Cosa vedere in Kazakistan: 10 luoghi da non perdere

Incastonato tra le vette dell’Asia centrale e le immense distese della steppa, il Kazakistan offre un affascinante viaggio attraverso una terra ricca di storia, cultura e paesaggi mozzafiato. Da Nur-Sultan (Astana), la recentissima capitale, fino ad Almaty, la città dalle montagne innevate, passando per le antiche rovine di Turkestan e le affascinanti formazioni rocciose di Mangistau, il Kazakistan è un paese immenso ricco di contrasti. Qui, l’architettura futuristica si intreccia con il patrimonio nomade, mentre le antiche vie commerciali raccontano storie di scambi culturali millenari. Il Kazakistan si è aperto da poco al turismo, ma con la sua diversità geografica e culturale, c’è da scommettere che diventerà una meta sempre più gettonata tra i viaggiatori di ogni parte del mondo (io stessa ci sono stata già due volte, nel 2017 e nel 2023!). 

Mausoleo di Khoja Ahmad Yasavi a Turkestan
Mausoleo di Khoja Ahmad Yasavi a Turkestan

Informazioni utili per un viaggio in Kazakistan

  • Documenti necessari: passaporto valido. Ai cittadini italiani non è richiesto il visto se la durata del viaggio è inferiore ai 30 giorni. 
  • Moneta ufficiale: Tenge Kazako
  • Roaming e SIM virtuale: e-sim di Airalo da attivare pre-partenza (inserendo il codice BEBORGHI avrete diritto ad uno sconto del 10%).
  • Assicurazione di viaggio (medico-bagaglio): con Heymondo, essendo miei lettori avrete diritto anche uno sconto del 10%.
spezie al mercato di Almaty, Kazakistan
spezie al mercato di Almaty

Cosa vedere in Kazakistan: 10 luoghi indimenticabili

1. Almaty

Inizio quest’articolo sulle cose da vedere in Kazakistan esattamente dove era terminato il mio viaggio lungo la Via della Seta nel 2017, ovvero Almaty, l’ex capitale del paese. Fondata nel 1854, divenne nel 1927 la capitale del Kazakistan sovietico e il titolo le rimase fino al 1998, quando la capitale venne trasferita ad Astana. Dal punto di vista architettonico, Almaty è una classica città comunista, ma il grigio dei palazzi brutalisti quasi non si nota grazie agli alberi e al verde pubblico: è di gran lunga una delle città più verdi e alberate che abbia mai visto! È una città in forte sviluppo, ci sono lavori ovunque, tanti grattacieli, negozi e ristoranti di lusso, bar e SUV di grande cilindrata. Si percepisce molto bene che qui i soldi non mancano! Almaty si staglia sulle vette innevate dello Zailiysky Altau e si può avere una bella vista d’insieme salendo con la funicolare sulla montagna del Kok- Tobe (1100 mt). Almaty è anche il principale snodo del paese (la maggior parte die voli internazionali arriva qui) e rappresenta anche un’ottima base per visitare Shymbulak, il Charyn Canyon e i laghi di Kolsay. Tra le cose da vedere ad Almaty ci sono:

  • Museo Centrale di Stato: museo molto interessante, con tantissimi e importanti reperti archeologici della zona, ma con poche didascalie in inglese purtroppo. 
  • Cattedrale di Zenkov: interamente costruita in legno (anche i chiodi), la Cattedrale è dipinta nei colori pastello (giallo e celeste) e inserita all’interno del Parco Panfilov. Lì accanto c’è anche il grande monumento ai caduti con la fiamma perpetua. 
  • Museo degli strumenti musicali: un museo piccolo ma molto interessante, ospitato in un bel edificio in legno dei primi anni del ‘900.
  • Mercato: il mercato ortofrutticolo è molto grande e ordinato. È un mercato tipico dell’Asia Centrale (come quelli uzbeki o kirghizi) dove si può anche mangiare e prendere un caffè. 
  • Monumento all’Indipendenza: un monumento enorme che quasi si perde nell’immensa piazza sovietica (Respublika Alany) che ospita anche il Municipio e il Palazzo Presidenziale. 
  • Moschea centrale: una delle più grandi del paese, in marmo bianco con cupole dorate, diversi minareti e belle decorazioni all’interno. 

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Almaty, Kazakistan
Almaty
vista dalla funicolare sulla montagna del Kok- Tobe (1100 mt), Almaty, Kazakistan
vista dalla funicolare sulla montagna del Kok- Tobe (1100 mt), Almaty
Cattedrale di Zenkov, Almaty, Kazakistan
Cattedrale di Zenkov, Almaty

2. Shymbulak e il lago Mametova

Partendo da Almaty si possono fare diverse escursioni e una di queste, che vi consiglio di fare, è quella sui monti del Zailiysky Altau, il prolungamento della catena del Tian Shan. La località più famosa e conosciuta si chiama Shymbulak e si trova 25 km a sud di Almaty. Shymbulak è anche la più importante stazione sciistica dell’Asia Centrale ed è a quota 2200 mt sul livello del mare. D’inverno (da novembre fino ad aprile/maggio) tutta la zona è ricoperta di neve ed è dedicata agli sport invernali, mentre d’estate diventa il paradiso del trekking, con tantissimi sentieri. Il comprensorio di Shymbulak è moderno, con bellissimi resort e ristoranti, e ha ospitato i Giochi Asiatici Invernali nel 2011. Se siete ben allenati, tra i vari trekking che si possono fare in zona vi consiglio quello che raggiunge il lago Mametova e il ghiacciaio omonimo. Il lago glaciale si trova a quota 3560 mt (non per tutti..) e il dislivello per raggiungerlo è di circa 1200 mt (si parte da 2330 mt). Il sentiero è lungo circa 16 km tra andata e ritorno e dovete calcolare circa 7-8 ore in tutto. Il panorama che avrete se lo raggiungerete però è davvero magnifico! 

Lago Mametova, Shymbulak, Kazakistan
Lago Mametova

3. Charyn Canyon

Nonostante si trovi a 200 km di distanza da Almaty, il Charyn Canyon viene spesso visitato in giornata partendo da Almaty (partecipando ad un’escursione tipo questa). In alternativa, se arrivate in Kazakistan dal Kirghizistan (come era successo a me la prima volta che c’ero stata) potete prendere un taxi dal punto di confine, che si trova a Char-Kuduk, fino a Kengen, la cittadina più vicina. Da lì potete poi organizzarvi il transfer per Almaty chiedendo di fare una sosta in questo bellissimo canyon. Il Charyn Canyon si trova in una steppa arida ed è stato scavato dal fiume omonimo, le cui acque hanno creato una gola che raggiunge i 300 metri. Il vento e le intemperie hanno inoltre scolpito le rocce in forme suggestive, soprattutto nella gola laterale conosciuta come Valle dei Castelli, che è quella che si percorre a piedi fino a raggiungere il fiume. La passeggiata è molto bella, così come vale la pena vedere anche il canyon dall’alto, per avere una maggiore visione d’insieme. Alla fine si può tranquillamente dire che il Charyn Canyon sia un Gran Canyon su scala ridotta.

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Charyn Canyon, Kazakistan
Valle dei Castelli, Charyn Canyon
Charyn Canyon, Kazakistan
Charyn Canyon

4. Laghi di Kolsay e Kaindy

Nascosti tra le montagne del Kungey Alatau, i laghi di Kolsay emergono come gioielli turchesi incastonati nella lussureggiante natura. Questo complesso di laghi alpini, situato nel sud-est del Kazakistan, si trova ad una quota variabile tra i 1800 e i 2800 metri circa ed è un paradiso naturale che incanta gli occhi. Il primo lago (Nizhny Kolsay) si trova a quota 1800 mt ed è circondato da boschi di abeti. Camminando per circa 3h a piedi si raggiunge il Sredny Kolsay (lago di mezzo) a quota 2250 mt, il più grande e bello dei tre, prima di arrivare al Kolsay Superiore (Verkhny Kolsay) a 2800 metri. Ancora più spettacolare, ma più lontano, è il lago Kaindy, un lago d’acqua dolce diventato famoso sia per il suo colore cristallino, che, soprattuttom per gli alberi sommersi. Nell’acqua infatti si può vedere una vera e propria foresta di abeti rossi perfettamente conservata e immersa per metà. Il lago Kaindy si è formato dopo un forte terremoto (7.7 sulla scala Richter) avvenuto nel 1911, che ha provocato una frana e ha cambiato la morfologia della catena montuosa, creando una diga naturale, riempitasi, nel corso degli anni, di acqua piovana. Potete visitare il lago Kaindy partecipando ad un’escursione giornaliera da Almaty che include anche i laghi di Kolsay e il Charyn Canyon. È una gita lunghissima, ma ne vale la pena.  

Laghi di Kolsay, Kazakistan
Laghi di Kolsay
Lago Kaindy, Kazakistan
Lago Kaindy

5. Aksu-Zhabagly Nature Reserve

Ci spostiamo adesso nel Kazakistan centrale, sempre meridionale (praticamente tutte le cose da vedere in Kazakistan si trovano nella parte sud del paese), per la Riserva Naturale Aksu-Zhabagly. Questa grande riserva inizia dalla steppa per raggiungere poi i 4239 mt del Pik Sayram,  fino ai confini con il Kirghizistan e con l’Uzbekistan. È stata la prima riserva istituita in Kazakistan (nel 1926) e più recentemente è stata inserita tra le Riserve della Biosfera dall’UNESCO. Qui, infatti, la flora e la fauna sono molto varie e si possono trovare tante specie endemiche. Per entrare nella Riserva si passa da questo villaggio che si trova a circa 1 ora e mezza di strada da Shymkent. Da lì la strada inizia a salire di quota e il paesaggio è caratterizzato da vallate incorniciate da bellissime cime innevate. Un luogo molto bello che si trova all’interno della Riserva è la gola di Aksu, formata dal fiume omonimo. La gola può essere vista dall’alto, ma è molto bello anche il sentiero che scende al fiume. Per visitare la Riserva Naturale Aksu-Zhabagly è necessario entrare con una guida naturalistica; le guesthouse che si trovano intorno al villaggio di Zhabagly sono in grado di organizzarvi il tutto. 

Gola di Aksu, Aksu-Zhabagly Nature Reserve, Kazakistan
Gola di Aksu, Aksu-Zhabagly Nature Reserve
Gola di Aksu, Aksu-Zhabagly Nature Reserve, Kazakistan
Aksu-Zhabagly Nature Reserve

6. Shymkent

Shymkent è la terza città più popolosa del Kazakistan e rappresenta un’ottima base per visitare Turkestan, Otrar e la Riserva Naturale Aksu-Zhabagly. La città venne fondata nel XII secolo come caravanserraglio (gli antichi “alberghi” lungo la Via della Seta) per proteggere la città di Sayram, situata 20 km a sud, sul confine con l’Uzbekistan. Era un importante centro commerciale per gli scambi tra i nomadi turchi e gli insediamenti sogdiani stabili (un’antica civiltà che includeva diversi territori dell’Uzbekistan e del Tagikistan). In seguito fu conquistata dall’Impero russo (nel 1864) e venne completamente ricostruita: l’impianto architettonico è quindi quello brutalista sovietico. Mi viene difficile sostenere che sia una bella città, ma è sicuramente interessante per comprendere meglio il paese e la cultura del Kazakistan. Tra le cose da vedere vi consiglio il Parco dell’Indipendenza, inaugurato nel 2011 per il 20° anniversario dell’indipendenza del Kazakistan, con vari monumenti che ispirano l’unità nazionale. 

monumento a Shymkent, Kazakistan
monumento a Shymkent
monumento a Shymkent, Kazakistan
Shymkent

7. Otrar

La città Otrar si trova circa 150 km a nord di Shymkent, lungo la strada per Turkestan. Otrar è stata una città importantissima e prospera grazie alla sua posizione strategica lungo la Via della Seta, e fu al centro degli eventi che condussero Gengis Khan in Asia centrale. Nel 1218 avvenne l’uccisione degli ambasciatori mongoli da parte del governatore locale e questo scatenò un conflitto. Sfruttando l’evento come casus belli, l’anno successivo Otrar fu completamente rasa al suolo. La sua distruzione rappresenta uno dei primi capitoli della campagna di invasione e devastazione condotta dai mongoli di Gengis Khan tra il 1291 e il 1221. Nonostante sia stata successivamente ricostruita, Otrar fu poi definitivamente abbandonata nei primi anni del XVIII secolo. Quello che si vede oggi è un sito archeologico i cui scavi hanno riportato alla luce un bastione, un tratto della cinta muraria, le basi dei pilastri della moschea principale, alcune case, due terme (bagni) e le mura del Palazzo di Berdibek (dove nel 1405 morì Tamerlano). Pochi chilometri a nord c’è il Mausoleo di Aristan-Bab, la tomba di un mentore di Khoja Ahmed Yasaui (vedi paragrafo successivo), sede di pellegrinaggio. 

Porta di Otrar, Kazakistan
Porta di Otrar
sito archeologico di Otrar, Kazakistan
sito archeologico di Otrar

8. Turkestan

Tra le cose da vedere in Kazakistan Turkestan è sicuramente la più bella, perlomeno se parliamo di storia, arte e architettura. Turkestan è, infatti, il più importante sito di pellegrinaggio del Kazakistan e uno dei più importanti di tutta l’Asia Centrale. Il nome completo della città, Hazrat-e Turkestan significa “Il Santo (o Il Beato) del Turkestan” e si lega alla figura di Khoja Ahmad Yasavi, il grande maestro sufi e poeta mistico che visse qui alla fine dell’XI secolo e dove morì intorno al 1166. Sotto la sua guida, Turkestan divenne il principale centro accademico per i popoli delle steppe kazake e la sua tomba era già meta di pellegrinaggio prima che Tamerlano, intorno al 1390, ordinasse la costruzione di un grande mausoleo.  Tamerlano morì prima della fine dei lavori e la facciata principale che ricorda tanti altri monumenti di Samarcanda e Bukhara, rimase incompiuta. Il mausoleo è stupendo ed è stato inserito tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO. La città continua ad attirare migliaia di pellegrini e la tradizione locale afferma che tre pellegrinaggi a Turkestan equivalgano a un Hajj a La Mecca, sebbene ciò non sia universalmente accettato nel mondo musulmano. Il Santo è venerato al punto che la città è nota come la “Seconda Mecca dell’Oriente” e riveste enorme importanza per i musulmani kazaki. Intorno al mausoleo ci sono vari edifici tra cui la Moschea semi-sotterranea di Hilvet, costruita nella cella dove si narra che il profeta si fosse ritirato negli ultimi anni di vita. 

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Mausoleo di Khoja Ahmad Yasavi a Turkestan
Mausoleo di Khoja Ahmad Yasavi a Turkestan
Mausoleo di Khoja Ahmad Yasavi a Turkestan
Mausoleo di Khoja Ahmad Yasavi a Turkestan

9. Mangystau 

Ci spostiamo adesso sul Mar Caspio, nella remota regione del Mangystau, una zona stupenda di cui si inizia a parlare (e a vedere fotografie) da pochissimo tempo. Questa regione desertica, che si estende per 400 km tra il confine Uzbeko e il Mar Caspio, ha come capitale la città di Aktau, di nessun interesse dal punto di vista turistico. Addentrandosi però nel deserto, dopo aver costeggiato distese di pozzi petroliferi, si entra pian piano in un altro pianeta. Il Mangystau è infatti caratterizzato da paesaggi lunari, suggestive gole, laghi di sale, formazioni rocciose molto particolari e misteriose moschee sotterranee. In passato, infatti, questa regione era attraversata da una diramazione della Via della Seta e nei luoghi dove venivano seppelliti i morti o vivevano uomini venerabili sorsero dei siti sacri e delle necropoli. Gli archeologi hanno iniziato a conoscerli di recente e tutta la regione sta iniziando solo adesso ad affacciarsi al turismo. Scommetto che tra qualche anno diventerà uno dei luoghi più conosciuti dell’Asia Centrale!

Per visitare il Mangystau c’è bisogno di un 4×4, di un autista/guida esperto e di un certo di spirito di adattamento. Le zone più belle (come la valle di Boszhira o le “montagne tiramisù”  si trovano molto all’interno e non ci sono strade per raggiungerle, solo piste nel deserto, ma si possono vedere partecipando a dei tour di (minimo) 3 giorni che partono da Aktau. I tour si fanno in 4×4 e si dorme in tenda circondati da paesaggi mozzafiato. Evitate i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre perchè le temperature possono diventare proibitive (45-50°).

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paesaggio nel Mangystau, Kazakistan
paesaggio nel Mangystau
moschea sotterranea nel Mangystau, Kazakistan
moschea sotterranea nel Mangystau
campeggio libero nel Mangystau, Kazakistan
campeggio libero nel Mangystau

10. Astana

Soprannominata la “Dubai delle steppe”, Astana è la nuova capitale del Kazakistan: è subentrata ad Almaty nel 1997 per creare un distacco netto rispetto al periodo sovietico del Kazakistan. Ribattezzata Nur-Sultan tra il 2019 e il 2022, Astana è un’esplosione di modernità nel cuore dell’Asia centrale. Con grattacieli futuristici che sfidano il cielo e architetture ultramoderne, questa città è il simbolo della trasformazione del paese e si trova ai primi posti tra le città asiatiche per tasso di crescita. Raramente viene inclusa tra le tappe di un viaggio in Kazakistan ma potrebbe essere interessante inserirla per assaporare il Kazakistan del futuro, rigorosamente in estate però! Con 6 mesi all’anno di ghiaccio e neve Astana è la seconda capitale più fredda del mondo, dopo Ulan Bator (la capitale della Mongolia). È inserita nella steppa semi-desertica che copre buona parte del territorio kazako e ha un clima continentale estremo con estati afose e inverni freddissimi e secchi. 

Architettura moderna a Astana, Kazakistan
Skyline di Astana
Residenza del Presidente kazako ad Astana
Residenza del Presidente kazako ad Astana

Alcune immagini di stock sono prese da Depositphotos

Foto dell'autore
Scritto da:
Mi chiamo Valentina Borghi e sono una viaggiatrice esperta e una travel blogger / travel influencer full time dal 2018. Sono anche una nomade digitale e trascorro buona parte dell’anno in viaggio, da sola o accompagnando gruppi in giro per il mondo. Amo i vulcani, i deserti, il Sudamerica e l’Asia Centrale, amo i gatti, New York, l’astronomia, e la musica elettronica. Ho visitato 90 paesi del mondo e se mi chiedete qual è il mio viaggio della vita..decisamente l’Antartide!

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