Cosa vedere in Tunisia

La Tunisia è una destinazione che racchiude una varietà impressionante di paesaggi e storie, ma non lo sa quasi nessuno ahimè. In Italia è conosciuta quasi esclusivamente per il mare, che, francamente, è la parte meno interessante secondo me. In Tunisia c’è molto di più! In un unico viaggio puoi passeggiare tra le rovine romane di Cartagine, Dougga o El Jem, perderti tra le stradine bianche e blu di Sidi Bou Said, visitare città sacre come Kairouan e ritrovarti poche ore dopo tra palmeti, canyon e distese di sabbia nel sud del paese. Dal nord verde e mediterraneo di Tunisi, Dougga e Tabarka, fino ai paesaggi quasi lunari di Tozeur, Chott El Jerid, Chebika e Midés, la Tunisia cambia continuamente volto. E poi ci sono luoghi che sembrano usciti da un altro tempo (non a caso utilizzati per girare molti film!): gli ksar fortificati, i villaggi berberi come Chenini e Guermessa, le case troglodite di Matmata, le oasi del deserto intorno a Douz e l’isola di Djerba, con la sua anima lenta e mediterranea. In questo articolo ho raccolto tutti i luoghi che, secondo me, raccontano davvero l’essenza della Tunisia, alternando grandi classici e tappe meno conosciute. Una guida pensata per chi vuole scoprire il paese con calma, curiosità e voglia di andare un po’ più a fondo. Sei pronto/a?

Sidi Bou Said

Cosa vedere in Tunisia: 15 luoghi da non perdere

Tunisi

Tunisi è una città complessa e stratificata, dove convivono anime molto diverse tra loro. Da una parte c’è la medina, fitta e caotica come molte medine del nord Africa, dall’altra la Ville Nouvelle, sviluppata in epoca coloniale francese, con viali ampi, palazzi in stile europeo, caffè storici e negozi moderni. La Ville Nouvelle si sviluppa lungo Avenue Habib Bourguiba, spesso paragonata (con le dovute proporzioni) agli Champs-Élysées. Qui si trovano alcuni edifici interessanti come il Théâtre Municipal de Tunis, la Cattedrale di San Vincenzo de’ Paoli, oltre a numerosi café e locali dove fermarsi per una pausa (es. la terrazza del Habibi Downtown, che serve anche alcolici). È una zona piacevole da attraversare a piedi e offre uno spaccato molto diverso rispetto alla medina, più ordinato e “mediterraneo”. Se ti piace la street art come alla sottoscritta ti consiglio di fare un salto qui

La medina di Tunisi, Patrimonio UNESCO, è invece il centro storico e commerciale della città e uno dei luoghi più interessanti da esplorare a Tunisi. È una medina ancora pienamente vissuta, dove le attività quotidiane dei tunisini convivono con i visitatori. Tra i punti di riferimento principali c’è la Moschea Zitouna, il cuore religioso e simbolico della medina (noi non possiamo entrare all’interno), intorno alla quale si sviluppano i souk storici. Ogni souk è specializzato: dal Souk dei Profumi, ricco di essenze e profumi, al Souk dei Tessuti e al Souk dei gioiellieri, dove si lavorano ancora l’argento e l’oro con tecniche tradizionali. Ti consiglio di fare un salto anche nell’antico caravanserraglio (o fondouk) oggi riqualificato, che ospita il fumoso e affascinante Café du Souk. Sempre all’interno della medina, puoi salire su diverse terrazze panoramiche (es. Cafè Panorama) per goderti il tramonto sui tetti e sui minareti sorseggiando un ottimo thè alla menta con le mandorle. 

Dove dormire: Dar El Medina  – Dove mangiare: Dar El Jeld

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vista da una terrazza della medina di Tunisi
vista da una terrazza della medina di Tunisi
Café du Souk, Tunisi
Café du Souk, Tunisi

Il Museo del Bardo

Il Museo del Bardo (che si trova sempre a Tunisi) è uno dei musei archeologici più importanti dell’Africa e, a mio avviso, tra i musei più belli del mondo. È ospitato nell’antica residenza del governatore ottomano e conserva una collezione vastissima di mosaici romani, tra le più ricche e meglio conservate al mondo. I mosaici provengono da siti sparsi in tutta la Tunisia (principalmente dalle ville dei nobili) e raccontano scene di vita quotidiana, miti, divinità e attività legate al mondo romano, testimoniando il ruolo centrale che questa regione ebbe all’interno dell’Impero. Le sale sono ampie, ben organizzate e la visita permette di avere una visione molto chiara dell’importanza storica e archeologica del paese. Dopo gli attentati del 2015, il museo è stato rinnovato ed ampliato ed è perfettamente visitabile e ben sorvegliato. 

Se vuoi capirci di più ti consiglio di prendere una guida; ho il contatto di una guida bravissima che parla italiano che sono felice di condividere (se ti interessa scrivimelo nei commenti e ti mando il numero). 

Museo del Bardo, Tunisi
Museo del Bardo, Tunisi

Cartagine

Cartagine è un luogo che va visitato con le giuste aspettative. Non aspettarti un grande sito archeologico compatto, perchè ciò che resta dell’antica Cartagine è distribuito in diverse aree, anche piuttosto distanti tra loro, e per spostarti da una all’altra l’auto è praticamente indispensabile. Nel corso dei secoli, purtroppo, molti pezzi provenienti da qui sono stati riutilizzati per costruire altri edifici, sia in epoca romana che successivamente, senza contare i numerosi saccheggi. Questo fa sì che oggi Cartagine si presenti come un insieme di siti distinti, più che come una città antica immediatamente leggibile. Un esempio emblematico è la collina di Byrsa, dove sorgeva l’antico foro punico e poi romano: proprio sopra quest’area, in epoca coloniale, i francesi hanno costruito una chiesa e un monastero, alterando completamente l’assetto originale.

Tra le cose più interessanti da vedere ci sono sicuramente le terme romane affacciate sul mare, uno dei complessi meglio conservati e più suggestivi del sito, le grandi cisterne, antichi bacini per la raccolta dell’acqua che sono stati utilizzati come abitazioni dai locali fino a pochi decenni fa, il Porto Punico e l’Anfiteatro. Cartagine non è sicuramente una tappa spettacolare dal punto di vista visivo, ma è molto importante per comprendere il ruolo centrale che ha avuto nella storia del Mediterraneo. Proprio perché ciò che resta è frammentato e poco intuitivo, poi, visitare Cartagine con una guida è fondamentale secondo me. Senza spiegazioni rischia di sembrare solo un insieme di rovine sparse (scrivimi nei commenti se vuoi il contatto di una guida brava e onesta che parla italiano). Le biglietterie si trovano all’ingresso di ogni sito e il biglietto vale per 1 giorno (3,5€, da pagare cash). 

Vuoi una consulenza personalizzata sull’itinerario? CONTATTAMI tramite questo form e ti aiuterò ad organizzare il tuo viaggio (itinerario day-by-day dettagliato, attività e strutture consigliate, mezzi di trasporto, etc)

Cartagine
Cartagine
Cartagine, Tunisia
Cartagine

Sidi Bou Said

Spesso chiamata la Santorini, o la Capri, dei tunisini, Sidi Bou Said è uno dei luoghi più riconoscibili della Tunisia. Il motivo è evidente appena si arriva: un piccolo borgo affacciato sul Mediterraneo, dominato dal bianco e dal blu, con scorci aperti sul mare praticamente ovunque. Il centro è compatto e si gira facilmente a piedi, seguendo un saliscendi di vicoli ordinati, botteghe e terrazze panoramiche. Uno dei punti più noti (e instagrammati) è il Café des Délices, famoso per la sua posizione spettacolare: sedersi qui al tramonto, con il mare davanti, è una delle esperienze più classiche da fare a Sidi Bou Said. Più intimo e storico è invece il Café des Nattes, un locale semplice frequentato nel tempo da scrittori, artisti e intellettuali come Paul Klee, Camus, Cocteau e tanti altri. È il posto giusto per bere un thè alla menta seduti sui tappeti tradizionali e osservare il lento passaggio delle persone. Tra le visite culturali vale la pena includere anche il Ennejma Ezzahra Palace, residenza costruita all’inizio del Novecento e oggi sede del Centro di Musica Araba e Mediterranea. Gli interni sono eleganti e la posizione offre una delle viste più belle della zona.

Dove dormire: Olivia Sidibou – Dove mangiare: Au Bon Vieux Temp

vista dal Cafè des Delices, Sidi Bou Said, Tunisia
vista dal Cafè des Delices, Sidi Bou Said
Ennejma Ezzahra Palace, Sidi Bou Said, Tunisia
Ennejma Ezzahra Palace, Sidi Bou Said

Dougga 

Tra i siti romani meglio conservati della Tunisia c’è sicuramente Dougga che si trova nell’entroterra nord, in una zona collinare verde e panoramica. L’area archeologica è piuttosto estesa e permette di farsi un’idea abbastanza chiara dell’impianto urbano di una città romana, con teatri, templi, terme, strade e abitazioni ben identificabili. Il sito è ordinato e leggibile, e si visita con calma, camminando lungo percorsi ben segnati. Il teatro romano è uno degli elementi più noti, anche per la posizione sopraelevata che guarda verso la campagna circostante. Nel complesso, Dougga è una tappa interessante se sei un appassionato di archeologia come me e se vuoi capire meglio la presenza romana in Tunisia. Se avessi più tempo a disposizione puoi anche proseguire verso la costa nord e fare tappa a Tabarka, una cittadina ancora poco considerata dal turismo internazionale. Qui si trova un forte genovese costruito su un promontorio affacciato sul mare e la zona è conosciuta anche per le immersioni subacquee, grazie ai fondali rocciosi.

Douggha, Tunisia
Dougga

Sousse

Sousse è una una città che mi è piaciuta parecchio ed è anche una delle città più antiche del paese: nasce infatti come porto fenicio, molto prima dell’epoca romana e islamica. Il cuore storico è la medina, Patrimonio UNESCO, più compatta e ordinata rispetto a quella di Tunisi. Qui si visitano facilmente alcuni dei monumenti più importanti della città, come la Grande Moschea, costruita in epoca aghlabide e caratterizzata da un’architettura sobria e massiccia, e soprattutto il Ribat, uno degli esempi meglio conservati del suo genere in Tunisia. Il Ribat è un’antica fortezza islamica con funzione sia militare che religiosa, utilizzata in passato da soldati-monaci per la difesa della costa dalle incursioni via mare. Sali in cima al Ribat per avere una bella vista sulla medina e sul mare. All’interno delle mura si trova anche il Museo Archeologico (chiuso il lunedì), ospitato nella kasbah. È meno famoso rispetto al Bardo, ma molto interessante, soprattutto per la collezione di mosaici romani. Un altro aspetto che rende Sousse una tappa completa sono le spiagge, facilmente raggiungibili dal centro e perfette per spezzare il ritmo più “culturale” del viaggio. 

Dove dormire: Dar Antonia 

vista dal Ribat di Sousse, Tunisia
vista dal Ribat di Sousse
medina di Sousse, Tunisia
medina di Sousse

Kairouan

Considerata la quarta città santa dell’Islam sunnita, Kairouan è una delle città più importanti della Tunisia dal punto di vista storico e religioso. Fondata nel VII secolo, ha avuto un ruolo cruciale nella diffusione della cultura islamica nel Maghreb ed è stata per lungo tempo un importante polo religioso e intellettuale. Il suo monumento più rappresentativo è la Grande Moschea, una delle moschee più antiche del mondo islamico. L’edificio si distingue per un’architettura essenziale e monumentale, con un grande cortile, un solido minareto a base quadrata e una sala di preghiera costruita anche con materiali di epoca romana e bizantina. È un luogo che permette di capire quanto Kairouan fosse centrale non solo dal punto di vista religioso, ma anche culturale e politico. A differenza di altre città tunisine, Kairouan ha mantenuto un carattere più riservato e austero, ma è una tappa da inserire secondo me, anche perchè aiuta a comprendere meglio l’identità storica e religiosa del paese. Oltre alla moschea, anche il resto del centro è comunque carino e vale una sosta di un paio d’ore. 

Grande Moschea di Kairouan, Tunisia
Grande Moschea di Kairouan

El Jem

Arrivando a El Jem, è impossibile non notare subito l’Anfiteatro, che domina completamente il paesaggio urbano. È uno degli anfiteatri romani meglio conservati del Nord Africa e tra i più grandi mai costruiti, secondo solo al Colosseo per dimensioni. La sua costruzione risale al III secolo d.C. e uno degli aspetti più interessanti è che non fu finanziato da Roma, ma realizzato grazie ai fondi dei cittadini locali. All’epoca El Jem era una città estremamente ricca, soprattutto grazie alla produzione e al commercio dell’olio d’oliva, ma anche ad altre attività agricole e commerciali che garantivano grande prosperità all’area. El Jem non richiede molto tempo, si visita tranquillamente in poco più di un’oretta, ma è una tappa che vale la pena fare (e che di solito aiuta per spezzare il lungo viaggio verso Matmata e Tataouine). 

Anfiteatro di El Jem, Tunisia
Anfiteatro di El Jem

Matmata e le case troglodite

Scendendo verso il sud della Tunisia il paesaggio cambia radicalmente, diventa più arido e roccioso, ed è qui che si arriva a Matmata, famosa per le sue case troglodite scavate nel terreno. Si tratta di abitazioni tradizionali berbere, costruite attorno a un grande cortile circolare sotterraneo, dal quale si aprono le varie stanze: una soluzione intelligente per isolarsi dal caldo estremo e mantenere una temperatura costante tutto l’anno. Matmata è diventata molto famosa soprattutto per via delle location cinematografiche. Qui si trova, infatti,l’Hotel Sidi Idriss, utilizzato come set per diversi film della saga di Star Wars, e tutta la cittadina viene sfruttata a livello turistico per questo (anche un pò troppo aggiungo). Sinceramente è meglio spostarsi di poco e raggiungere Tamezret, un villaggio più piccolo, meno visitato e decisamente più autentico. Qui si può entrare in un piccolo museo berbero, semplice ma molto ben fatto, dove un signore gentilissimo spiega in modo chiaro la struttura delle abitazioni e lo stile di vita tradizionale della comunità. Dopo la visita, ti consiglio di fare una pausa al Café Berbère: un posto molto carino e tranquillo dove sedersi a bere un ottimo thè alla menta. 

Dove dormire: Dar Ayed 

 Tamezret, Tunisia
Tamezret
Hotel Sidi Idriss, Matmata
Hotel Sidi Idriss, Matmata

Ksar Ouled Soltane e gli altri ksar fortificati

Sotto Matmata, nella regione di Tataouine, si incontrano alcuni dei luoghi più particolari del paese e tra i più belli per me, ovvero gli ksar, antichi granai fortificati berberi costruiti per conservare cereali, olio e beni preziosi e per difenderli da razzie e incursioni (oggi Patrimonio UNESCO). Non erano villaggi abitati in modo permanente, ma strutture comunitarie legate a un’economia agricola e pastorale. Il più noto e meglio conservato è Ksar Ouled Soltane, composto da più cortili circondati da ghorfa, le tipiche celle di stoccaggio sovrapposte su più livelli. La struttura è molto scenografica, ma anche estremamente funzionale, e permette di capire bene come funzionava questo sistema di difesa e conservazione. Anche questi ksar sono stati utilizzati come set per Star Wars, ma, al di là del cinema, il suo valore storico è enorme. Oltre a Ouled Soltane vale la pena visitare anche altri ksar della zona, come Ksar Ezzahra, meno famoso ma interessante proprio perché meno turistico. 

ksar Ouled Soltane, Tunisia
Ksar Ouled Soltane

I villaggi berberi: Chenini e Guermassa

I villaggi berberi del sud della Tunisia sono stati, per me, la sorpresa più grande la prima volta che avevo visitato il paese più di 15 anni fa. Si tratta di insediamenti costruiti in ambienti difficili e in posizioni isolate, dove l’architettura è stata adattata alle condizioni climatiche e alla necessità di difesa. Chenini è il villaggio più conosciuto e visitato. Le abitazioni sono scavate nella roccia e disposte lungo il pendio della montagna, creando un insieme molto compatto. Sotto i resti dell’antico villaggio c’è anche  la Moschea dei Sette Dormienti, con il cimitero all’esterno, legata a una leggenda diffusa nel mondo islamico. A differenza di 15 anni fa, che non c’era nulla, oggi Chenini è abbastanza organizzata per il turismo, con piccoli negozi, qualche ristorante e tante guide locali che si propongono. Diversa è, invece, l’atmosfera di Guermassa, che è ancora in gran parte abbandonata e sempre spettacolare come la ricordavo. Il villaggio si sviluppa su più livelli, con abitazioni scavate nella roccia, passaggi stretti e strutture parzialmente crollate. 

villaggio di Chenini, Tunisia
villaggio di Chenini

Douz e le oasi nel deserto 

A Douz c’è il deserto “vero”, è qui la porta del Sahara, dove iniziano le alte dune di sabbia dorata, molto diverse dai paesaggi più rocciosi visti fino a questo punto del viaggio. Douz è infatti la base di partenza per le spedizioni nel Sahara, sia quelle più brevi, di mezza giornata, sia quelle più complete che includono una o più notti nel deserto. Se devo darti un consiglio sincero, io punterei senza esitazioni sulla seconda opzione: dormire nel deserto permette di viverlo con più calma, e, soprattutto, di godersi l’alba e il tramonto sulle dune. Quando ero stata qui io, ad esempio, avevo raggiunto l’oasi di Ksar Ghilane in 4×4 attraversando il Sahara e dormendo poi direttamente nell’oasi. All’epoca l’esperienza era però molto diversa: molto più isolata, più spartana e decisamente più autentica. Oggi, purtroppo, la situazione è cambiata. Ksar Ghilane è raggiungibile con una strada asfaltata ahimè e nell’area sono sorti numerosi campi tendati. Per questo motivo non te la consiglio più: è diventata eccessivamente turistica e ha perso gran parte del fascino. L’esperienza nel Sahara però è davvero un must e merita secondo me, ma ti consiglio di sceglierla bene. 

PRENOTA QUI l‘esperienza con un 4×4 nel Sahara inclusa notte nel deserto, oppure solo di mezza giornata

deserto del Sahara, Tunisia
deserto del Sahara, Douz
oasi di oasi di Ksar Ghilane, Tunisia
oasi di oasi di Ksar Ghilane

Tozeur e Chott El Jerid

Per raggiungere Tozeur da Douz attraverserai il Chott El Jerid, un enorme lago salato che regala uno dei paesaggi più belli della Tunisia. La strada lo taglia in mezzo per chilometri e chilometri, tra riflessi bianchi, miraggi e colori che cambiano continuamente a seconda della luce. È un luogo onirico e surreale che ricorda, con le dovute proporzioni, il salar de Uyuni in Bolivia. Non a caso è entrato anche nell’immaginario musicale italiano con I treni di Tozeur del maestro Franco Battiato. Tozeur è una vera città-oasi, organizzata e piacevole, che vive in gran parte attorno al suo enorme palmeto, uno dei più estesi del Nord Africa. Qui il contrasto tra il verde delle palme e l’ambiente desertico circostante è molto netto e aiuta a capire l’importanza storica delle oasi come punti di sopravvivenza e di scambio. Tozeur ha poi una piccola medina e nei dintorni si trovano alcune delle location usate per Guerre Stellari, in particolare quelle che rappresentano Mos Espa, la città natale di Anakin Skywalker. È una deviazione curiosa, soprattutto per i fan, ma non fondamentale. Decisamente diverso, invece, il Ras El Aïn Park: un parco cittadino molto frequentato dai locali, con delle dubbie sculture gigantesche. È un posto talmente tamarro che risulta interessante per avere uno spaccato di vita quotidiana tunisina, soprattutto nel tardo pomeriggio. Tozeur comunque funziona bene come base per esplorare tutto il sud-ovest del paese. 

Dove dormire: Dar Fatima

Chott El Jerid, Tunisia
Chott El Jerid
Chott El Jerid
Chott El Jerid

Il treno Lézard Rouge

La storica linea ferroviaria su cui viaggia il Lézard Rouge nasce nel 1906 per il trasporto dei fosfati e viene poi adattata anche ai passeggeri. Il celebre treno “Lucertola Rossa”, inaugurato nel 1910 grazie a una collaborazione belga-francese, era il mezzo più esclusivo del Bey di Tunisia e della sua corte, con interni eleganti fatti di legni intarsiati, velluti e ottone. Collega Metlaoui e Redeyef attraversando gole spettacolari, deserto e piccole oasi: solo 43 km di percorso, ma tra i più scenografici del paese. Io avevo fatto questa esperienza durante il mio primo viaggio in Tunisia e l’avevo trovata davvero affascinante. Al momento il treno non è operativo, ma dovrebbe riaprire a breve, quindi vale la pena informarsi se stai pianificando un itinerario nel sud del paese, perchè parte proprio vicino Tozeur. 

Lizard Rouge, Tunisia
treno Lizard Rouge

L’oasi di Chebika

A poca distanza da Tozeur si trova Chebika, una delle oasi di montagna più famose della Tunisia. Il contesto qui è completamente diverso rispetto alle oasi sabbiose del sud: qui siamo in “montagna” e ci sono rocce, canyon, palmeti e acqua, con sorgenti naturali che scendono dalle montagne creando ruscelli e piccole cascate. Il villaggio originale di Chebika, arroccato in alto, è oggi in gran parte abbandonato e si affaccia direttamente sull’oasi sottostante, che si esplora a piedi, con un percorso circolare. Arrivando dal parcheggio si sale sulla sinistra, attraversando il villaggio, per poi scendere dove c’è la sorgente e un paio di cascatelle. Chebika è una tappa abbastanza breve (calcola un’oretta circa), ma piacevole, e ti consiglio di andarci sul presto la mattina perchè poi si riempie parecchio. 

Oasi di Chebika, Tunisia
Oasi di Chebika
Oasi di Chebika, Tunisia
Oasi di Chebika

Il canyon di Midés

Poco distante da Chebika si trova Midès, uno dei canyon più spettacolari della Tunisia. Il paesaggio qui cambia di nuovo: una profonda spaccatura nella roccia, pareti verticali e palmeti sul fondo a un passo dall’Algeria. Midès si può esplorare in parte dall’alto, con viste panoramiche sul canyon, ma il modo migliore per apprezzarlo è scendere anche al suo interno. Per questo ti consiglio di prendere una guida locale: si trovano direttamente sul posto, i prezzi sono bassi e alcune parlano anche italiano. Con una guida riesci a esplorare il canyon sia dall’alto che dal basso, seguendo percorsi che da solo difficilmente individueresti e capendo meglio la geologia e la storia dell’oasi e del canyon. Anche Midès è stata utilizzata come location cinematografica: qui sono state girate alcune scene de Il paziente inglese e, naturalmente, anche diversi set di Star Wars (e te pareva!). 

Il canyon di Midés, Tunisia
Il canyon di Midés

Djerba

Chiudo quest’articolo su tutti i luoghi da vedere in Tunisia con Djerba, l’unica località di mare di cui ti parlerò. Avendo centinaia di chilometri di costa, la Tunisia offre tantissime località balneari interessanti, ma Djerba resta quella che, complessivamente, funziona meglio se l’obiettivo è rilassarsi e chiudere il viaggio con qualche giorno di mare. È un’isola pianeggiante, facile da girare, con spiagge lunghe e sabbiose e un ritmo decisamente tranquillo. Oltre alla dimensione balneare, tra l’altro l’isola ha una forte identità culturale, che emerge soprattutto nel suo centro principale, Houmt Souk. È la cittadina più viva e bella dell’isola e vi si trovano mercati, souk, botteghe artigiane, il forte Borj Ghazi Mustapha, tantissimi caffè e, sul mare, il suo carinissimo porto dei pescatori. Un altro aspetto importante di Djerba è che è anche molto comoda per noi che partiamo dall’Italia, grazie ai voli diretti stagionali operati da diverse compagnie, soprattutto nei mesi estivi (es. con Neos). Questo la rende perfetta sia come base mare sia come inizio o fine di un itinerario più lungo in Tunisia.

Dove dormire: Le patio de Mezraya 


Se vuoi esplorare una Tunisia meno battuta dal turismo e ancora più autentica ti consiglio di valutare anche la costa nord (Tabarka, Bulla Regia e il Parco Nazionale El-Feija), la città romana di Tufetula e Mahdia.

spiaggia di Djerba, Tunisia
spiaggia di Djerba

FAQ sulla Tunisia

Cosa vedere assolutamente in Tunisia?

Le cose da vedere in Tunisia sono molte e molto diverse tra loro. Tra le tappe imperdibili metterei sicuramente Tunisi con la sua medina e il Museo del Bardo, Cartagine, Sidi Bou Said, i grandi siti romani come Dougga ed El Jem, le città storiche di Sousse e Kairouan, e poi tutto il sud del paese: villaggi berberi, ksar fortificati, Douz per le escursioni nel Sahara, le oasi di montagna e Tozeur con il Chott El Jerid. Se vuoi includere anche un po’ di relax, Djerba è la scelta più semplice per il mare.

Qual è il periodo migliore per andare in Tunisia?

Il periodo migliore per visitare la Tunisia va da ottobre a maggio, soprattutto se l’obiettivo è muoversi molto, visitare siti archeologici e spingersi verso il sud e il deserto. In primavera e autunno il clima è ideale. L’estate è perfetta per il mare, ma nelle zone interne e desertiche può fare molto caldo. Anche l’inverno è un buon periodo per viaggiare, tenendo conto delle forti escursioni termiche, soprattutto nel Sahara.

È più bello il Marocco o la Tunisia?

Sono due paesi diversi, e dire che uno è “più bello” dell’altro è piuttosto riduttivo. Il Marocco è più grande, molto più turistico e più organizzato. La Tunisia, invece, è più compatta, più facile da girare in poco tempo e, secondo me, molto più sottovalutata. La Tunisia ha una concentrazione di siti romani impressionante, il sud berbero e desertico è ancora veramente autentico e bellissimo e ha centinaia di chilometri di costa sul Mediterraneo con delle spiagge meravigliose. Il Marocco ha delle città strepitose (le città imperiali ma non solo), il deserto e l’oceano, molto più adatto per il surf che per la balneazione e il relax però. Riassumendo: dipende molto da cosa cerchi!

io nel Sahara vicino Douz
io nel Sahara vicino Douz

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Scritto da:
Mi chiamo Valentina Borghi e sono una viaggiatrice esperta e una travel blogger / content creator full time dal 2018. Sono anche una nomade digitale e trascorro buona parte dell’anno in viaggio, da sola o accompagnando gruppi in giro per il mondo. Amo i vulcani, i deserti, il Sudamerica e l’Asia Centrale, amo i gatti, New York, l’astronomia, e la musica elettronica. Ho visitato 100 paesi del mondo e se mi chiedete qual è il mio viaggio della vita..decisamente l’Antartide!

4 commenti su “Cosa vedere in Tunisia”

  1. Cara Valentina, complimenti per il tuo blog chiaro e appassionato. Sto preparando un itinerario per un viaggio (in auto) in Tunisia a breve, e il tuo blog e’ davvero uno dei migliori che ho letto. Potrei chiederti qualche dritta riguardo alle guide per Bardo, Cartagine e le medine di Tunisi e Sousse? Ti lascio la mia email. Grazie!

    Rispondi
  2. Ciao Valentina, che bella sorpresa trovare un tuo articolo appena uscito sulla Tunisia, io dovrei andare tra pochi giorni.
    Per i primi giorni di visita, ho scelto Sidi Bou Said;
    Proseguendo verso Sud, deserto e oasi di Tozeur, consigli noleggio auto oppure singoli transfert? C’è la possibilità di tornare poi a Tunisi in aereo.

    Rispondi
    • Ciao Marco,
      Per scendere a sud ti consiglio di noleggiare un auto.
      Probabilmente riesci a lasciarla a Tozeur e a prendere un volo interno per tornare a Tunisi se non vuoi guidare anche a ritorno. Un saluto, Valentina

      Rispondi

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