L’Argentina del Nord, attraversata dal Tropico del Capricorno e dominata dalla mia amata Cordigliera delle Ande, è una delle regioni più spettacolari del Paese. In netto contrasto con il piatto e umido Nord-Est, dove si trovano le Cascate di Iguazú, il Nord-Ovest argentino è un susseguirsi di vette imponenti, saline abbaglianti, distese di cactus, deserti di terra rossa e colline modellate in incredibili sfumature di colore. A queste si alternano vallate fertili e sorprendentemente verdi, rendendo il paesaggio ancora più vario.
Visitare le province di Salta e Jujuy significa entrare in un’Argentina profondamente andina, legata alle tradizioni indigene, all’artigianato locale e alla cultura quechua. Nei mercati si trovano le foglie di coca, lungo le strade compaiono lama e vigogne e, attraversando gli altopiani, si ha davvero la sensazione di essere a migliaia di chilometri da Buenos Aires. Io ci sono stata due volte e ci sono sempre arrivata da Nord del Cile, attraversando il Paso de Jama (4200 mt). Entrando da lì si incontrano lungo il percorso le Salinas Grandes, Purmamarca e la Quebrada de Humahuaca, prima di raggiungere la magniifca Salta, non a caso soprannominata la Linda. In questo articolo vi racconto cosa vedere nell’Argentina del Nord, come organizzare un itinerario tra Salta e Jujuy, come muoversi e quali località scegliere come base.

Cosa vedere in Argentina del nord:
Salta
Salta “la Linda” (la bella) è, secondo me, una delle città coloniali più belle dell’Argentina, anche se non aspettatevi certo Cusco o una delle splendide città coloniali messicane. Fondata dagli spagnoli nel 1582, Salta conserva numerose testimonianze del suo passato: palazzi aristocratici, chiese, antichi conventi, balconi intagliati nel legno e cortili interni riccamente decorati. È anche una città molto viva, sia di giorno sia di sera, e rappresenta un’ottima base per esplorare le province di Salta e Jujuy. Dedicatele almeno una giornata intera, meglio ancora due se volete visitare i musei con calma e godervi anche la vita serale.
Tra le cose da vedere a Salta non possono mancare:
- Plaza 9 de Julio: è il cuore del centro storico, circondata da portici, caffè ed edifici monumentali. È sempre animata, dalla mattina fino a tarda sera, e rappresenta il punto di partenza migliore per visitare la città a piedi.
- La Cattedrale di Salta: affacciata su Plaza 9 de Julio, colpisce soprattutto per la facciata rosa e crema e per gli interni riccamente decorati. L’edificio attuale risale alla seconda metà dell’Ottocento e combina elementi barocchi con influenze italiane. La cattedrale custodisce inoltre le immagini del Señor e della Virgen del Milagro, patroni della città.
- Museo de Arqueología de Alta Montaña (MAAM): per me è la visita più interessante da fare a Salta. Il museo racconta il ritrovamento dei tre bambini del Llullaillaco, la Doncella, il Niño e la Niña del Rayo, scoperti nel 1999 sulla cima del vulcano Llullaillaco, a 6.739 metri di altitudine. I bambini furono sacrificati durante la Capacocha, una cerimonia religiosa inca, e il freddo estremo ne ha conservato i corpi in condizioni impressionanti. Per ragioni di conservazione viene esposto un solo corpo alla volta, all’interno di una speciale capsula criogenica; il percorso comprende anche gli oggetti e le offerte funerarie ritrovati insieme a loro. L’esposizione è magnifica, anche se inevitabilmente molto forte. Conviene controllare orari e biglietti sul sito ufficiale del MAAM prima della visita.
- Cabildo Histórico: si trova anch’esso su Plaza 9 de Julio ed è uno dei cabildos coloniali meglio conservati dell’Argentina. Oggi ospita il Museo Histórico del Norte, utile per comprendere la storia della regione dall’epoca preispanica a quella coloniale.
- Iglesia de San Francisco: con la sua facciata rosso scuro e gialla e l’altissimo campanile, è uno degli edifici più riconoscibili e fotografati di Salta. Si trova a pochi minuti a piedi dalla piazza principale..
- Cerro San Bernardo: è la collina che domina Salta e offre una bella vista panoramica sulla città e sulla Valle de Lerma. La cima si può raggiungere con il Teleférico San Bernardo, che parte dal Parque San Martín e impiega circa 10 minuti per superare un dislivello di quasi 285 metri. In alternativa si può salire in auto oppure affrontare la scalinata a piedi.


Quebrada de las Conchas
La Quebrada de las Conchas, conosciuta anche come Quebrada de Cafayate, è una delle escursioni più belle da fare partendo da Salta. La soluzione più semplice è partecipare a un’escursione di un giorno alla Quebrada de las Conchas e a Cafayate, che combina le soste panoramiche lungo la gola con la visita della cittadina e, generalmente, una degustazione in cantina. Considerate però che Cafayate dista circa 190 km da Salta: la giornata è piuttosto lunga e prevede parecchio tempo in strada. Milioni di anni fa, in diverse fasi della sua lunghissima storia geologica, parte di questa regione fu occupata dal mare. A testimoniarlo sono gli strati sedimentari e i fossili marini rinvenuti nella zona: non a caso las conchas significa “le conchiglie”. Il successivo sollevamento delle Ande portò in superficie questi antichi fondali, mentre l’azione dell’acqua e del vento modellò progressivamente le rocce, creando le curiose formazioni che si possono osservare oggi lungo la Ruta Nacional 68, una strada interamente asfaltata che segue in parte il corso del Río de las Conchas. Il risultato è una successione di pareti, canyon e rocce dalle tonalità rosse, ocra e violacee.
Lungo il percorso si effettuano numerose soste. Le più spettacolari sono El Anfiteatro, una grande cavità naturale famosa per la sua acustica, e la Garganta del Diablo, una profonda gola racchiusa tra alte pareti di roccia. Si incontrano poi formazioni dai nomi piuttosto fantasiosi, come El Sapo, El Obelisco, El Fraile e Los Castillos: per riconoscerne alcune serve una certa immaginazione, ma la strada nel suo insieme è davvero bellissima. Non perdetevi neanche il Mirador Tres Cruces, raggiungibile con una breve salita e affacciato sulle anse del fiume e sulle pareti colorate della Quebrada.
PRENOTA QUI l’escursione a Cafayate e alla Quebrada de las Conchas


Cafayate i Valles Calchaquíes
Situata all’estremità meridionale della Quebrada de las Conchas, Cafayate è il principale centro vinicolo dei Valles Calchaquíes e una delle tappe più interessanti della Ruta del Vino di Salta. Sebbene sia possibile visitarla insieme alla Quebrada con un’escursione giornaliera da Salta, se avete un’auto e qualche giorno in più vi consiglio di fermarvi almeno una notte. In questo modo potrete visitare le cantine con maggiore calma e godervi l’atmosfera rilassata della cittadina senza guardare continuamente l’orologio. I vigneti dei Valles Calchaquíes si trovano indicativamente tra i 1.600 e i 3.100 metri di altitudine e fanno parte di una delle regioni vitivinicole più alte al mondo. Il clima secco, le numerose ore di sole e la forte escursione termica tra il giorno e la notte conferiscono alle uve caratteristiche particolari. Il vitigno simbolo della zona è il Torrontés, dal quale si ricava un vino bianco aromatico, floreale e molto profumato; si producono però anche ottimi Malbec, Cabernet Sauvignon e Tannat.
Intorno a Cafayate si trovano sia piccole aziende familiari sia cantine più moderne e organizzate, molte delle quali propongono visite guidate e degustazioni. Se volete visitarne una in particolare, prenotate in anticipo, soprattutto durante l’alta stagione: l’improvvisazione può essere affascinante durante un viaggio, un po’ meno quando vi chiudono il cancello della cantina davanti al naso. In città potete visitare anche il Museo de la Vid y el Vino, dedicato alla storia e alle caratteristiche della produzione vinicola della regione.

Cachi e il Parco Nazionale Los Cardones
Sempre da Salta e sempre in giornata potete partecipare a un’escursione a Cachi e al Parco Nazionale Los Cardones che raggiunge Cachi attraversando alcuni dei paesaggi più spettacolari dei Valles Calchaquíes. Partendo da Salta, la strada entra nella Quebrada de Escoipe e comincia poi a salire lungo la tortuosa Cuesta del Obispo, un percorso panoramico in parte sterrato, fatto di curve, tornanti e pareti montuose che cambiano continuamente colore. Lungo il tragitto si può deviare verso El Valle Encantado, una valle verde e spesso avvolta dalle nuvole che contrasta completamente con i paesaggi aridi incontrati poco dopo. Il punto più alto del percorso è Piedra del Molino, a 3.348 metri di altitudine, riconoscibile dalla piccola cappella costruita accanto alla strada.
Superato il passo, il paesaggio cambia radicalmente e si apre l’immenso altopiano del Parco Nazionale Los Cardones, ricoperto da migliaia di cardones, i grandi cactus a forma di candelabro che danno il nome all’area protetta. Alcuni possono raggiungere diversi metri di altezza e impiegano decenni per crescere. Attraversando la Recta del Tin Tin, un tratto perfettamente rettilineo lungo circa 18 km e tracciato a quasi 3.000 metri, si incontrano diversi punti panoramici e brevi sentieri. Tra questi ci sono il Sendero Secretos del Cardonal e il Mirador Ojo de Cóndor, dove, con un po’ di fortuna, è possibile avvistare guanachi e condor. Trovate percorsi e indicazioni aggiornate sul sito ufficiale del Parco Nazionale Los Cardones.
Dopo aver incrociato la celebre Ruta 40, si raggiunge infine Cachi, un bellissimo villaggio situato a circa 2.500 metri di altitudine. Il suo isolamento ha contribuito a preservarne l’aspetto tradizionale, con case basse imbiancate, strade acciottolate e costruzioni in adobe. Il cuore del paese è Plaza 9 de Julio, sulla quale si affacciano la Iglesia San José e il Museo Arqueológico Pío Pablo Díaz. La sosta prevista dalle escursioni giornaliere è generalmente breve, ma sufficiente per passeggiare nel centro e pranzare prima di tornare a Salta percorrendo la stessa strada.
Downhill lungo la Cuesta del Obispo
Se cercate un’alternativa decisamente più adrenalinica, potete anche affrontare la Cuesta del Obispo in mountain bike come ho fatto io (quanto mai! :D). L’attività proposta da Salta Biking parte da Piedra del Molino e prevede una discesa di circa 50 km, per 2 ore e mezza o 3 ore effettive in sella. Il percorso scende dagli aridi paesaggi d’alta quota verso zone progressivamente più verdi ed è classificato di difficoltà intermedia; trasferimento, bicicletta, guida e veicolo di supporto sono inclusi.
PRENOTA QUI l’escursione a Cachi e al Parco Nazionale Los Cardones



Purmamarca e il Cerro de los Siete Colores
Adagiata ai piedi del Cerro de los Siete Colores, Purmamarca è uno dei paesi più fotografati dell’Argentina del Nord e una delle tappe fondamentali della Quebrada de Humahuaca, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Si trova nella provincia di Jujuy, a circa 2.300 metri di altitudine, ed è facilmente raggiungibile sia da San Salvador de Jujuy sia da Salta. Da quest’ultima vengono organizzate escursioni giornaliere che generalmente combinano Purmamarca con la Quebrada de Humahuaca oppure con le Salinas Grandes; se però state viaggiando in autonomia, vi consiglio di fermarvi almeno una notte per vedere il paese quando i pullman turistici se ne sono andati e torna finalmente a respirare.
Il Cerro de los Siete Colores si trova immediatamente alle spalle del centro abitato e deve il suo nome alle diverse sfumature delle rocce, che vanno dal rosso al viola, passando per il rosa, il verde, l’ocra e il bianco. I colori corrispondono a strati sedimentari formatisi in epoche geologiche differenti che producono l’effetto di una montagna dipinta a mano. Il momento migliore per osservarla è la mattina, quando il sole illumina direttamente la parete e rende i colori più intensi. Uno dei punti panoramici più semplici da raggiungere è il Mirador Cerro El Porito, situato a pochi minuti a piedi dalla piazza principale. Il modo migliore per apprezzare i paesaggi intorno a Purmamarca è però percorrere il Paseo de los Colorados, un circuito di circa 3 km che si sviluppa alle spalle del paese tra pareti di roccia rossa, formazioni scolpite dall’erosione e montagne dalle sfumature incredibili. Portate acqua, cappello e protezione solare perché lungo il tragitto non c’è ombra.
Il centro di Purmamarca è minuscolo e si visita facilmente a piedi. Intorno a Plaza 9 de Julio si trovano la piccola Iglesia de Santa Rosa de Lima, costruita in adobe e dichiarata Monumento Storico Nazionale, e un animato mercato artigianale dove vengono venduti tessuti, ceramiche, prodotti in lana di lama e oggetti provenienti da tutta l’area andina. Pur essendo diventata piuttosto turistica, Purmamarca conserva ancora un’atmosfera particolare, soprattutto la sera e nelle prime ore del mattino. È inoltre una delle basi più comode per raggiungere le Salinas Grandes, percorrendo la spettacolare Cuesta de Lipán.


Ruta 52 e Salinas Grandes
Io sono arrivata nell’Argentina del Nord da San Pedro de Atacama, attraverso il Paso de Jama, situato a circa 4.200 metri. Dal lato cileno si percorre la Ruta 27, mentre superato il confine si prosegue lungo la Ruta Nacional 52, una strada asfaltata che attraversa gli spettacolari paesaggi desertici della Puna argentina.Proseguendo verso Purmamarca si raggiungono le Salinas Grandes, una distesa di sale situata a circa 3.450 metri di altitudine. La prima volta che le ho viste mi sono sembrate un miraggio: una superficie bianchissima che si perde all’orizzonte e ricorda, in scala ridotta, il Salar de Uyuni. Il riverbero è fortissimo, quindi occhiali da sole e protezione solare sono indispensabili.
Dopo le saline, la Ruta 52 risale fino all’Abra de Potrerillos, a 4.170 metri, e scende poi verso Purmamarca attraverso la spettacolare Cuesta de Lipán, una successione di curve e tornanti asfaltati. Se soffrite di vertigini, forse è meglio evitare le prime file dell’autobus. Le Salinas Grandes si possono visitare anche con un’escursione giornaliera da Salta abbinandole a Purmamarca e al Cerro de los Siete Colores.

Tilcara e la Quebrada de Humahuaca
Situata a circa 2.500 metri di altitudine, Tilcara è uno dei centri più vivaci della Quebrada de Humahuaca e un’ottima base per esplorare la provincia di Jujuy. Rispetto a Purmamarca è meno scenografica, ma offre più alloggi, ristoranti e collegamenti. Il centro si sviluppa intorno a Plaza Álvarez Prado, dove si trovano il mercato artigianale e il Museo Arqueológico Eduardo Casanova, dedicato alle popolazioni preispaniche del Nord-Ovest argentino. L’attrazione principale è il Pucará de Tilcara, un antico insediamento fortificato costruito su una collina, circa 1 km fuori dal centro. Il villaggio iniziò a svilupparsi intorno al 1200 e venne trasformato dagli Incas nel XV secolo, diventando un importante centro amministrativo, produttivo e religioso.
Oggi si cammina tra abitazioni, cortili, recinti e strutture cerimoniali parzialmente ricostruiti dagli archeologi nel Novecento. Dalla parte più alta si apre inoltre una bellissima vista sulla Quebrada de Humahuaca e sulle montagne circostanti. Per la visita considerate almeno un’ora e, se possibile, scegliete il tour guidato: senza spiegazioni il rischio è quello di vedere soltanto una serie di muri in pietra molto fotogenici. Il biglietto comprende anche il Jardín Botánico de Altura, dedicato alle specie della Puna e della Quebrada. Potete controllare orari e visite sul sito ufficiale del Pucará de Tilcara.


San Antonio de los Cobres e il Tren a las Nubes
Situato a 3.775 metri di altitudine, San Antonio de los Cobres è uno dei principali centri abitati della Puna salteña. Il paese è legato soprattutto alla storia mineraria e alla costruzione del Ramal C-14, la ferrovia che attraversa le Ande collegando il Nord dell’Argentina al Cile. Nel centro si possono visitare la Iglesia San Antonio de Padua, il mercato artigianale e il piccolo Museo Regional Andino, ma l’attrazione principale è senza dubbio il celebre Tren a las Nubes. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, oggi il treno non parte da Salta: il tratto ferroviario inizia a San Antonio de los Cobres e raggiunge il Viaducto La Polvorilla, situato a circa 4.200 metri. L’imponente struttura in acciaio, lunga 224 metri e alta 63, è una delle opere ingegneristiche più spettacolari della ferrovia andina.
L’escursione completa da Salta combina il trasferimento in autobus lungo la Ruta 51 con alcune soste panoramiche e il successivo viaggio in treno. In alternativa, se siete già a San Antonio de los Cobres, potete acquistare soltanto il percorso ferroviario. L’esperienza dura quasi tre ore tra andata, sosta al viadotto e ritorno. Trattandosi di un’escursione d’alta montagna, muovetevi lentamente, bevete molta acqua ed evitate pasti pesanti e alcol: arrivare letteralmente tra le nuvole è affascinante, farlo con il mal di montagna decisamente meno. Orari e partenze vanno controllati sul sito ufficiale del Tren a las Nubes, perché il servizio può subire variazioni o cancellazioni per il maltempo.
Área natural protegida Campo de Piedra Pómez
Il Campo de Piedra Pómez si trova nella Puna di Catamarca, a oltre 3.000 metri di altitudine, ed è uno dei paesaggi più surreali dell’Argentina nord-occidentale. Non rientra nei classici itinerari turistici tra Salta e Jujuy: per raggiungerlo bisogna spingersi più a sud, nel dipartimento di Antofagasta de la Sierra. Purtroppo io non ci sono stata perché ha iniziato ad essere “sfruttato” per fini turistici da pochissimi, ma non vedo l’ora di visitarlo! Quest’enorme distesa di pomice bianca e rosata nacque da una violentissima eruzione vulcanica avvenuta circa 73.000 anni fa. Nel corso dei millenni il vento ha eroso la roccia, creando pareti, pinnacoli, corridoi e formazioni che ricordano un mare pietrificato. Le tonalità cambiano continuamente in base alla luce e contrastano con la sabbia scura, i vulcani e il cielo intensamente blu della Puna.
La base più comoda per visitare il Campo de Piedra Pómez è El Peñón, un piccolo paese con pochi alloggi, da prenotare in anticipo. Da qui partono le escursioni in fuoristrada lungo piste sabbiose e prive di segnaletica: il 4×4 e una guida locale sono indispensabili, perché il percorso non è adatto alle auto normali né all’improvvisazione. Una volta arrivati si prosegue a piedi tra le formazioni, evitando di scalarle o danneggiarle. Portate acqua, abbigliamento a strati e protezione solare: nella Puna il meteo cambia rapidamente e il concetto di bar all’angolo è decisamente ottimistico.

Ph. https://www.argentina.gob.ar/
Le Cascate di Iguazù
Inserisco le Cascate di Iguazú in questa guida soltanto perché si trovano nel Nord dell’Argentina, anche se appartengono al piatto e umido Nord-Est e non hanno nulla a che vedere con i paesaggi andini di Salta e Jujuy. Le distanze sono enormi e, praticamente da qualunque altra regione argentina arriviate, la soluzione più sensata è prendere un volo per Puerto Iguazú. Difficilmente riuscirete quindi a inserirle come semplice deviazione all’interno di un itinerario nel Nord-Ovest. Le cascate si trovano al confine tra Argentina e Brasile e meritano di essere viste da entrambi i lati: quello argentino permette di avvicinarsi maggiormente ai salti attraverso i circuiti Superior e Inferior, mentre quello brasiliano regala la visuale panoramica più completa: ve ne ho parlato dettagliatamente nella mia guida alle Cascate di Iguazú.
Al momento, però, c’è una novità importante: dal 3 agosto 2026 il circuito argentino della Garganta del Diablo è chiuso e le passerelle vengono smontate preventivamente per proteggerle dalle possibili piene del fiume previste nei prossimi mesi. Lo smontaggio dovrebbe richiedere almeno 40 giorni; terminato il periodo delle piene, serviranno poi almeno altri 60 giorni per rimontare e controllare le strutture. La passerella dovrebbe quindi riaprire, ma non è stata ancora comunicata una data precisa e tutto dipenderà dall’andamento del fiume e dalle valutazioni di sicurezza. Il Parque Nacional Iguazú rimane comunque aperto e si possono percorrere gli altri circuiti. Queste operazioni di mantenimento sono normali e vengono fatte ogni 2 o 3 anni.

Come arrivare in Argentina del Nord (Ovest e Est)
Il Nord-Ovest argentino e le cascate di Iguazú, nel Nord-Est, sono separati da distanze enormi: conviene quindi considerarli come due tappe distinte del viaggio.
- In aereo: per visitare Salta, la Puna e la Quebrada de Humahuaca potete volare su Salta oppure su San Salvador de Jujuy, solitamente passando da Buenos Aires. Salta offre in genere più collegamenti ed è un’ottima base per esplorare la regione.
- In autobus dall’Argentina: Salta e Jujuy sono collegate a Buenos Aires e alle principali città argentine da autobus a lunga percorrenza. I mezzi sono spesso comodi, ma le distanze sono notevoli: da Buenos Aires calcolate almeno un’intera giornata di viaggio.
- In autobus dal Cile: io sono arrivata da San Pedro de Atacama, attraversando le Ande lungo la spettacolare Ruta 52 e il Paso de Jama, situato a circa 4.200 metri. Il viaggio fino a Salta o Jujuy è lungo, ma i panorami sulla Puna e sulle Salinas Grandes valgono ogni ora trascorsa sull’autobus. Prima di partire controllate sempre lo stato del valico, perché neve e vento possono causare chiusure temporanee.
- In autobus dalla Bolivia: il passaggio più utilizzato è quello tra Villazón e La Quiaca, particolarmente comodo per raggiungere Humahuaca, Tilcara e Purmamarca. Un’altra possibilità è entrare da Bermejo attraverso il valico di Aguas Blancas, proseguendo poi verso Salta.
Per raggiungere le cascate di Iguazú, invece, la soluzione più pratica è praticamente sempre quella di volare su Puerto Iguazú. Da Salta, Jujuy e molte altre città può essere necessario fare scalo a Buenos Aires, perché i collegamenti diretti cambiano a seconda della stagione. Dall’aeroporto si può raggiungere Puerto Iguazú e l’ingresso del Parco Nazionale Iguazú con autobus, taxi o transfer.

Come muoversi in Argentina del Nord
Le distanze nel Nord-Ovest argentino sono notevoli e alcune attrazioni si trovano lungo strade di montagna isolate. La scelta del mezzo dipende quindi dall’itinerario e da quanto volete essere autonomi.
- Auto a noleggio: è la soluzione migliore per viaggiare in libertà e fermarsi nei punti panoramici lungo il percorso. Potete confrontare tariffe e condizioni su DiscoverCars, considerando che, per alcune zone della Puna può essere necessario un 4×4 ed è sempre meglio partire con il pieno: i distributori non abbondano.
- Autobus: collegano Salta con San Salvador de Jujuy e le principali località della Quebrada de Humahuaca, come Purmamarca, Tilcara e Humahuaca. Sono economici e abbastanza comodi, ma meno adatti per raggiungere parchi, saline e attrazioni lontane dai centri abitati.
- Escursioni organizzate da Salta: se non volete guidare, Salta è la base più pratica. Dalla città partono tour giornalieri per Cafayate e la Quebrada de las Conchas, Cachi e Los Cardones, Salinas Grandes e Purmamarca, oltre alle escursioni verso San Antonio de los Cobres. Le giornate possono essere lunghe e con parecchie ore di strada, ma permettono di visitare facilmente anche le zone meno accessibili.

Dove dormire in Argentina del Nord: Salta, Purmamarca o Tilcara?
Per visitare il Nord-Ovest argentino vi consiglio di dividere il soggiorno tra Salta e la Quebrada de Humahuaca, invece di utilizzare un’unica base perchè le distanze sono considerevoli. .
- Salta: è la base più comoda per visitare Cafayate, la Quebrada de las Conchas, Cachi e il Parco Nazionale Los Cardones. Offre la scelta più ampia di hotel, ristoranti e locali, oltre a numerose escursioni organizzate. Io dormirei in centro, vicino a Plaza 9 de Julio, soprattutto se non avete un’auto.
- Purmamarca: è il paese più scenografico, adagiato ai piedi del Cerro de los Siete Colores, ed è perfetto per raggiungere le Salinas Grandes lungo la Ruta 52. La sera, quando se ne vanno i gruppi delle escursioni, ritrova un’atmosfera molto più tranquilla. Gli alloggi sono però mediamente più cari e la scelta di ristoranti è limitata.
- Tilcara: la base più strategica per esplorare la Quebrada de Humahuaca. Si trova in posizione centrale rispetto a Purmamarca, Maimará, Humahuaca e alla Serranía de Hornocal, dispone di diversi alloggi e ristoranti ed è più vivace la sera.
In particolare vi consiglio queste strutture:
- Villa Vicuña Hotel Boutique (Salta): io ho dormito in questo boutique hotel di charme a due passi dalla cattedrale e dalla piazza principale, con giardino interno e piscina. Molto carino!
- Coya Hostel (Salta): bel ostello centrale con piscina e giardino.
- Alma de Purmamarca (Purmamarca): magnifico boutique hotel con piscina e vista stupenda sulle montagne.
- Posada de Luz (Tilcara): struttura tradizionale a pochi passi dal centro con una bella piscina e una vista stupenda.


Quando andare in Argentina del Nord
Il periodo migliore per visitare il Nord-Ovest dell’Argentina va indicativamente da aprile a ottobre, durante la stagione secca. Le giornate sono generalmente limpide e soleggiate, le precipitazioni scarse e le strade sterrate più facili da percorrere. Io ci sono stata sia ad agosto sia a novembre e ho trovato due situazioni climatiche abbastanza diverse.
- Stagione secca: da aprile a ottobre. In inverno, a Salta, le temperature diurne sono piacevolissime, quasi primaverili, mentre la sera serve una giacca. Salendo verso la Quebrada de Humahuaca, le Salinas Grandes e la Puna, però, fa progressivamente più freddo e di notte si può scendere sotto lo zero.
- Stagione delle piogge: tra dicembre e marzo aumentano il caldo, l’umidità e i temporali, soprattutto nel pomeriggio. A Salta le temperature possono essere molto alte, mentre le piogge possono rendere più complicati alcuni percorsi sterrati e provocare interruzioni temporanee.
- Temperature ed escursione termica: l’altitudine cambia completamente il clima anche nel corso della stessa giornata. Si può partire da Salta in maniche corte e ritrovarsi poche ore dopo, a oltre 4.000 metri, con vento gelido e temperature vicine allo zero. L’escursione termica tra giorno e notte è sempre notevole, quindi conviene vestirsi a strati in qualsiasi stagione.
Un periodo particolare è quello del Carnevale, celebrato generalmente tra febbraio e l’inizio di marzo. Le feste più tradizionali e coinvolgenti si svolgono nei paesi della Quebrada de Humahuaca, soprattutto a Tilcara, Humahuaca, Maimará e Purmamarca, tra comparsas, musica e rituali andini. È un’esperienza bellissima, ma anche uno dei momenti più affollati dell’anno: prenotate gli alloggi con largo anticipo e controllate le date.

Consigli per organizzare un viaggio in Argentina del Nord
Connessione, SIM ed eSIM
Per un viaggio in Argentina vi consiglio di non partire senza una eSIM o una SIM locale. Vi servirà per usare Google Maps, prenotare escursioni, controllare gli orari degli autobus, tradurre qualche parola e rimanere sempre connessi anche durante i lunghi spostamenti. Da qualche anno utilizzo le e-sim di Holafly e mi sono sempre trovata molto bene. Le consiglio perché offrono giga illimitati, si acquistano online in pochi minuti e si possono attivare ancora prima di partire. In questo modo, appena atterrate in Argentina, sarete già connessi senza dover cercare un negozio o sostituire la vostra SIM italiana. L’installazione è davvero semplice e richiede pochi minuti. Se non avete mai utilizzato una eSIM o volete capire meglio come funziona, vi consiglio di leggere anche il mio approfondimento Come funziona un’e-sim quando sei viaggio: la guida completa. Nelle zone più remote della Argentina il segnale non è sempre presente, indipendentemente dall’operatore che scegliete. Scaricate quindi le mappe offline su Google Maps o, meglio ancora da Maps.me. prima di partire: vi torneranno utilissime durante il viaggio.
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L’assicurazione di viaggio per la Patagonia
Quando si viaggia in Argentina, una buona assicurazione di viaggio non è un optional, ma una delle prime cose da mettere in lista. Essendo fuori dall’Unione Europea, infatti, la nostra tessera sanitaria non è valida e, in caso di incidente o di problemi di salute, le spese mediche possono diventare molto elevate (vi ricordate le mie disavventure in Georgia?). Oltre alla copertura sanitaria, vi consiglio di verificare sempre che la polizza comprenda anche il rimborso per bagagli, ritardi, cancellazioni e gli altri imprevisti che possono capitare durante un viaggio così lungo. Da diversi anni utilizzo Heymondo perché permette di confrontare in pochi minuti le polizze di diverse compagnie e scegliere quella più adatta al tipo di viaggio che state organizzando. Basta inserire la destinazione e le date di partenza per visualizzare le varie opzioni disponibili e acquistare tutto direttamente online. Se decidete di stipulare la polizza tramite il mio link, avrete anche uno sconto del 10% riservato ai lettori del blog.
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FAQ sull’Argentina del Nord
Per visitare le principali attrazioni di Salta e Jujuy servono almeno 5 giorni, ma io ne consiglio 7-10 per non trascorrere l’intero viaggio in macchina. Con 5 giorni potete vedere Salta, Cafayate, Cachi, Purmamarca, le Salinas Grandes e la Quebrada de Humahuaca; con qualche giorno in più potete aggiungere San Antonio de los Cobres o un’escursione nella Puna.
Il Nord-Ovest è generalmente meno costoso della Patagonia, ma il budget dipende soprattutto dal noleggio dell’auto e dalle escursioni. Escludendo i voli, calcolate indicativamente 60-100 euro al giorno a persona per un viaggio essenziale e 110-180 euro scegliendo hotel di buon livello, ristoranti ed escursioni organizzate. Considerata l’inflazione argentina, vi consiglio di controllare i prezzi aggiornati poco prima della partenza.
Sì. Salta, Jujuy e i paesi della Quebrada de Humahuaca sono collegati dagli autobus, mentre da Salta partono escursioni giornaliere per Cafayate, Cachi, Purmamarca, le Salinas Grandes e San Antonio de los Cobres. L’auto offre maggiore libertà, ma non è indispensabile; per raggiungere le zone più remote della Puna è invece quasi sempre necessario affidarsi a un tour organizzato.
Sì, ci sono autobus diretti che collegano San Pedro de Atacama a Salta attraversando il Paso de Jama. Il viaggio dura indicativamente 9-11 ore, alle quali possono aggiungersi eventuali attese alla frontiera. La strada è spettacolare, ma il valico supera i 4.200 metri e può essere temporaneamente chiuso per neve o vento: controllate sempre orari degli autobus e condizioni del passo prima di partire.
Salta e Jujuy sono generalmente destinazioni tranquille per i viaggiatori, adottando le normali precauzioni contro borseggi e piccoli furti nelle città, nei mercati e nelle stazioni degli autobus. I rischi maggiori sono legati alle distanze, alle strade isolate e all’altitudine: evitate di guidare di notte, fate rifornimento ogni volta che potete, portate acqua e scaricate le mappe offline. Nella Puna è preferibile viaggiare con una guida esperta.

Ciao Valentina! eccomi qui a spulciare il tuo blog 🙂
Da Salta organizzano anche escursioni a Purmamarca e alla Quebrada de Humahuaca? Immagino di sì.. hai qualche travel agency locale da consigliarmi per le escursioni?
Gracias!
Ciao Claudia, sì, trovi tutte le escursioni che vuoi! Io alla fine mi ero appoggiata direttamente all’ostello e mi ero trovata benone. Comunque sono più o meno tutti allineati, sia le agenzie che gli hotel/ostelli 😉 PS ci tornerei domani!! <3
Ciao! Per spostarti da Salta a Cordoba e a Mendoza come hai fatto? Bus di linea?
Dal nord dell’Argentina sai se ci sino escursioni per il salar di uyuni?
Grazie!
Ciao Roberto, sì, sempre bus di linea. Trovi queste info in un altro articolo che ho scritto (legato allo stesso viaggio):
https://beborghi.com/viaggio-sud-america-cile-bolivia-argentina/
Rispetto alle escursioni per il Salar sinceramente non lo so, ma dubito..
A presto, Valentina
Ciao! Innanzitutto complimenti per il blog, davvero interessante ed accurato. Quanti giorni consiglieresti di dedicare a Salta e dintorni? Hai informazioni anche su come raggiungere eventualmente la valle di San Juan?
Ciao Elena, grazie mille!
Per vedere Salta 1 giorno, 1 giorno e mezzo va più che bene.
La Valle di San Juan non so dove sia 🙁
Ciao! Innanzitutto grazie per le preziose informazioni che hai condiviso. Ho visto che tu da Salta a Cordoba sei andata in bus notturno, noi invece pensavamo di prendere l’auto. Ho visto che il tragitto è molto lungo (più di 10 ore), lungo il percorso per fermarci una notte hai una meta interessante da consigliarci? Grazie mille
Ciao Laura, mmm sinceramente non ti so aiutare perchè io, appunto, l’ho percorso entrambe le volte che ci sono stata con un bus notturno e non ho fatto tappe intermedie, mi spice.
Un saluto, Valentina