Cosa fare e cosa vedere sull’isola di Santa Lucia (Caraibi)

Visitare l’isola di Santa Lucia (o Saint Lucia) è stata la mia prima esperienza nelle Antille (nei Caraibi ero stata solo a Cuba finora) e quello che mi ha colpita di più è la sua forte ‘componente vulcanica’ (la mia grande passione, si sa). Santa Lucia è un’isola compatta ma estremamente varia: vulcani, foresta pluviale, sorgenti sulfuree e spiagge paradisiache convivono in pochi chilometri. Se ti piace alternare giornate di relax a escursioni, trekking e attività nella natura, ti consiglio di inserirla seriamente tra le opzioni. In questo articolo trovi una guida completa su cosa fare e cosa vedere a Santa Lucia, insieme a tutte le informazioni pratiche per pianificare il viaggio: quando andare, come arrivare, dove dormire, come muoverti sull’isola e tanti altri consigli utili. Pronto/a a scoprirla?

Pigeon Island Beach, Santa Lucia
Pigeon Island Beach

Santa Lucia in breve

Santa Lucia si trova nei Caraibi orientali, tra Martinica e Saint Vincent e Grenadine, e fa parte dell’arcipelago delle Piccole Antille. È un’isola di dimensioni contenute, ma con un territorio fortemente montuoso e di origine vulcanica, caratterizzato da rilievi ripidi e pochissime zone pianeggianti. Questo significa che, pur essendo piccola sulla mappa, gli spostamenti richiedono tempo e vanno pianificati con un minimo di attenzione. Dal punto di vista pratico, l’isola può essere divisa in due macro-aree principali:

  • Nord (Rodney Bay, Gros Islet): è la parte più sviluppata e comoda, dove si concentrano resort, ristoranti, supermercati e servizi. 
  • Sud e sud-ovest (Soufrière e dintorni): è l’area più scenografica e naturale, dominata dai Pitons, dalla foresta tropicale, sorgenti sulfuree e punti panoramici spettacolari. 

Il nome dell’isola deriva da Santa Lucia di Siracusa e risale al periodo delle prime esplorazioni europee nei Caraibi . Nei secoli successivi l’isola è stata a lungo contesa tra Francia e Regno Unito, passando più volte di mano, motivo per cui viene spesso soprannominata Helen of the West Indies. Santa Lucia è rimasta colonia britannica fino al 1979, anno in cui ha ottenuto l’indipendenza, mantenendo però il legame con il Commonwealth. Oggi la lingua ufficiale è l’inglese, ma è molto diffuso anche il creolo di origine francese, che fa parte della vita quotidiana e dell’identità culturale dell’isola.

giro in elicottero a Santa Lucia
giro in elicottero a Santa Lucia

Quando andare a Santa Lucia

Il clima di Santa Lucia è tropicale tutto l’anno, con temperature stabili tra i 25° e i 30° . Più che il caldo, a fare la differenza sono piogge e umidità. Il periodo migliore per visitarla va da dicembre ad aprile, quando le giornate sono in genere soleggiate, l’umidità è più bassa e il meteo più affidabile: è il momento ideale per escursioni, trekking e attività all’aperto, ma coincide anche con l’alta stagione e con prezzi più elevati. Tra giugno e novembre le piogge sono più frequenti, spesso sotto forma di rovesci intensi ma brevi, e l’isola è più verde e meno affollata. È anche il periodo della stagione degli uragani, che ufficialmente va da giugno a novembre con un picco tra agosto e ottobre. Detto questo, Santa Lucia si trova piuttosto a sud e viene colpita meno spesso rispetto ad altre isole caraibiche: nella maggior parte dei casi il rischio si traduce più in piogge abbondanti o mare mosso che in eventi estremi. Se cerchi il miglior compromesso tra meteo e costi, ti suggerisco di valutare maggio o giugno, mentre gennaio–marzo restano i mesi più affidabili in assoluto dal punto di vista climatico. A luglio si svolge il Carnevale di Santa Lucia, uno dei più importanti dei Caraibi, e può essere un ottimo motivo per visitare l’isola in bassa stagione, se non ti spaventa qualche acquazzone in più.

Anse Chastanet Beach, Santa Lucia
Anse Chastanet Beach

Come arrivare a Santa Lucia dall’Italia

Per raggiungere Santa Lucia dall’Italia non esistono voli diretti, quindi devi mettere in conto almeno uno scalo. Le rotte più comuni prevedono uno scalo a Londra, poi da lì c’è il volo diretto, o a Parigi (di solito all’Aeroporto di Orly), dove si vola su Martinica o su Guadalupa e poi c’è un breve volo interno per Santa Lucia. Io ho scelto questa seconda opzione e ho volato con Air Caraibes. Sull’isola ci sono due aeroporti. Il principale è Hewanorra International Airport (UVF), situato nel sud dell’isola: è qui che atterrano quasi tutti i voli intercontinentali. Il secondo è il George F. L. Charles Airport (SLU), vicino a Castries, nel nord, utilizzato soprattutto per voli dalle altre isole dei Caraibi e per i collegamenti interni.

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vegetazione a Santa Lucia

Documenti, requisiti e cose da sapere prima di partire

  • Documenti necessari. Per entrare a Santa Lucia ti serve un passaporto valido per tutta la durata del soggiorno. Non è richiesto alcun visto per soggiorni turistici di breve durata se parti dall’Italia, dovrai solo compilare un form online all’arrivo sull’isola. 
  • Moneta e pagamenti. La valuta ufficiale è il dollaro dei Caraibi orientali (XCD), ma il dollaro statunitense (USD) è ampiamente accettato. Le carte di credito sono utilizzate senza problemi in hotel, resort, ristoranti e supermercati, mentre per mercati locali, taxi e piccoli locali è meglio avere un po’ di contanti. In genere il resto viene dato in dollari caraibici, anche se paghi in USD.
  • Prese elettriche e adattatore. A Santa Lucia si usano prese di tipo G, le stesse del Regno Unito. Se parti dall’Italia devi quindi portare un adattatore. La corrente è a 230 V, quindi non avrai problemi con caricabatterie e dispositivi elettronici europei.
  • Assicurazione di viaggio. Quando si viaggia fuori dall’Unione Europea, l’assicurazione medico-bagaglio non è un optional, ma una vera e propria necessità. Il mio consiglio è di stipulare sempre una buona assicurazione che copra spese mediche, smarrimento bagagli e imprevisti di viaggio, così da partire senza pensieri. Io mi affido da anni a Heymondo, una piattaforma che confronta in tempo reale le polizze di diverse compagnie e ti propone la soluzione più adatta in base alla destinazione e alla durata del viaggio. Basta inserire i dati del viaggio e in pochi minuti riceverai via mail un preventivo personalizzato, acquistabile direttamente online. E se usi il mio link, hai anche uno sconto del 10% riservato ai lettori del blog
  • Connessione, SIM e e-SIM. Pur essendoci il roaming, come sempre ti consiglio di optare per una sim locale, fisica o virtuale (e-sim). Costano molto meno delle offerte che puoi avere con gli operatori italiani e la copertura è nettamente superiore. In particolare ti consiglio le e-sim di Holafly (con giga illimitati!). Se il tuo cellulare le supporta (tutti i telefoni di ultima generazione lo fanno), puoi acquistarla e attivarla già prima di partire. In questo modo non dovrai rinunciare al tuo numero italiano e quando atterrerai sarai già connesso! L’installazione è facilissima, ma se vuoi sapere di più su come funzionano e come installarle trovi tutto nell’articolo: Come funziona un’e-sim quando sei viaggio: la guida completa

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il dollaro dei Caraibi orientali (XCD)
dollaro dei Caraibi orientali (XCD)

Dove dormire a Santa Lucia

Se stai cercando una base comoda e funzionale, Rodney Bay è la zona migliori dove alloggiare a Santa Lucia secondo me. Si trova nel nord dell’isola ed è ben organizzata: qui trovi ristoranti, bar, supermercati, spiagge facilmente accessibili e una discreta vita serale, il tutto concentrato in un’area piuttosto compatta. Io ho dormito all’Harmony Marina Suites, una struttura molto bella che si affaccia direttamente sulla baia. Le suites, tutte molto grandi, sono immerse in un magnifico giardino tropicale e la struttura offre anche diversi servizi utili. All’interno trovi due ristoranti: il The Cockpit Club, più informale e adatto per il pranzo o una cena semplice, e il Jacques Waterfront Dining, più elegante, con tavoli affacciati sulla baia. A disposizione degli ospiti, inoltre, ci sono anche una piscina, una vasca idromassaggio, una spiaggetta privata con affaccio sulla baia, una sala yoga e un centro diving. L’Harmony Marina Suites è una soluzione ottima sia se noleggi un’auto sia se preferisci muoverti in taxi, e permette di rientrare facilmente anche la sera, con diversi ristoranti e bar raggiungibili in pochi minuti a piedi.

Harmony Marina Suites
Harmony Marina Suites
Harmony Marina Suites
Harmony Marina Suites

Come muoversi a Santa Lucia

Per spostarti a Santa Lucia, l’auto a noleggio è indubbiamente la soluzione più comoda, soprattutto se vuoi esplorare l’isola per bene e raggiungere anche le zone battute. Il servizio pubblico c’è ma non è molto capillare. Io ho noleggiato l’auto al George F. L. Charles Airport (SLU), prenotandola come sempre tramite Discovercars.com, e mi sono trovata bene. Tra le compagnie ho scelto Ace Rent a Car e i prezzi, mediamente, non sono bassi, ho pagato circa 60€ al giorno. Con il senno di poi forse ti consiglierei di optare per un piccolo 4×4: le strade per raggiungere alcune spiagge sono abbastanza proibitive. Le distanze sulla mappa, infatti, sembrano brevi, ma i tempi di percorrenza sono ben più lunghi del previsto: le strade sono strette, spesso tortuose e non in buono stato, però molto panoramiche, soprattutto nel sud e nella zona di Soufrière. Calcola che attraversare l’isola da nord a sud può richiedere anche 2–3 ore, a seconda del traffico (ebbene sì, intorno a Castries c’è spesso) e delle condizioni della strada. Un altro aspetto importante da tenere a mente è che si guida a sinistra, come negli altri Paesi di tradizione anglosassone. Se non sei abituato/a può sembrare complicato all’inizio, ma dopo i primi chilometri ci si prende la mano però..occhio alle rotonde!

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murales a Castries, St Lucia
murales a Castries

Cosa vedere e cosa fare a Santa Lucia

I Pitons e la zona UNESCO 

I Pitons sono il simbolo più riconoscibile di Santa Lucia e il motivo per cui l’area di Soufrière è stata inserita tra i Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO. Si tratta di due imponenti pinnacoli vulcanici, il Gros Piton e il Petit Piton, che si innalzano quasi verticali dal mare e dominano tutta la costa sud-occidentale. Se devi scegliere da dove vederli, ti segnalo due viewpoint in particolare: Sugar Beach, una delle spiagge più scenografiche dell’isola, da cui i Pitons si vedono in modo molto ravvicinato, e il Tet Paul Nature Trail (l’ingresso costa 10XCD), un sentiero panoramico breve e facile che offre viste aperte sui Pitons e sulla costa sud, senza richiedere un grande sforzo fisico. Se invece vuoi salire davvero sui Pitons, hai 2 possibilità: 

  • Gros Piton: il trekking più accessibile. L’escursione è impegnativa ma fattibile se sei minimamente allenato/a: il sentiero è ripido, spesso fangoso e molto umido, ma ben tracciato. La guida è obbligatoria e va prenotata sul posto o tramite strutture e tour operator locali. Il costo varia indicativamente tra 50 e 70$ a persona, a seconda del numero di partecipanti. Il trekking dura in genere 3–4 ore complessive (salita e discesa) e ti consiglio di partire la mattina presto per evitare caldo e nuvole in vetta. Porta scarpe da trekking, acqua in abbondanza, repellente per insetti, cappello e una maglietta di ricambio.
  • Petit Piton: questo trekking, invece, è un discorso completamente diverso: è molto più tecnico e difficile, con passaggi esposti e tratti di arrampicata. È adatto solo a escursionisti esperti, sempre con guida specializzata, e non è un trekking “turistico”. 

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vista dal Tet Paul Nature Trail, St Lucia
vista dal Tet Paul Nature Trail

Le Sulphur Springs e i bagni di fango

Le Sulphur Springs si trovano poco fuori Soufrière e sono tra l attrazioni più particolari di Santa Lucia: qui puoi visitare quello che viene definito l’unico “drive-in volcano” dei Caraibi (si entra da qui). L’area è geotermica, con fumarole, pozze ribollenti e il classico odore di zolfo che si sente già prima di arrivare. La visita è piuttosto semplice: si entra pagando un biglietto (10$ a persona) che include una visita guidata dalle passerelle (per vedere da  vicino l’attività vulcanica) e un piccolo museo. A parte puoi acquistare anche il biglietto per fare i bagni di fango; c’è una vasca naturale dove ti spalmi il fango sulfureo sul corpo, lo lasci asciugare e poi lo risciacqui nelle acque calde (pare faccia bene a tante cose). È un’esperienza super turistica, ma se sei in zona..perchè no? Qualche consiglio pratico: portati un costume scuro e a cui non tieni troppo (il fango lo rovinerà un pò) e le infradito, evita i gioielli e non usare il fango sul viso se hai la pelle sensibile. La visita completa di fumarole e fanghi richiede circa 45 minuti–1 ora. Se puoi, ti suggerisco di andarci la mattina presto, quando c’è meno gente, prima dell’arrivo dei crocieristi soprattutto. 

Le Sulphur Springs, Santa Lucia
Le Sulphur Springs

Diamond Falls Botanical Gardens 

Le Sulphur Springs si combinano molto bene con i Diamond Falls Botanical Gardens, che si trovano poco distante. All’interno di questi magnifici giardini botanici si cammina tra piante tropicali, alberi da frutto, fiori e piante ornamentali, lungo sentieri ben curati e ombreggiati. Oltre alla vegetazione, qui è facile avvistare numerose specie di uccelli e, soprattutto, i colibrì, che volano tra i fiori e sono stupendi. Il punto più noto è la Diamond Falls, una cascata alimentata da sorgenti minerali che cambiano colore nel tempo in base alla composizione chimica dell’acqua: non è particolarmente alta, ma è carina, e ci sono anche delle vasche dove è possibile farsi un bagno in queste acque minerali calde. La visita è semplice e adatta a tutti: l’ingresso costa circa 10$ a persona e in un’oretta si gira tutto senza problemi. Ci sono dei fiori veramente stupendi!!

Diamond Falls Botanical Gardens, Santa Lucia
Diamond Falls Botanical Gardens

Millet Bird Sanctuary & Nature Trail

Se ti interessa vedere la parte più naturale e meno turistica di Santa Lucia, ti consiglio di inserire questo parco. Il Millet Bird Sanctuary & Nature Trail si trova nell’entroterra, in mezzo alla foresta pluviale, ed è uno dei posti migliori dell’isola per l’osservazione degli uccelli (ce ne sono diversi endemici). La visita si fa solo con guida e va prenotata contattando il Millet Trail Office, la casetta all’ingresso del sentiero. È possibile chiamare tra le 8:00 e le 15:00 al numero +1 (758) 451-1691 (mi ringrazierai per questo numero perchè contattarli è stata un’impresa!). I prezzi sono molto onesti: 10$ per un tour guidato di circa 1 ora e mezza oppure 30$ per il tour di birdwatching di 3 ore. Porta i contanti, perché non accettano carte. Il momento migliore per andare è la mattina presto, tra le 8:00 e le 9:00, quando gli uccelli sono più attivi e il caldo è più sopportabile. Se non dovessi riuscire a prenotare in anticipo (siamo comunque ai Caraibi e l’efficienza è quella che è), ti consiglio comunque di presentarti presto sul posto, dove dovresti riuscire a trovare delle guide disponibili.

colibrì, al Millet Bird Sanctuary
colibrì, al Millet Bird Sanctuary

Pigeon Island National Park 

Se dovessi scegliere il mio posto preferito in assoluto a Santa Lucia, probabilmente sarebbe questo. Pigeon Island non è più una vera e propria isola (è collegata alla terraferma da una strada rialzata), ma è un posto veramente bello e tranquillo. L’ingresso costa 10$ e, una volta dentro, hai diverse opzioni. Se hai voglia di muoverti, puoi salire verso i resti di Fort Rodney e, ancora più su, fino a Signal Peak: la vista da lassù è pazzesca e spazia su tutta la costa nord fino a scorgere, nelle giornate limpide, il profilo della Martinica. Ma la vera chicca di Pigeon Island sono le sue due spiaggette interne. Sono piccole, molto carine e, a differenza della spiaggia pubblica che si trova subito fuori dall’ingresso del Parco, sono decisamente poco affollate. Per me vale la pena pagare il biglietto anche solo per passare una giornata di totale relax in spiaggia! Affittano anche lettini e ombrelloni, ma non ce n’è neanche bisogno perchè si può stare all’ombra delle palme. Nel weekend apre anche un baretto che vende bevande fresche e qualche snack, ma in ogni caso si può uscire e rientrare nell’arco della stessa giornata (subito fuori ci sono dei chioschi per mangiare). 

Pigeon Island National Park, Santa Lucia
Pigeon Island National Park

Il volo in elicottero

Se vuoi regalarti (o regalare, come ho fatto io per il compleanno di mio fratello!) un’emozione unica, il volo in elicottero è sempre un’esperienza vincente. Se mi leggi da un pò, dovresti già sapere che io amo volare in elicottero: l’ho fatto per la prima volta alle Hawaii e da lì non mi sono più fermata (Polinesia, Brasile, ecc). Qui ho prenotato il volo con St. Lucia Helicopters e siamo decollati dall’aeroporto George F. L. Charles (SLU) di Castries, nel nord dell’isola. Esistono diverse opzioni e ho scelto il tour di 20 minuti che si dirige verso il sud: è la rotta più scenografica perché permette di sorvolare l’intera costa fino ad arrivare proprio sopra i Pitons. Il costo si aggira intorno ai 200€ a persona. Non è una spesa economica, ma ne vale la pena (in altri posti ho speso più del doppio!). Un consiglio: prenota con un po’ di anticipo perché i posti sono limitati e gli elicotteri vengono utilizzati anche come transfer all’interno dell’isola, soprattutto per raggiungere l’aeroporto internazionale Hewanorra International Airport (UVF), nel sud dell’isola. 

i Pitons visti dall'elicottero, St Lucia
i Pitons visti dall’elicottero

Pink Plantation 

Questa è una chicchetta! Se cerchi un posto speciale, ti consiglio di andare a pranzo alla Pink Plantation House. Si trova su una collina sopra Castries, in una posizione magnifica, non a caso vicino alla dimora del governatore dell’isola..chiamalo scemo! Da quassù c’è una vista splendida sul porto e su tutta la costa nord. Si tratta di una vecchia casa coloniale francese tutta dipinta di rosa (come dice il nome), dove si può dormire (hanno 3 stanze) o anche solo mangiare, su una bellissima terrazza. Noi ci siamo andati per pranzo e l’esperienza mi è piaciuta molto. Si mangia abbastanza bene, la cucina è quella tipica creola, con piatti genuini serviti su bellissime ceramiche fatte a mano, ma sono la struttura e il suo giardino botanico che meritano più di tutto. C’è un’atmosfera molto bella e le piante e i fiori che circondano la casa sono pazzeschi. All’interno della casa c’è anche una piccola galleria d’arte dove puoi acquistare le ceramiche e i dipinti prodotti lì (i prezzi sono abbastanza off limits però). 

Pink Plantation House, St Lucia
Pink Plantation House

Castries, Soufriere e Anse La Raye: i villaggi creoli

Se vuoi respirare l’atmosfera autentica dell’isola, ti consiglio di esplorare un pò l’interno dell’isola, ma anche i suoi centri abitati. Non aspettarti delle città monumentali, ma villaggetti carini, vivaci, colorati e molto “local”.

  • Castries: la capitale è il cuore pulsante di Santa Lucia. Ti consiglio di andarci la mattina, specialmente per visitare il Castries Central Market. È un mercato abbastanza grande e coperto dove trovi di tutto: dalle spezie alla frutta tropicale, fino all’artigianato in paglia. 
  • Soufrière: situata nel sud, è forse la cittadina più fotogenica per via della sua architettura coloniale con i balconi in legno e, ovviamente, per la vista costante sui Pitons che svettano alle sue spalle. È la base perfetta per esplorare le attrazioni naturali della zona, ma vale la pena farci due passi anche solo per vedere la piazza principale e il lungomare.
  • Anse La Raye: questo è un piccolo villaggio di pescatori sulla costa occidentale dalle case coloratissime e dall’atmosfera molto rilassata. La baia si chiama così perchè, dicono, sia rifugio di molte razze (Raya, in francese). 

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Anse La Raye, St Lucia
Anse La Raye

Le spiagge più belle di Santa Lucia 

  • Pigeon Island Beach: all’interno del parco nazionale (ingresso 10$ fino alle 17:00). Le due spiaggette sono piccole, riparate e molto meno affollate della spiaggia pubblica esterna; un’oasi di pace assoluta.
  • Smugglers Cove: una caletta piccola e davvero stupenda, con tanto di amaca sospesa sull’acqua. Bello e buon il ristorante Naked Fisherman,per mangiare quasi pied dans l’eau. 
  • Marigot Beach: si trova in una baia che sembra un fiordo, rifugio di yacht e barche di lusso. Per raggiungere la spiaggia devi prendere una barchetta che fa la spola da una parte all’altra dell’insenatura in pochi minuti.
  • Anse Chastanet Beach: una delle spiagge migliori per lo snorkeling. Si trova ai piedi di un hotel di lusso e la strada per arrivarci è davvero pessima (qui il 4×4 serve tutto!), ma la bellezza del posto ripaga la fatica.
  • Reduit Beach: la spiaggia “urbana” di Rodney Bay, molto ampia e servita. Se cerchi un posto comodo per vedere il tramonto, ti consiglio di puntare lo Spinnakers Beach Bar, sorseggiando qualcosa mentre il sole cala.
  • Sugar Beach: probabilmente la spiaggia più scenografica di Santa Lucia, incastonata tra i due Pitons. È occupata da un resort esclusivo, ma l’accesso è pubblico (questo sì che è un paese civile!)
  • Cas en Bas Beach: si trova sulla costa atlantica ed è molto selvaggia. Non si può fare il bagno a causa delle correnti e delle alghe, ma è bellissima da vedere e molto amata da chi fa kitesurf.
  • Vigie Beach: questa lunga striscia di sabbia dorata si trova proprio davanti all’aeroporto di Castries (SLU). È comodissima se hai poco tempo prima di un volo o se vuoi vedere gli aerei decollare e atterrare a pochi metri da te.
  • Anse Cochon Beach: una baia isolata con sabbia scura vulcanica e acque limpidissime, circondata da una vegetazione fitta. Anche qui, la strada per raggiungerla è abbastanza hardcore. 
spiaggia di Pigeon Island, St Lucia
spiaggia di Pigeon Island
Smugglers Cove, Santa Lucia
Smugglers Cove
tramonto a Reduit Beach, St Lucia
tramonto a Reduit Beach

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Scritto da:
Mi chiamo Valentina Borghi e sono una viaggiatrice esperta e una travel blogger / content creator full time dal 2018. Sono anche una nomade digitale e trascorro buona parte dell’anno in viaggio, da sola o accompagnando gruppi in giro per il mondo. Amo i vulcani, i deserti, il Sudamerica e l’Asia Centrale, amo i gatti, New York, l’astronomia, e la musica elettronica. Ho visitato 100 paesi del mondo e se mi chiedete qual è il mio viaggio della vita..decisamente l’Antartide!

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