Se devo dirla tutta, Ushuaia è uno dei luoghi che mi ha affascinato di più durante il mio viaggio tra Argentina e Cile del Sud. Sono entrata nella Terra del Fuoco via terra e ho sentito subito che c’era qualcosa di diverso: un magnetismo particolare, difficile da spiegare, ma la sensazione di stare entrando in un territorio remoto, quasi mitico, è fortissima. Quando sono arrivata davanti allo Stretto di Magellano il mio cuore ha iniziato a battere forte. Stavo davvero per attraversare quel tratto di mare che avevo studiato fin da bambina sul sussidiario, lo stretto leggendario che separa il continente sudamericano dalla Isla Grande de Tierra del Fuego. Arrivarci lentamente, dopo aver attraversato la Patagonia via terra, ha reso tutto ancora più emozionante.
Avvicinandosi a Ushuaia il paesaggio cambia: la steppa lascia spazio alle montagne, ai boschi e ai ghiacciai, fino ad arrivare alla città, stretta tra i Monti Martial e il Canale di Beagle. Ushuaia in sé non è particolarmente bella dal punto di vista architettonico, ma il suo fascino è altrove: nella posizione assurda in cui si trova e in quella sensazione di essere davvero arrivati alla Fine del Mondo. Per me, poi, è diventata ancora più speciale quando ci sono tornata per imbarcarmi verso l’Antartide, il viaggio della vita per me. In questa guida trovate cosa vedere a Ushuaia, le escursioni più belle, quanti giorni fermarsi, quando andare, come arrivare e tutti i miei consigli per organizzare il viaggio.

Quando andare
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, Ushuaia si può visitare tutto l’anno e, nonostante la posizione praticamente alla Fine del Mondo, il clima non è così estremo come si potrebbe immaginare. Il periodo migliore dipende soprattutto da quello che volete fare.
- Primavera (ottobre-novembre): le giornate iniziano ad allungarsi, le temperature salgono e ripartono progressivamente tutte le attività outdoor. È un buon compromesso per trovare meno turisti rispetto alla piena estate, anche se il tempo rimane estremamente variabile.
- Estate (dicembre-marzo): è il periodo che consiglio per un primo viaggio a Ushuaia, ed è anche quello in cui salpano le crociere per l’Antartide. Le temperature diurne possono raggiungere i 10-15 °C e soprattutto avrete tantissime ore di luce: tra dicembre e gennaio fa buio tardissimo. È il momento migliore per trekking, navigazioni sul Canale di Beagle e praticamente tutte le escursioni nella Terra del Fuoco. È anche alta stagione, quindi conviene prenotare con anticipo.
- Autunno (aprile-maggio): le temperature scendono e le giornate si accorciano, ma i boschi della Terra del Fuoco si tingono di rosso, arancione e giallo. Un periodo bellissimo dal punto di vista paesaggistico e decisamente più tranquillo.
- Inverno (giugno-settembre): le temperature si aggirano generalmente intorno allo zero, con minime sottozero e nevicate frequenti. Le ore di luce sono poche e diverse attività estive non sono disponibili, ma è il momento giusto se volete sciare o praticare sport invernali.
Qualunque sia il periodo, preparatevi a cambiare stagione diverse volte nella stessa giornata. Sole, pioggia, vento e perfino neve possono alternarsi molto rapidamente: vestirsi a strati e avere sempre con sé un buon guscio impermeabile e antivento è praticamente obbligatorio.

Come arrivare e come spostarsi
Nonostante si trovi letteralmente alla fine del continente, raggiungere Ushuaia è abbastanza semplice. La scelta tra aereo e autobus dipende soprattutto dal tempo che avete a disposizione: io sono arrivata via terra e, se state facendo un viaggio lungo in Patagonia, è un’esperienza che consiglio assolutamente.
- In aereo. È naturalmente la soluzione più veloce. Ushuaia è collegata con Buenos Aires e con diverse città argentine; in alta stagione trovate anche collegamenti molto comodi con El Calafate, perfetti per combinare le due tappe nello stesso itinerario. Oltre ad Aerolíneas Argentinas operano anche compagnie low cost come Flybondi e JetSMART. I prezzi possono comunque salire parecchio nei mesi più richiesti, quindi vi consiglio di prenotare con largo anticipo (6 mesi o più), soprattutto tra dicembre e febbraio.
- In autobus. Se avete tempo, per me arrivare via terra ha tutto un altro fascino. Ushuaia è collegata con Río Grande e, con collegamenti che possono richiedere cambi, con località come Río Gallegos, Punta Arenas e Puerto Natales. La particolarità è che per raggiungere la parte argentina della Terra del Fuoco via terra bisogna necessariamente entrare in Cile, attraversare lo Stretto di Magellano in traghetto e successivamente rientrare in Argentina. I tempi possono quindi allungarsi parecchio tra frontiere, attesa del traghetto e condizioni meteo: considerate praticamente un’intera giornata di viaggio dalle principali località della Patagonia continentale. Per consultare gli orari e acquistare i biglietti utilizzo sempre il sito 12Go, che permette di confrontare facilmente le diverse compagnie e prenotare online.
- In Crociera. Esiste infine un modo decisamente più spettacolare (e costoso) per arrivare a Ushuaia: le crociere Australis da Punta Arenas, che navigano attraverso fiordi e canali della Terra del Fuoco e Capo Horn prima di raggiungere Ushuaia. Più che un semplice trasferimento, però, parliamo di un vero viaggio di più giorni (5).
Una volta arrivati, il centro di Ushuaia si gira tranquillamente a piedi. Per raggiungere le attrazioni nei dintorni potete invece utilizzare taxi/remises, transfer, autobus dedicati alle principali escursioni oppure noleggiare un’auto. Per molte attività, come le navigazioni sul Canale di Beagle, non avrete comunque bisogno di alcun mezzo: le barche partono direttamente dal porto, praticamente in centro.

Se volete farvi un’idea.. questo è il video del mio primo viaggio in Patagonia e Terra del Fuoco, con finale a Buenos Aires:
Quanti giorni servono per visitare Ushuaia e la Terra del Fuoco
Secondo me, per Ushuaia servono almeno 3 giorni pieni. Arrivare fino alla Fine del Mondo per fermarsi una notte o due sarebbe davvero un peccato, soprattutto perché il bello non è tanto la città quanto tutto quello che c’è intorno. Se amate camminare e volete esplorare la Terra del Fuoco con più calma, io cercherei di dedicarle 4 o 5 giorni.
- 2 giorni: potete concentrarvi sulle esperienze imperdibili, come il Parco Nazionale Tierra del Fuego e la navigazione sul Canale di Beagle, ritagliandovi qualche ora per la città.
- 3 giorni: è un buon compromesso per una prima visita. Potete aggiungere un trekking, come quello alla Laguna Esmeralda, oppure l’escursione verso Isla Martillo per vedere i pinguini.
- 4-5 giorni: secondo me è l’ideale se amate la natura. Potete inserire altri trekking, il Ghiacciaio Martial, Estancia Harberton e Puerto Almanza e, soprattutto, avere un minimo di elasticità se il meteo decide di non collaborare.

Come raggiungere Puerto Williams (Cile) da Ushuaia
Se avete qualche giorno in più e volete provare l’ebbrezza di arrivare sulla vera città più a sud del mondo, potete attraversare il Canale di Beagle e raggiungere Puerto Williams, in Cile. Non c’è un traghetto tra le due città: da Ushuaia si parte in speed boat alla volta di Puerto Navarino, sull’Isla Navarino, con una navigazione di circa 40 minuti. Una volta sbarcati e completate le procedure di ingresso in Cile, il viaggio continua lungo la costa dell’isola con un transfer su strada di circa 1h30 fino a Puerto Williams. Puerto Williams è rimasta molto più autentica di Ushuaia, è abitata da 20000 persone e vi sembrerà di rivivere la vita che si faceva qui nei primi del novecento. Un altro ottimo motivo per venire qui è il circuito de los Dientes de Navarino, un itinerario di trekking lungo 54 km che sta diventando sempre più popolare.I collegamenti sono attivi soprattutto durante l’estate australe e possono subire variazioni o cancellazioni in base alle condizioni del Canale di Beagle.
Tenete presente soprattutto una cosa: non è possibile partire da Ushuaia, visitare Puerto Williams e rientrare nella stessa giornata. Il servizio prevede almeno un pernottamento sull’Isla Navarino prima di attraversare nuovamente il confine. Personalmente, visto che arrivare fin qui richiede comunque tempo (e denaro), non andrei a Puerto Williams solo per poter dire di aver messo piede nella città più australe del mondo: aggiungerei almeno un paio di giorni all’itinerario per esplorare anche l’Isla Navarino.
Se volete provare l’ebrezza di arrivare sulla vera città più a sud del mondo, potete fare una gita a Puerto Williams sulla Isla Navarino, in Cile. Puerto Williams è rimasta molto più autentica di Ushuaia, è abitata da 20000 persone e vi sembrerà di rivivere la vita che si faceva qui nei primi del novecento. Un altro ottimo motivo per venire qui è il circuito de los Dientes de Navarino, un itinerario di trekking lungo 54 km che sta diventando sempre più popolare. Puerto Williams si può raggiungere in traghetto da Ushuaia ma non ci sono corse tutti i giorni quindi dovrete calcolare di restare a dormire almeno una notte.

Cosa vedere e cosa fare a Ushuaia: le escursioni migliori
Parco Nazionale Terra del Fuoco
Poco distante da Ushuaia c’è il Parco Nazionale Terra del Fuoco, l’unico in Argentina ad avere una costa marittima. È un parco molto grande e tranquillo, dove è possibile fare tantissime escursioni tra lagune, vette e sentieri panoramici. L’ingresso si trova 12 km fuori da Ushuaia lungo la Routa 3 ed è raggiungibile in autobus dal centro della città. Il parco è attraversato da circa 40 km di sentieri, con percorsi adatti praticamente a tutti. Tra i più semplici ci sono quelli che conducono al Mirador Lapataia, alla Laguna Negra e la Senda Castorera, dove si possono osservare anche le dighe costruite dai castori. Non perdetevi Bahía Lapataia, dove termina la mitica Ruta Nacional 3, la strada che attraversa l’Argentina fino alla Terra del Fuoco.
Se invece cercate qualcosa di più impegnativo, potete affrontare l’ascesa al Cerro Guanaco, uno dei trekking più belli del parco. Il percorso richiede diverse ore (almeno 7) e supera circa 900 metri di dislivello, ma dall’alto il panorama sul Canale di Beagle, sui laghi e sulle montagne ripaga abbondantemente della fatica. Il sentiero è stagionale e prima di partire è necessario registrarsi. Potete raggiungere il parco in auto oppure utilizzare i transfer che partono da Ushuaia; in alternativa, se avete poco tempo, potete partecipare a un’escursione organizzata. Piccola curiosità: nei dintorni di Ushuaia sono state girate alcune delle scene finali del film di Inarritu, The Revenant, con Leonardo DiCaprio.
PRENOTA QUI un tour per esplorare il Parco Nazionale Terra del Fuoco

Canale di Beagle
Tra le escursioni che mi sono piaciute di più a Ushuaia c’è sicuramente la navigazione sul Canale di Beagle. Si parte direttamente dal porto e, nel giro di pochissimo, la città rimane alle spalle e ci si ritrova a navigare tra isolette, montagne e colonie di animali. Tra l’altro, vista dall’acqua, Ushuaia secondo me dà decisamente il meglio di sé. Durante la navigazione si raggiunge il famoso Faro Les Éclaireurs, bianco e rosso, costruito su un piccolo isolotto dell’arcipelago omonimo. È diventato uno dei simboli della Terra del Fuoco e viene spesso chiamato, impropriamente, “Faro della Fine del Mondo”. Proprio in queste acque, nel 1930, naufragò anche il transatlantico tedesco Monte Cervantes, una storia che sentirete raccontare più volte. Le barche fanno poi rotta verso Isla de los Lobos, abitata da una numerosa colonia di leoni marini, e Isla de los Pájaros, dove a dominare la scena sono soprattutto i cormorani. Alcuni tour prevedono anche una breve passeggiata sulle Islas Bridges. La navigazione classica dura poche ore, ma può essere combinata con l’escursione alla pinguinera di Isla Martillo.
PRENOTA QUI l’escursione sul Canale di Beagle in catamarano

Isla Martillo e la colonia di pinguini
Se dovessi scegliere una sola escursione da fare a Ushuaia, probabilmente sceglierei questa. Non è economica per niente ma quante volte nella vita vi capita di camminare in mezzo ai pinguini? La risposta ve la do io: vi capita solo qui o in Antartide. Isla Martillo si trova nel Canale di Beagle, vicino all’Estancia Harberton, e durante l’estate australe ospita una grande colonia di pinguini di Magellano e pinguini Papua, che raggiungono l’isola per riprodursi e nidificare. Il periodo migliore per vederli va indicativamente da novembre a marzo. Sbarcare sull’isola è un’emozione incredibile: ci si ritrova circondati dai pinguini che camminano, entrano ed escono dall’acqua e se ne infischiano bellamente della vostra presenza. Sono buffissimi, goffi all’inverosimile e potrei stare ore a guardarli. Se capitate nel periodo giusto potrete vedere anche i piccoli, ancora ricoperti dalla loro peluria grigia. Io ho avuto una fortuna sfacciata perché, oltre alle specie più comuni, sono riuscita ad avvistare anche alcuni pinguini reali.
Attenzione però quando prenotate: solo pochissime escursioni permettono di scendere a Isla Martillo e vanno prenotate con parecchio anticipo. Gli altri tour raggiungono la pinguinera in barca e osservano gli animali direttamente dall’acqua. Le escursioni più complete durano tutta la giornata e sono spesso abbinate alla visita dell’Estancia Harberton e alla navigazione nel Canale di Beagle. Quindi, sì, è vero che costa tanto, ma è un’escursione unica che ne include tre. L’esperienza con lo sbarco a Isla Martillo per me è una delle esperienze più belle da fare nella Terra del Fuoco.
PRENOTA QUI l’esperienza (con lo sbarco) con i pinguini a Isla Martillo


Tren del Fin del Mundo
Il Tren del Fin del Mundo è una delle attrazioni più conosciute di Ushuaia e permette di ripercorrere una parte della storia della città prima di entrare nel Parco Nazionale Terra del Fuoco. La stazione di partenza si trova a circa 8 km dal centro di Ushuaia e il percorso segue parte dell’antica ferrovia utilizzata dai detenuti del carcere cittadino. All’inizio del Novecento, infatti, i prigionieri venivano trasportati verso i boschi della zona per raccogliere la legna necessaria al funzionamento della prigione e della città. Oggi il tragitto viene percorso a bordo di un treno a vapore a scartamento ridotto che attraversa la valle del Río Pipo, boschi e torbiere fino a raggiungere il Parco Nazionale. Durante il viaggio vengono raccontati anche alcuni episodi legati alla storia del cosiddetto Tren de los Presos, il “treno dei prigionieri”. Potete acquistare semplicemente il biglietto del treno oppure scegliere un’escursione da Ushuaia che combina il Tren del Fin del Mundo con la visita del Parco Nazionale Terra del Fuoco. Quest’ultima può essere una soluzione comoda se volete vedere entrambe le attrazioni nella stessa giornata e non avete un’auto.
PRENOTA QUI il Tren del Fin del Mundo + la visita del Parco Nazionale Terra del Fuoco

Laguna Esmeralda
La Laguna Esmeralda è uno dei trekking più conosciuti nei dintorni di Ushuaia e, se amate camminare, secondo me merita assolutamente. Si trova a circa 20 km dal centro città, lungo la Ruta Nacional 3, ed è raggiungibile in auto, con un transfer oppure partecipando a un’escursione organizzata. Il punto esatto d’inizio del sentiero è questo. Il sentiero attraversa boschi di lenga, torbiere e vallate circondate dalle montagne fino ad arrivare alla laguna, incastonata ai piedi del Glaciar Albino. Il nome non è stato scelto a caso: l’acqua ha davvero un bellissimo colore verde-turchese, dovuto ai sedimenti trasportati dal ghiacciaio. Il trekking è lungo circa 9 km tra andata e ritorno e richiede mediamente 4-5 ore. Non presenta grandi difficoltà tecniche, ma non sottovalutate il terreno che può diventare fangoso. Come sempre vestitevi a strati, perché il meteo da queste parti può cambiare molto rapidamente. Il sentiero è particolarmente frequentato durante l’estate australe e può essere percorso in autonomia; se preferite non affrontarlo da soli, da Ushuaia partono anche diverse escursioni guidate alla Laguna Esmeralda.

Ghiacciaio Martial
Poco distante dal centro di Ushuaia c’è poi il Glaciar Martial, facilmente raggiungibile e perfetto se volete aggiungere un altro trekking senza allontanarvi troppo dalla città. Potete arrivare all’inizio del sentiero in taxi oppure, se avete voglia di macinare qualche chilometro in più, partire direttamente dal centro a piedi. Dal punto di partenza si sale lungo diversi sentieri sulle pendici dei Monti Martial, attraversando il bosco per poi proseguire su un terreno sempre più aperto e roccioso. Per arrivare fino alla zona del ghiacciaio e tornare indietro considerate indicativamente 4-5 ore, a seconda del percorso scelto e del vostro passo. Ve lo dico subito: se avete già visto altri ghiacciai della Patagonia, come il Perito Moreno ad esempio, il Martial non vi sembrerà nulla di che. Il vero motivo per salire fin quassù è la vista: man mano che si guadagna quota il panorama è sempre più bello su Ushuaia, il Canale di Beagle e le montagne della Terra del Fuoco.
Puerto Almanza
Se avete qualche giorno in più, Puerto Almanza è una bella deviazione per scoprire un volto molto meno turistico della Terra del Fuoco. Si trova sulla costa del Canale di Beagle, a circa 75 km da Ushuaia, praticamente di fronte alla cilena Isla Navarino, ed è un minuscolo villaggio di pescatori dove la vita ruota ancora intorno al mare. Puerto Almanza è conosciuta soprattutto per la centolla, il gigantesco granchio reale tipico di queste acque, e per i frutti di mare. Ci sono diversi piccoli ristoranti dove mangiare pesce e crostacei appena pescati, con il Canale di Beagle e le montagne dell’Isla Navarino davanti agli occhi. Se amate mangiare, direi che è già un motivo più che valido per arrivare fin qui. La zona merita anche per il viaggio in sé: lasciata la Ruta Nacional 3 si attraversano boschi, vallate e paesaggi sempre più isolati, fino a raggiungere la costa. Poco distante si trovano anche Estancia Harberton e Isla Martillo, quindi le tre località possono essere facilmente inserite nella stessa parte dell’itinerario o nella stessa escursione organizzata. Da Ushuaia, infatti, potete raggiungere Puerto Almanza in auto oppure con un’escursione organizzata: ce ne sono alcune dedicate più al villaggio e al granchio e altre che includono i pinguini a Isla Martillo.
PRENOTA QUI l’escursione a Puerto Almanza +degustazione di granchio + Isla Martillo

Cosa vedere nel centro di Ushuaia
Il centro di Ushuaia è piuttosto piccolo e si visita tranquillamente a piedi in mezza giornata. Come dicevo prima, non aspettatevi una città particolarmente bella dal punto di vista architettonico: il suo fascino è legato soprattutto alla posizione e alla storia. Vale comunque la pena curiosare un po’ tra il lungomare e Avenida San Martín, soprattutto se avete qualche ora libera tra un’escursione e l’altra.
- Museo del Fin del Mundo: un piccolo museo dedicato alla storia della Terra del Fuoco, alle popolazioni native, alle prime esplorazioni e alla fauna dell’arcipelago. Oggi è distribuito tra due edifici storici di Avenida Maipú, l’antico Banco Nación e l’Antigua Casa de Gobierno.
- Museo Marítimo y del Presidio: occupa l’ex carcere di Ushuaia, che ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo della città. Nelle vecchie celle viene raccontata la vita dei detenuti, insieme alla storia marittima della regione e alle grandi esplorazioni dei mari australi. Se avete tempo per un solo museo, sceglierei questo.
- Lungomare, cartello Fin del Mundo e timbro sul passaporto: fate una passeggiata lungo Avenida Maipú fino al porto, soprattutto nelle giornate limpide, quando la vista sul Canale di Beagle è bellissima. Qui trovate anche il celebre cartello di Ushuaia, davanti al quale la foto di rito è praticamente obbligatoria. Poco distante si trova inoltre l’Ufficio del Turismo, dove potete farvi mettere gratuitamente sul passaporto il timbro della Fine del Mondo.
- Avenida San Martín: è la strada principale della città, piena di negozi, ristoranti, bar e agenzie dove prenotare le escursioni. Prima o poi ci passerete inevitabilmente.
- Ramos Generales: questo, invece, è uno dei miei posti del cuore a Ushuaia. Mi era piaciuto talmente tanto che ci sono tornata a cena per tre sere consecutive. È un vecchio almacén trasformato in ristorante, strapieno di fotografie, oggetti e cimeli, dove sembra che il tempo si sia fermato. Quando ci sono stata ho conosciuto Enrique, che mi ha tenuta incollata alla sedia raccontandomi storie su suo nonno, presente sul Monte Cervantes quando naufragò, sulle riprese di The Revenant con DiCaprio e Iñárritu e su improbabili visite di star internazionali a Ushuaia. Per me vale la pena andarci tanto per l’atmosfera quanto per mangiare.


Le crociere per l’Antartide
Ushuaia è anche la principale porta d’accesso all’Antartide: è proprio dal suo porto che parte la maggior parte delle crociere expedition dirette verso la Penisola Antartica. Per me questo è un altro dei motivi per cui questa città avrà sempre un posto speciale: sono tornata qui proprio per imbarcarmi per l’Antartide, il viaggio della vita per me. Lo era prima di farlo, quando lo sognavo, ed è rimasto così anche dopo esserci stata. Con le crociere, dopo aver lasciato Ushuaia si naviga lungo il Canale di Beagle e si affronta il mitico Passaggio di Drake, prima di raggiungere finalmente il continente bianco. Se state pensando di fare questo viaggio, nel mio articolo su Come organizzare un viaggio in Antartide trovate la mia esperienza e tutte le informazioni dettagliate sulle crociere, sul periodo migliore, i costi, le compagnie e la vita a bordo.
LEGGI QUI Come organizzare un viaggio in Antartide

Dove dormire a Ushuaia
Vi consiglio di dormire nel centro di Ushuaia, possibilmente nei dintorni di Avenida San Martín e del porto. In questo modo potrete raggiungere a piedi ristoranti, negozi, agenzie e i moli da cui partono le navigazioni sul Canale di Beagle. Farei un’eccezione solo se cercate una sistemazione di fascia alta: alcuni degli hotel più belli si trovano leggermente fuori città, in posizioni panoramiche spettacolari.
- Antartica Hostel: Questo ostello si trova proprio nel centro di Ushuaia ed è molto carino. Ci sono sia camerate che stanze doppie, con o senza bagno privato. Lo staff è gentile e possono organizzare e prenotare qualsiasi tipo di gita.
- Hostal los Calafates: piccolo hotel a gestione familiare ospitato in una caratteristica casa in legno, a pochi minuti a piedi dal centro. Le camere dispongono di bagno privato e la struttura offre la colazione e assistenza per organizzare le escursioni.
- Arakur Ushuaia Resort & Spa: spettacolare 5 stelle immerso nella Reserva Natural Cerro Alarkén, in posizione sopraelevata rispetto alla città. Ha spa, piscine interne ed esterne riscaldate, ristoranti e soprattutto una vista pazzesca su Ushuaia e sul Canale di Beagle.
- Los Cauquenes Resort + Spa: altro 5 stelle, questa volta affacciato direttamente sul Canale di Beagle, a circa 15 minuti di auto dal centro. Dispone di spa, piscina, accesso alla spiaggia e servizio navetta a orari prestabiliti per raggiungere il centro di Ushuaia.


Quanto costa visitare Ushuaia
Mettiamola così: la Patagonia è già una destinazione costosa, ma Ushuaia riesce a esserlo ancora di più. La posizione remota incide praticamente su tutto, dagli hotel ai ristoranti, e sono soprattutto le escursioni a far lievitare rapidamente il budget. Per darvi un’idea di quanto mettere in conto:
| Voce | Budget indicativo |
| Ostello | 30-50 € a notte |
| Hotel di fascia media | 80-150 € a notte |
| Hotel 4-5 stelle | da 170-200 € in su |
| Pasto al ristorante | 20-35 € |
| Navigazione Canale di Beagle | 70-100 € circa |
| Escursione ai pinguini | da 100 a 500 € |
| Escursioni guidate / trekking | da 70-100 € |
| Taxi e transfer | variabile in base alla distanza |
La buona notizia è che non tutto quello che vale la pena fare a Ushuaia costa una fortuna. Diversi trekking, come la Laguna Esmeralda e il Glaciar Martial, si possono fare gratuitamente e il centro si gira a piedi. Se volete contenere le spese, quindi, alternerei le escursioni più costose a giornate dedicate ai trekking. Io però una cosa la metterei in conto già prima di partire: Isla Martillo. Camminare in mezzo ai pinguini è costoso, ma se dovessi scegliere dove spendere il budget extra a Ushuaia, lo spenderei di nuovo lì senza pensarci troppo.

Cosa mettere in valigia per la Terra del Fuoco
Per un viaggio a Ushuaia e nella Terra del Fuoco la parola d’ordine è una sola: strati. Il tempo cambia con una velocità impressionante e nell’arco della stessa giornata potreste passare dal sole al vento, alla pioggia e di nuovo al sole. Non servono necessariamente vestiti da spedizione polare, soprattutto in estate, ma è fondamentale avere con sé capi tecnici e soprattutto un buon guscio impermeabile e antivento.Nella mia valigia non mancherebbero:
- guscio impermeabile e antivento, indispensabile da queste parti;
- piumino leggero o giacca calda;
- pile o felpa tecnica;
- maglie tecniche a maniche corte e lunghe;
- pantaloni da trekking, possibilmente idrorepellenti;
- scarponcini impermeabili con una buona suola, soprattutto per trekking come Laguna Esmeralda;
- calze tecniche;
- berretto e guanti leggeri, utili anche in estate nelle giornate più fredde;
- occhiali da sole e crema solare;
- zainetto da trekking con copertura antipioggia;
- borraccia.
- crema solare 50+ (qui ci si ustiona che è un piacere)
Per una lista più completa di abbigliamento e attrezzatura, trovate tutti i miei consigli nell’articolo dedicato a cosa mettere in valigia per ogni occasione.

FAQ su Ushuaia e la Terra del Fuoco
Nonostante Ushuaia abbia costruito buona parte della sua fama sullo slogan “Fin del Mundo”, tecnicamente il primato spetta a Puerto Williams, in Cile, che si trova sull’Isla Navarino, dall’altra parte del Canale di Beagle e leggermente più a sud. Ushuaia rimane comunque una città molto più grande e, soprattutto, è riuscita a trasformare la sua posizione geografica in un vero e proprio brand. Diciamo che la sfida sul marketing l’Argentina l’ha vinta a mani basse.
Per me vale il viaggio eccome. Non venite fin qui aspettandovi una città bellissima: il centro di Ushuaia non è certo ciò che mi ha fatto innamorare di questo posto. Il bello inizia appena ci si allontana dalle case, tra il Canale di Beagle, le montagne, i boschi e i paesaggi selvaggi della Terra del Fuoco. Aggiungeteci pinguini, trekking, ghiacciai e quella sensazione costante di trovarsi davvero lontanissimi da tutto e capirete perché per me Ushuaia è molto più di un semplice porto da cui partire per l’Antartide.
Se volete vedere i pinguini di Isla Martillo, dovrete viaggiare durante l’estate australe. Le escursioni vengono organizzate indicativamente tra ottobre/novembre e marzo/aprile, quando sull’isola si trovano soprattutto pinguini di Magellano e Papua. Periodo e presenza degli animali possono naturalmente variare leggermente, quindi controllate sempre le date operative dei tour prima di prenotare.
Per me è quasi come scegliere tra mamma e papà. El Calafate significa soprattutto Perito Moreno, un ghiacciaio che da solo vale il viaggio in Patagonia; Ushuaia, invece, offre più varietà e permette di alternare trekking, navigazioni, fauna e paesaggi completamente diversi. Se avessi pochissimo tempo e non avessi mai visto un grande ghiacciaio, probabilmente sceglierei El Calafate. Se invece volessi fermarmi qualche giorno nello stesso posto e fare ogni giorno qualcosa di diverso, sceglierei Ushuaia. In un viaggio di almeno due settimane in Patagonia, però, cercherei senza dubbio di inserirle entrambe.


Che posti splendidi! Gran belle foto 🙂
grazie mille! 😉
Uno dei miei “mi manca”. E anche uno dei miei grandi sogni. Speriamo di riuscire presto a toglierlo dal cassetto!
Era anche il mio grande sogno e non mi è sembrato vero di riuscire a fare questo viaggio incredibile. Ti auguro di tirarlo fuori dal cassetto quanto prima 😉
Ciao, mio marito ed io vorremmo andare il prossimo marzo nella Terra del fuoco da Ushuaia a Punta Arenas. Due settimane, secondo te, sono troppe?
Ciao Patrizia, mah..di cose da vedere ce ne sono, dipende dal viaggio che volete fare. In due settimane volendo riuscite a vedere anche il Perito Moreno a El Calafate e El Chalten (facendo 2/3 gg di trekking al Fitz Roy e al Cerro Torre…che sono meravigliosi). Punta Arenas di per se non è niente di che, a quel punto da lì vi conviene andare a vedere Torres del Paine se volete entrare in Cile. Altrimenti io farei piuttosto Ushuaia-El Calafate-El Chalten; in 2 settimane vedete bene tutte e 3 e sono i posti più belli della Patagonia/Terra de fuoco argentina
Ciao. Sono Aldo e ti invidio moltissimo. Il viaggio in questione è una mia fissazione. È parecchio che metto a dura prova mia moglie Anna perché vorrei farlo anch io. Vorrei porti alcune domande. Io e mia moglie non siamo molto giovanissimi e non siamo sportivi assidui. Poi vorrei dire che hai descritto magnificamente il tuo viaggio ma non dici se bisogna portare un abbigliamento particolare. Comunque, invidia a parte ti faccio i miei complimenti per il coraggio e X la descrizione del viaggio. Ultima cosa si possono vedere le balene e quanto costa tutto il viaggio???
Attendo una tua gentile risposta.
Saluti sinceri.
Aldo
Ciao Aldo, grazie mille per i complimenti!
Dunque, per l’abbigliamento..niente di trascendentale..scarpe da trekking, pile, piumino leggero e giacca anti vento da indossare a cipolla.
Le balene, no, non si vedono in Patagonia, devi andare nella penisola di Valdes in Argentina per quanto ne so io. Il viaggio è costato 3150€ (c’è un paragrafo desicato a questo nell’articolo generale di tutto il viaggio). A presto, Valentina
Ciao, in che periodo se stata e per quanti giorni? Volevo unirci anche Buenos Aires.
Grazie ciao
Elisa
Ciao Elisa, io ci sono stata a fin gennaio/primi di febbraio e faceva parte di un viaggio di 1 mese che è iniziato a Santiago del Cile. In questo articolo trovi il mio itinerario completo e tante altre info utili: https://beborghi.com/viaggio-in-patagonia-terra-del-fuoco/
A presto, Valentina
Ciao! oggi, presa da un attacco di nostalgia, ho iniziato a cercare i luoghi che ho visitato in Patagonia e mi sono imbattuta nel tuo blog! Che bello! Grazie a te sono ritornata in luoghi a me tanto cari.
Ho viaggiato per un mese da Buenos Aires sino ad Ushuaia, passando per il Cile , toccando luoghi noti ( Peninsula de Valdez, El Calafate, El Chalten lago Argentina/General Carreras) e meno noti come San Antonio Oueste Puerto Nadales in Cile, la Cueva das Manos e tanti altri: in tutti ho trovato una forza … magica.
Ci sono andata in macchina, abbiamo percorso quasi 6000 chilometri, un viaggio memorabile, un pò duro viste le lunghe distanze ( la ruta 40 a volte è tutta rotta e ci sono tanti chilometri di “ripio” ed una natura per nulla addomesticata) , ma anche per questo è un viaggio unico. Sono ritornata nella mia Isola (sono sarda) con lo spazio aperto nel cuore ed una bella ridimensionata al mio EGO umano: sono una parte del Tutto, devo rispetto e riconoscenza al luogo che mi ospita, la terra. Se potessi ritornerei, ma il mondo è grande e chissà cosa andrò a visitare ! Grazie ancora
Ambra
Articolo utilissimo. Grazie mille!!!
Grazie amico mio!