Si può fare, ma è decisamente più impegnativo. Le giornate sono corte, le temperature basse e molti ostelli, bar e ristoranti lungo il percorso rimangono chiusi. Lo consiglierei solo a chi ha già esperienza di cammini e vuole fare un’esperienza hard-core.
campi fioriti lungo il Cammino di Santiago

Meglio fare il cammino da soli o in compagnia? 

La mia risposta è molto semplice: secondo me il primo Cammino andrebbe fatto da soli. La maggior parte delle persone parte in solitaria (a occhio direi almeno il 70%) e, come al solito, lo fanno più donne che uomini. Tutti sono aperti a fare due chiacchiere, a condividere un tratto di strada o una cena in ostello, senza che questo significhi dover camminare insieme tutto il giorno. Io, ad esempio, ho camminato con un gruppetto di persone la prima settimana e poi da sola la seconda, ma ogni sera mi incontravo con i vari amici in ostello. Partire da soli rende molto più facile conoscere gli altri. Quando si viaggia in coppia o in gruppo, è naturale rimanere all’interno della propria “bolla” e avere meno occasioni di aprirsi. C’è poi un altro aspetto importante: fare il Cammino da soli significa essere completamente liberi. Liberi di partire alle 5:30 oppure alle 8, di fermarsi in un bar per un’ora a leggere un libro, di camminare in silenzio per tutta la mattina o di trascorrere il pomeriggio a chiacchierare con persone appena conosciute. Non bisogna mediare con nessuno ed è una sensazione di libertà incredibile. 

Questo non significa che il Cammino in coppia o con gli amici sia meno bello, assolutamente. Semplicemente credo che sia un’esperienza diversa. Se stai aspettando di trovare qualcuno che venga con te, il mio consiglio è di smettere di aspettare. Anch’io, per anni, ho rimandato la partenza pensando che sarebbe stato più facile con un compagno di viaggio. Poi ho capito che era solo una scusa dettata dalla paura. Sul Cammino scoprirai molto presto che non ne avevi affatto bisogno. Un consiglio pratico: se cammini da solo è fondamentale avere una sacca idrica tipo questa, così non dovrai fermarti per tirare fuori la borraccia dallo zaino. Io non ce l’avevo e mi sono pentita amaramente. 

Cammino di Santiago

È sicuro fare il Cammino di Santiago da sola?

Sì, assolutamente. Il Cammino Francese, in particolare, è il percorso più frequentato di tutti. Ogni giorno si incrociano centinaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo e, anche quando cammini da sola, c’è quasi sempre qualcuno davanti o dietro di te. Nei paesi, nei bar e negli ostelli si ritrovano spesso le stesse persone tappa dopo tappa, creando una rete di conoscenze che dà un grande senso di tranquillità. Naturalmente questo non significa abbassare la guardia: anche per il Cammino vale lo stesso buon senso che si userebbe in qualsiasi altro viaggio. Se però il tuo dubbio è: “Posso partire da sola anche se non l’ho mai fatto?”, la mia risposta è sì. Anzi, se è il tuo primo Cammino, ti consiglio proprio il Cammino Francese: è il più organizzato, quello con il maggior numero di pellegrini e, secondo me, il migliore per vivere questa esperienza con serenità.

Bisogna allenarsi prima di fare il Cammino di Santiago? 

Sì, è sicuramente meglio, ma questo non significa che bisogna essere grandi sportivi. Ho incontrato persone di ogni età e con una preparazione fisica molto diversa, e tutti sono riusciti a completare il proprio Cammino. Il Cammino Francese, in particolare, è perfetto per chi è alla prima esperienza: non presenta grandi dislivelli e permette di adattare facilmente le tappe alle proprie capacità. Lungo il percorso, infatti, ci sono paesi con ostelli e altre strutture ricettive praticamente ogni 5-6 km, quindi puoi decidere di fermarti prima o proseguire in base a come ti senti. Detto questo, partire con un minimo di allenamento rende tutto molto più piacevole. Ti consiglio di fare qualche camminata nelle settimane precedenti, meglio ancora con le stesse scarpe e con lo zaino che userai durante il Cammino. I primi giorni saranno comunque i più duri, ma il corpo si adatta sorprendentemente in fretta: dopo circa una settimana, almeno nel mio caso, le gambe andavano praticamente da sole e camminavo 25 km o più senza neanche accorgermene.

un paesino lungo il Cammino

Quanti chilometri fare ogni giorno?

Non esiste una risposta giusta: le tappe “ufficiali” del Cammino Francese vanno in genere dai 15-16 km fino ai 28-30 km, ma nessuno ti obbliga a seguirle. Puoi decidere ogni giorno quanti chilometri percorrere, fermarti prima se sei stanco o concederti uno o più giorni di riposo per visitare una città o semplicemente recuperare le energie. Se hai problemi fisici o preferisci camminare più leggero, puoi anche farti trasportare lo zaino da una struttura all’altra. Servizi come Jacotrans o Camino Fácil ritirano il bagaglio al mattino e lo consegnano all’alloggio successivo per circa 7 € a tappa (con tariffe più convenienti acquistando più tratte). Per pianificare le tappe e personalizzare il percorso in base ai chilometri che vuoi fare ogni giorno, ti consiglio l’app Buen Camino, che per me è stata una delle più utili durante tutto il viaggio.

villaggio della Navarra
villaggio della Navarra

Dove dormire durante il Cammino: ostelli, hotel, appartamenti

Lungo il Cammino di Santiago trovi davvero ogni tipo di sistemazione: ostelli municipali, ostelli parrocchiali, ostelli donativi, ostelli privati, case rural, hotel e appartamenti. Io, però, ti consiglio di dormire negli ostelli, almeno per gran parte del percorso. Sono più spartani e scomodi, è vero, ma rappresentano una parte fondamentale dell’esperienza: è lì che si conoscono gli altri pellegrini, si condividono storie e si crea quel senso di comunità che rende il Cammino così speciale. Alcuni ostelli funzionano con la formula first come, first serve, mentre altri accettano la prenotazione. In genere, comunque, viene sempre lasciato qualche posto libero per chi arriva senza aver prenotato. Ci sono poi degli ostelli che sono diventati leggendari, come quello parrocchiale di Grañón ad esempio, che vale la pena provare almeno una volta. L’unica eccezione che farei riguarda le grandi città (come Logroño, Burgos o León ad esempio): qui ti direi di evitare gli ostelli municipali o parrocchiali perchè chiudono alle 22. Tutti gli ostelli dispongono inoltre di lavatrici e asciugatrici (3-4 € a utilizzo) e spesso anche di una cucina comune.

Qui sotto trovi alcuni ostelli lungo il Cammino Francese in cui ho dormito che ti consiglio e che si possono prenotare tramite Booking:

camerata in ostello lungo il Cammino di Santiago
camerata dell’Albergue Quatro Cantones a Belorado

Come trovare e prenotare gli ostelli 

Per cercare gli ostelli ed organizzare le tappe ti consiglio di usare l’app Gronze, che, secondo me, è la risorsa più completa sul Cammino di Santiago. Qui troverai, per ogni tappa, tutti gli ostelli, con prezzi, servizi, recensioni, foto e contatti aggiornati. Per prenotare puoi utilizzare Booking (quando c’è), ma spesso conviene scrivere direttamente alla struttura su whatsApp o telefonare: quasi tutti gli ostelli rispondono in tempi molto rapidi (e spesso parlano anche in inglese). Per quanto riguarda i tempi, da Saint Jean Pied de Port  fino a Sarria è sufficiente prenotare uno o due giorni prima, senza troppi problemi. Da Sarria a Santiago, invece, devi organizzarti con molto più anticipo, soprattutto in alta stagione. È il tratto più frequentato di tutto il Cammino e gli ostelli migliori si riempiono molto velocemente.

La giornata tipo sul Cammino di Santiago

Durante il Cammino le giornate seguono più o meno tutte lo stesso ritmo e, dopo poco, ci si abitua a questa routine senza nemmeno accorgersene. Da maggio ad agosto la sveglia suona prestissimo, spesso prima dell’alba, e molti pellegrini partono tra le 5:30 e le 6:30, sia per camminare con il fresco sia perché la maggior parte degli ostelli richiede il check-out entro le 8-8:30. Si cammina per 5-6 ore, con varie soste per fare colazione, bere qualcosa o semplicemente riposarsi. Verso le 12:30-13 iniziano ad aprire gli ostelli, si fa il check-in, una bella doccia, si lavano i vestiti (a mano o in lavatrice), si pranza e ci si concede finalmente un po’ di relax. Il tardo pomeriggio e la sera sono dedicati alle chiacchiere con gli altri pellegrini, alla cena e alla preparazione della tappa successiva. Alle 21:30-22 si è già tutti a letto, pronti a ricominciare da capo il giorno dopo, sperando di non avere troppi russatori in camerata. 

vita da ostello
vita da ostello

Quanto costa fare il Cammino di Santiago?

Il Cammino di Santiago può essere un viaggio davvero economico, ma il budget finale dipende molto da come decidi di viverlo: puoi scegliere gli ostelli e i menù del pellegrino, oppure concederti ogni tanto un hotel, una cena gourmet o il trasporto dello zaino. Indicativamente, questi sono i costi da mettere in conto:

  • Ostelli: 10-20 € a notte (quelli donativi possono costare anche meno).
  • Hotel e camere private: 40-80 € a notte.
  • Menù del pellegrino o pasti: 10-15 €.
  • Trasporto dello zaino: circa 7 € a tappa.
  • Lavatrice e asciugatrice: 3-4 € ciascuna.

Facendo una media, si riesce tranquillamente a spendere tra i 35 e i 50 € al giorno, ma il budget può diminuire o aumentare in base alle proprie scelte. È proprio questo uno degli aspetti più belli del Cammino, perchè può essere un’esperienza accessibile praticamente a tutti.

alba sul Cammino francese
alba sul Cammino francese

La Credenziale del Pellegrino: cos’è, a cosa serve e dove prenderla

La Credenziale del Pellegrino è il “passaporto” del Cammino di Santiago. È un libretto personale sul quale raccoglierai tutti i timbri delle tappe percorse e che dovrai presentare una volta arrivato a Santiago de Compostela per ottenere la Compostela, il certificato ufficiale del pellegrinaggio. Inoltre, molti ostelli riservati ai pellegrini la richiedono al momento del check-in. Durante il Cammino potrai farla timbrare praticamente ovunque: negli ostelli, nelle chiese, nei bar, negli uffici del turismo e perfino in alcuni negozi. Ogni timbro è diverso dall’altro e, alla fine del viaggio, la Credenziale diventa uno dei ricordi più belli da portarsi a casa.

Il mio consiglio è di procurartela prima di partire, direttamente in Italia. Io l’ho ritirata a Milano e la consegna è stata accompagnata da una piccola cerimonia davvero emozionante: è stato il momento in cui ho realizzato che il Cammino stava davvero per iniziare. Sul sito della Confraternita di San Jacopo di Compostella trovi l’elenco di tutte le città italiane in cui è possibile richiederla. Se invece preferisci, puoi ritirarla anche una volta arrivato in Spagna, presso gli Uffici del Pellegrino, alcuni uffici del turismo o le principali chiese lungo il percorso. Ricordati di timbrare almeno 2 o 3 volte al giorno, soprattutto nel tratto da Sarria a Santiago de Compostela!

Credenziale del Pellegrino
Credenziale del Pellegrino

Quale zaino usare per il Cammino di Santiago

Se c’è una cosa su cui non risparmierei, è proprio lo zaino. Lo indosserai per 5-7 ore al giorno, quindi deve essere comodo, ben regolabile e adatto alla tua corporatura. La capacità ideale è tra i 32 e i 40 litri: è più che sufficiente per portare tutto il necessario senza rischiare di riempirlo di cose inutili. Io ho utilizzato il modello Jade della Gregory da 38 lt  e mi sono trovata benissimo. Oltre a essere comodissimo, è disponibile in diverse misure di schienale ed è progettato specificamente per la conformazione del corpo femminile (esiste naturalmente anche la versione da uomo). Una volta regolato correttamente, il peso si scarica molto bene sui fianchi e sulle spalle, e dopo qualche giorno quasi ci si dimentica di averlo addosso.

io con il mio zaino lungo il Cammino di Santiago

Come preparare lo zaino per il Cammino di Santiago

La regola d’oro è una sola: porta meno di quello che pensi ti servirà. In linea di massima, lo zaino non dovrebbe superare il 10% del proprio peso corporeo, anche se non sempre è facile rispettare questa indicazione. Io, ad esempio, non ci sono riuscita: sono partita con circa 7 kg, che diventavano quasi 8 kg aggiungendo l’acqua. Nonostante questo, non ho avuto particolari problemi perché avevo scelto uno zaino di ottima qualità che distribuiva il peso molto bene tra spalle e fianchi. Il mio consiglio è di fare una selezione spietata prima di partire. Durante il Cammino ti renderai conto che la maggior parte delle cose che avevi pensato di portare sono superflue. Ogni grammo in meno si farà sentire dopo 20 o 30 chilometri di cammino, mentre ogni oggetto inutile finirà per diventare solo  peso da trasportare e non vedrai l’ora di abbandonarlo lì.

Cosa portare davvero:

  • scarpe da trail con suola alta 
  • sandali (da usare per la doccia e per il riposo, io ho usato le Birkenstock in gomma)
  • 3 t-shirt tecniche (2 maniche corte e 1 maniche lunghe)
  • pile
  • 2 short tecnici, 1-2 pantaloni/fuseaux leggeri o tecnici (anche per proteggerti dal sole)
  • 3 calzini in lana merino e 1 gambaletto in lycra
  • guscio antivento
  • poncho antipioggia
  • powerbank
  • farmacia personale (vedi sotto)
  • tappi per le orecchie
  • mascherina per dormire
  • sacco letto leggero Ferrino Ultralight (550 gr)
  • federa 
  • spille da balia
  • asciugamano in microfibra
  • costume
  • sacca idrica (non portare la borraccia, piuttosto usa le bottigliette di plastica)
  • crema solare
  • sapone marsiglia e 2-3 mollette
cosa portare per il Cammino di Santiago

Farmacia personale per il Cammino

La farmacia personale è una di quelle cose che spero sempre di non usare mai, ma che sul Cammino è meglio avere con sé. Non serve portarsi dietro mezzo armadietto dei medicinali, ma alcuni prodotti possono davvero fare la differenza.

Per i piedi:

  • Vaselina (come se piovesse!): applicala ogni mattina prima di partire e metà giornata per ridurre l’attrito e prevenire le vesciche. 
  • Cerotti Compeed.
  • Ago e filo, utili per drenare correttamente le vesciche quando necessario.
  • Garze e cerotti di varie dimensioni.

Per muscoli e tendini

  • Un antinfiammatorio, da usare se necessario.
  • Una crema per muscoli e articolazioni.
  • Cerotti kinesio, molto utili in caso di tendiniti o piccoli fastidi.

Altre cose utili

  • Sali minerali, soprattutto se cammini in estate.
  • Crema solare.
  • Disinfettante (tipo Betadine).
  • Pinzette.
  • Spray antizecche

La buona notizia è che lungo il Cammino attraverserai continuamente paesi e città con farmacie, quindi se dovesse servirti qualcosa che non hai portato, potrai acquistarla facilmente (oltre al fatto che potrai chiedere anche a tutti i pellegrini che incontrerai: sharing is caring!). 

papaveri

Le insidie del Cammino di Santiago (e come evitarle)

Il Cammino non è particolarmente difficile, ma ci sono alcuni inconvenienti che possono trasformare una bellissima giornata in una giornata molto faticosa. La buona notizia è che quasi tutti si possono prevenire con qualche piccolo accorgimento.

  • Le vesciche sono il nemico numero uno di ogni pellegrino. Per evitarle ti consiglio di mettere abbondante vasellina sui piedi ogni mattina, indossare un gambaletto in lycra sotto ai calzini, tenere i piedi il più possibile asciutti e cambiare i calzini a metà giornata. Appena senti un punto che inizia a dare fastidio, fermati subito e applica un  compeed: aspettare peggiora solo la situazione.
  • Tendiniti e dolori muscolari si prevengono utilizzando le bacchette da trekking, facendo stretching a fine giornata, bevendo molta acqua (anche quando non hai sete) e, soprattutto, senza esagerare con i chilometri. Il Cammino non è una gara.
  • Il caldo può diventare molto pesante, soprattutto in alcune zone della Navarra e della Rioja, dove l’ombra è quasi assente. Il consiglio è semplice: parti presto, possibilmente all’alba, così arriverai a destinazione verso l’ora di pranzo evitando le ore più calde.
  • Infine, fai attenzione allo zaino e alle tappe troppo lunghe. Parti con il minor peso possibile, regola bene lo zaino e usa le bacchette. E soprattutto, non cercare di dimostrare nulla a nessuno: se il tuo corpo ti dice di fermarti dopo 18 km invece che dopo 30, ascoltalo. Sul Cammino nessuno ti giudica e non esistono medaglie per chi arriva più stanco degli altri.
chiesa di Los Arcos
chiesa di Los Arcos

App utili per il Cammino di Santiago

Prima di partire ti consiglio di scaricare queste tre app: a me sono state davvero utilissime durante il Cammino.

  • Gronze: è la mia preferita. Ti permette di trovare ostelli, hotel e altri alloggi, vedere i servizi disponibili, i prezzi, le recensioni e i contatti per prenotare. È una risorsa praticamente indispensabile per organizzare le tappe.
  • Buen Camino: è l’app che ho usato quotidianamente per seguire il percorso. Mostra le tappe, le distanze, i dislivelli, i servizi presenti lungo il tragitto e ti aiuta a pianificare il Cammino in base ai chilometri che vuoi percorrere ogni giorno.
  • AlertCops: è l’app ufficiale della Polizia spagnola dedicata alle emergenze. Spero non ti serva mai, ma averla installata può essere utile in caso di necessità, soprattutto se percorri il Cammino da solo.

Film sul Cammino di Santiago

Se vuoi iniziare a respirare l’atmosfera del Cammino ancora prima di partire, oppure hai appena finito e senti già un po’ di nostalgia (succede più spesso di quanto immagini!), ci sono due film che ti consiglio.

  • The Way: è probabilmente il film più famoso dedicato al Cammino di Santiago. Racconta la storia di un padre che decide di percorrere il Cammino Francese dopo la morte del figlio e, lungo la strada, incontra altri pellegrini con cui condivide il viaggio. È un film emozionante che riesce a trasmettere molto bene lo spirito del Cammino e il valore degli incontri.
  • Buen Camino: il film di Checco Zalone è molto più leggero. Racconta il Cammino con un taglio ironico ma è altrettanto coinvolgente. È perfetto per farsi un’idea dell’atmosfera che si vive lungo il percorso.
Antico Convento di San Anton
Antico Convento di San Anton

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Scritto da:
Mi chiamo Valentina Borghi e sono una viaggiatrice esperta e una travel blogger / content creator full time dal 2018. Sono anche una nomade digitale e trascorro buona parte dell’anno in viaggio, da sola o accompagnando gruppi in giro per il mondo. Amo i vulcani, i deserti, il Sudamerica e l’Asia Centrale, amo i gatti, New York, l’astronomia, e la musica elettronica. Ho visitato 100 paesi del mondo e se mi chiedete qual è il mio viaggio della vita..decisamente l’Antartide!

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