Se c’è una festa messicana conosciuta in tutto il mondo, questa è sicuramente il Giorno dei Morti, o Día de los Muertos. Celebrato soprattutto il 1° e il 2 novembre, con eventi che iniziano già nei giorni precedenti, è un’occasione per onorare i defunti e ritrovarsi attraverso altari, offerte, musica e veglie nei cimiteri. Le celebrazioni si svolgono in tutto il Messico, ma Oaxaca, i villaggi intorno al lago di Pátzcuaro nel Michoacán e Città del Messico offrono esperienze particolarmente intense e autentiche. Io mi sono emozionata come poche volte nella vita nei cimiteri intorno a Pátzcuaro, tra candele, fiori e famiglie riunite per ricordare i propri cari. In questo articolo trovate dove andare per il Día de los Muertos in Messico, quali giorni scegliere e come partecipare alle celebrazioni, insieme ai miei consigli su prenotazioni, alloggi e spostamenti. Organizzarsi bene permette di vivere questa esperienza al meglio, con più tempo e attenzione per ciò che si ha davanti.

Quando si festeggia il Día de los Muertos e quali giorni scegliere
I giorni clou del Día de los Muertos sono il 1° e il 2 novembre, ma le celebrazioni iniziano già negli ultimi giorni di ottobre e gli addobbi, soprattutto nelle strade cittadine, rimangono anche dopo. Il calendario cambia da una comunità all’altra: non tutte le veglie nei cimiteri e le parate si svolgono nella stessa giornata. Durante la festa, i defunti vengono commemorati secondo tradizioni locali legate anche all’età e alle circostanze della morte. In generale:
- Negli ultimi giorni di ottobre: alcune comunità dedicano giornate specifiche alle persone morte in circostanze particolari, come gli incidenti. Le date e le usanze non sono identiche ovunque.
- 1° novembre: è generalmente dedicato ai bambini defunti, ricordati come angelitos. In molte famiglie la loro accoglienza comincia già nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre.
- 2 novembre: è dedicato soprattutto agli adulti defunti, con offerte, visite alle tombe e momenti di raccoglimento.
Per organizzare il viaggio, vi consiglio di essere nella località scelta dal 30 ottobre al 3 novembre, così da avere tempo per vedere i preparativi e partecipare a più momenti della festa. Se avete meno giorni, scegliete prima la destinazione e verificate il calendario locale: intorno al lago di Pátzcuaro la notte centrale è quella tra il 1° e il 2 novembre, mentre a Oaxaca alcune veglie importanti, come quella di Santa Cruz Xoxocotlán, si svolgono già la notte del 31 ottobre. La grande parata di Città del Messico ha invece una data variabile, da controllare ogni anno. Fossi in voi eviterei di cambiare città proprio nelle giornate principali: meglio godersi le celebrazioni in un posto solo.

Dove andare per il Día de los Muertos: quale destinazione scegliere
Le celebrazioni del Dia de los Muertos avvengono ovunque in Messico, ma ci sono dei luoghi in cui vengono celebrati in maniera più spettacolare e/o più autentica. In particolare ve ne consiglio tre e qui sotto vi spiego il perchè:
Lago di Patzcuaro (Michoacán)
La regione del Michoacán si trova a nord-ovest di Città del Messico. È una regione con una solida economia agricola ed ha preservato, più di altre, le tradizioni indigene. Tra queste ci sono le celebrazioni del Dia de los Muertos, in particolare nei paesini intorno al lago di Patzcuaro e sull’isola di Janitzio, al centro del lago. Ogni paesino ha il suo cimitero dove vengono addobbate le tombe e intorno ai quali viene allestito un mercato con stand alimentari (e non). Durante tutta la settimana, che si conclude con il 1 e il 2 Novembre, c’è un fitto calendario di eventi con parate e tanto altro. In nessun altra parte del Messico vedrete una cosa del genere, io mi sono emozionata come poche volte nella vita. Durante la notte tra il 1 e il 2 Novembre gli indigeni convergono sull’isola di Janitzio con le loro barchette illuminate dalle candele, ma negli ultimi anni si è sparsa un pò troppo la voce. L’isola è piccola e viene letteralmente presa d’assalto, non si riesce neanche a camminare e ci sono non pochi problemi di sicurezza e di ordine pubblico.
Aggiornamento per il 2026: a causa dei lavori di riabilitazione, il cimitero di Janitzio è chiuso al pubblico generale durante le celebrazioni, mentre le famiglie dell’isola possono accedervi. I visitatori possono osservarlo da un percorso panoramico con passaggio regolato. L’isola resta visitabile e ospita altre attività, ma non organizzate la visita pensando di poter entrare nel cimitero. Anche per gli anni successivi, prima di partire verificate le modalità di accesso e i collegamenti in barca.
Consiglio da local: se volete assolutamente andare sull’isola di Janitzio, andateci poco prima dell’alba (intorno alle 5), quando la folla sarà andata via, oppure la mattina seguente, ne vale comunque la pena! Personalmente vi consiglio di trascorrere la notte delle Anime (quella tra il 1 e il 2 Novembre) nel piccolo cimitero di Arocutin e/o nel cimitero di Tzurumútaro. Il cimitero di Arocutin è l’unico in cui c’è una chiesa all’interno, esattamente come nel cimitero sull’isola di Janitzio. Di giorno, invece, visitate i cimiteri e i villaggi di Tzintzuntzan, Cucuchuco e Puácuaro. Per la sera del 1° novembre organizzatevi con un driver locale, concordando prima tappe e ritorno: tra traffico, strade strette e parcheggi pieni, guidare autonomamente rischia di farvi perdere parecchio tempo.



Oaxaca
La città di Oaxaca de Juaraz, capoluogo dello stato omonimo, è un altro posto dove le celebrazioni per il Dia de los Muertos sono molto pittoresche e spettacolari. Un elemento importante di questa festività a Oaxaca è la creazione e l’esposizione di “tappeti” fatti di segatura o di sabbia, con rappresentazioni di immagini legate al giorno dei morti, alla religione cattolica o a Oaxaca. Dei posti particolarmente belli per ammirarli sono davanti al Palazzo del Governo, lungo la Calle Macedonio Alcalá è nella piazza antistante la Basílica de Nuestra Señora de la Soledad. Da tradizione qui vengono esposti anche grandi altari elaborati con cura dagli studenti universitari o dalle associazioni. Ogni altare è accompagnato da cibi tipici oaxaqueños come cioccolato, tamales, pane dolce e persino mezcal. Ci sono poi altri due luoghi da visitare per vedere i migliori altari di Oaxaca: la Biblioteca Pubblica di Oaxaca, e il cimitero nel quartiere di Jalatlaco. Le comparsas oaxaqueñas sono un’altra tradizione tipica di questo stato, sono delle parate dove la gente è vestita da personaggi buffi e divertenti, per far ridere prendendo in giro situazioni o eventi accaduti durante l’anno. Sono accompagnate da musica, fuochi d’artificio e ovviamente, dal tradizionale mezcal o dalla tequila. La tradizione dei Dia de Los Muertos è molto sentita a Oaxaca e, ogni anno, il governo e i vari comuni organizzano un’intera programmazione di attività che vanno dal 29 Ottobre fino al 3 Novembre. Nei dintorni, una delle celebrazioni più conosciute è la veglia di Santa Cruz Xoxocotlán, la notte del 31 ottobre. Se volete partecipare, organizzate anche il trasferimento di ritorno e controllate il programma locale.
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Città del Messico
La capitale del Messico, Città del Messico, celebra il Dia de los Muertos con un’infinità di parate nei diversi quartieri della metropoli. Tutta la città si riempie di colori, costumi, maschere, balli e carri per una settimana intera e il tutto culmina con la grande parata. Quest’ultima, in realtà, spesso si svolge il week-end precedente al 2 Novembre e la data esatta viene comunicata non troppo tempo prima. Le parate sono veramente tantissime, tra le più caratteristiche ci sono la sfilata delle Catrinas, che parte dal monumento dell’Angelo dell’Indipendenza e la sfilata degli Alebrijes, di solito il terzo sabato di ottobre. Se volete farvi truccare da Catrina o in qualsiasi altro modo, potete trovare tantissimi banchetti con i truccatori nello Zocalo, la piazza principale di Città del Messico, e nel Jardin Centenario a Coyoacan, vicino alla Casa Museo di Frida Khalo.
Mixquic: come organizzare la visita
Per una celebrazione diversa dalle grandi sfilate del centro, potete invece organizzare una visita a San Andrés Mixquic. Si trova nell’alcaldía di Tláhuac, nella parte sud-orientale di Città del Messico, ed è conosciuta soprattutto per l’Alumbrada della sera del 2 novembre. Nel cimitero intorno alla chiesa di San Andrés, le famiglie accendono candele sulle tombe decorate con fiori e offerte, accompagnando il saluto ai defunti con preghiere e momenti di raccoglimento. Anche Mixquic attira moltissimi visitatori, quindi cercate di arrivare con diverse ore di anticipo, così da passeggiare nel paese prima della sera, e organizzate già il ritorno: trovare un passaggio all’ultimo momento è quasi impossibile. Nel cimitero lasciate sempre la precedenza alle famiglie, non sedetevi sulle tombe e chiedete il permesso prima di fotografare persone o offerte private. Durante l’Alumbrada evitate il flash e mantenete un tono di voce basso: siete ospiti di un momento importante per la comunità.
Potete arrivare con un’escursione che comprenda il trasporto oppure combinando la metro fino a Tláhuac, capolinea della linea 12, con un mezzo locale. In questo secondo caso verificate gli orari dell’ultimo collegamento e non date per scontato di riuscire a tornare in metro dopo l’Alumbrada.
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Cosa significa il Día de los Muertos: storia e tradizioni
Il Día de los Muertos è la celebrazione del ritorno temporaneo dei propri cari defunti nel mondo dei vivi. Attraverso offerte, fiori, candele e visite ai cimiteri, le famiglie ne custodiscono il ricordo e si preparano ad accoglierli. È una ricorrenza che può unire festa e raccoglimento, con usanze diverse da una comunità all’altra. Il Día de Muertos, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità, affonda le sue radici nelle culture indigene mesoamericane, ben prima dell’arrivo degli spagnoli. Il culto degli antenati era molto importante e la morte veniva considerata parte del ciclo naturale della vita. Nella visione mexica, ad esempio, il destino delle anime dipendeva dalle circostanze della morte, più che dal comportamento tenuto in vita. I rituali funerari includevano offerte, dagli alimenti agli oggetti utili nel passaggio all’aldilà. Con l’arrivo degli spagnoli si sviluppò poi un sincretismo tra le tradizioni indigene e quelle cattoliche, legate a Ognissanti e alla commemorazione dei defunti. Da questo incontro nasce la celebrazione che conosciamo oggi.
La Catrina e il trucco da scheletro
Uno dei suoi simboli più riconoscibili è La Catrina, la figura scheletrica con il cappello e gli abiti eleganti che vedrete ovunque durante il viaggio. La sua origine è però molto più recente: deriva dalla Calavera Garbancera dell’incisore José Guadalupe Posada, una figura satirica che prendeva in giro chi rinnegava le proprie origini indigene per imitare l’aristocrazia europea. Nel 1947 Diego Rivera la rappresentò con l’abbigliamento elegante e il nome con cui è diventata famosa. Oggi la Catrina compare nelle decorazioni, nelle sfilate e nei trucchi che potete farvi realizzare durante la festa. Ma dietro questa immagine così fotografata rimane il cuore della ricorrenza: ricordare i propri cari e mantenere vivo il legame con loro. È proprio questo che mi ha colpita di più nei cimiteri del Michoacán, dove la dimensione familiare della celebrazione si percepisce molto più che in qualsiasi parata.
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Come viene celebrato il Dia de los Muertos: altari e offerte
Come vi dicevo poco sopra, per facilitare il ritorno dei morti sulla terra, vengono fatte diverse cose e la più importante è sicuramente l’ofrendas, ovvero la preparazione dell’altare. In ogni casa, ma anche in molte aziende e luoghi pubblici, vengono allestiti degli altari. Normalmente ogni altare è dedicato ad una persona in particolare e la sua foto viene posizionata in uno dei 4 livelli che rappresentano i quattro elementi: acqua, aria, terra e fuoco. Ogni livello rappresenta un elemento e un passo dalla terra al cielo. Sull’altare viene posizionato il cibo e altri oggetti preferiti dal defunto (tequila e sigarette incluse) e, tra questi, non può mancare il pan de muertos, un dolce tipico che viene preparato solo per questa festività. Questo banchetto serve per ricordare al defunto le gioie della vita e condividerle con i propri cari.
Gli altari sono poi illuminati da decine di candele, fiori di calendula messicana (Tagetes Erecta, chiamati anche “fiori dei morti”), e incenso di copal. Questi 3 elementi (candele, fiori, copal) aiutano l’anima del defunto a seguire il cammino verso la casa dei suoi vivi, senza smarrire la strada. Spesso vengono messi sull’altare anche degli abiti per i defunti che, così, possono cambiarsi d’abito. Anche le tombe nei cimiteri vengono addobbate in maniera simile e, dopo che le famiglie si sono riunite per la cena del 1 Novembre, tutti insieme si dirigono poi al cimitero per vegliare e cantare fino all’alba. Una volta terminata la festa,i resti del cibo vengono consumati dai familiari e amici vivi per ricordare il defunto e unire la famiglia. Nei cimiteri del Michoacán che ho visitato la notte tra il 1° e il 2 novembre, l’atmosfera era anche festosa: bambini che giocavano, persone che suonavano e famiglie riunite intorno alle tombe. Per me è stato sorprendente vedere convivere il raccoglimento e questa dimensione così familiare e gioiosa.

Cosa prenotare in anticipo e dove dormire per il Dia de los Muertos
Per il Día de los Muertos vi consiglio di prenotare prima di tutto l’alloggio e i trasferimenti delle giornate principali, soprattutto se scegliete Pátzcuaro o Oaxaca. In queste località la richiesta aumenta molto e le strutture più comode possono riempirsi con diversi mesi di anticipo. Non significa che sia impossibile organizzarsi all’ultimo momento, ma quasi. Una volta decisa la destinazione, organizzate in quest’ordine:
- Alloggi: bloccate prima le notti centrali delle celebrazioni, possibilmente con cancellazione gratuita se l’itinerario non è ancora definitivo.
- Voli e autobus tra le città: prenotateli appena avete fissato il percorso, evitando di passare la giornata o la notte più importante in trasferimento.
- Driver ed escursioni serali: intorno al lago di Pátzcuaro, ma anche per raggiungere i cimiteri nei dintorni di Oaxaca o Mixquic, concordate prima il ritorno, il punto d’incontro e ciò che comprende il servizio.
- Attività con posti limitati: prenotate gli eventuali tour guidati o spettacoli che vi interessano, dopo aver verificato il programma dell’anno. Non serve invece acquistare un tour per ogni altare o manifestazione pubblica.
A Pátzcuaro sceglierei un alloggio vicino al centro, comodo per passeggiare e raggiungere il punto di partenza delle escursioni. A Oaxaca il centro storico permette di vivere buona parte delle celebrazioni a piedi; a Città del Messico potete scegliere tra il Centro Histórico, per essere vicini allo Zócalo, e quartieri come Condesa, organizzando gli spostamenti per gli eventi. Per quanto riguarda le località di cui vi ho parlato, vi consiglio queste strutture:
- Hotel Posada Carmelitas (Patzcuaro): struttura semplice e basica ma comoda, sia perchè ha il parcheggio per l’auto (e vale oro in quei giorni), sia perchè si trova a 10’ a piedi dal centro di Patzcuaro.
- Eco Hotel Ixhi (Patzcuaro): hotel ecologico in una bella struttura coloniale poco fuori da Patzcuaro e con bellissima vista sul lago.
- Viajero Oaxaca Hostel (Oaxaca): io ho alloggiato qui e ve lo consiglio, soprattutto se viaggiate da soli. L’ostello fa parte di una catena, è molto bello ed ha sia camerate che stanze private. Organizzano tante attività per socializzare e ha una magnifica terrazza con il bar dove vengono servite la colazione e tutti i pasti fino a tarda sera.
- Hotel Principal, Zocalo (Città del Messico): questo hotel moderno si trova a pochi passi dallo Zocalo ed è molto carino e comodo. C’è una corte interna dove si affacciano le camere e una terrazza dove viene servita la colazione. Anche il rapporto qualità/prezzo è ottimo.
- Stella Bed & Breakfast, Condesa (Città del Messico): io sono stata benissimo qui! Il B&B si trova in un villino con giardino nella strada più bella di Condesa (Calle Amsterdam) ed è super comodo per muoversi a piedi anche di sera. Le stanze sono carine e la colazione (inclusa) è veramente top.

Come spostarsi durante il Día de los Muertos
Durante le celebrazioni vi consiglio di muovervi a piedi nei centri cittadini e di affidarvi a driver locali o trasferimenti organizzati per raggiungere i cimiteri e i paesini nei dintorni. Tra folla, strade chiuse e parcheggi pieni, avere un’auto non significa necessariamente spostarsi più velocemente! Io ho noleggiato l’auto per il mio itinerario da Città del Messico fino a Puerto Vallarta ed è stata una scelta giusta, perché mi ha permesso di gestire soste e spostamenti con molta più libertà. Durante le giornate e le notti delle celebrazioni, però, conviene lasciarla parcheggiata. Se state valutando questa soluzione, nel mio articolo sul noleggio auto in Messico trovate i consigli su assicurazioni, deposito e guida.
- Intorno al lago di Pátzcuaro i paesini sono piccoli e il traffico può essere veramente intenso: il rischio di rimanere bloccati in un vicolo o di non riuscire a trovare parcheggio è elevato. Per la sera del 1° novembre organizzatevi con un driver locale, concordando prima i cimiteri da visitare, gli orari e il punto d’incontro per il ritorno.
- A Oaxaca potete seguire a piedi buona parte delle iniziative del centro; per le celebrazioni nei villaggi vicini, invece, prenotate un trasferimento o un’escursione che comprenda anche il ritorno.
- Lo stesso vale per Mixquic da Città del Messico: non affidatevi alla possibilità di trovare un taxi o un’auto tramite app all’ultimo momento, soprattutto dopo gli eventi serali.
Infine, se il viaggio comprende più città, organizzate i trasferimenti lunghi prima o dopo le date centrali della festa, lasciandovi un po’ di margine. Sarebbe un peccato perdere proprio la veglia o la parata che volevate vedere per un collegamento incastrato troppo stretto.
Volete un itinerario costruito sulle vostre date e sui vostri interessi? CONTATTATEMI tramite questo form e vi aiuterò a organizzare il viaggio, definendo le tappe, gli spostamenti, le attività e le strutture più adatte.

Il mio itinerario di due settimane per il Día de los Muertos
Il mio itinerario di due settimane attraversa il Messico centrale da Città del Messico alla costa del Pacifico, passando per Guanajuato, San Miguel de Allende e il lago di Pátzcuaro. È un percorso che permette di alternare città coloniali, celebrazioni e qualche giorno di mare alla fine del viaggio. Il punto da cui partire per organizzarlo è essere a Pátzcuaro il 1° e il 2 novembre: fissate queste notti e costruite il resto del viaggio prima e dopo. Seguendo il programma qui sotto, il giorno 7 corrisponde al 1° novembre.
| Giorno | Tappa e programma | Pernottamento |
| 1 | Volo e arrivo a Città del Messico | Città del Messico |
| 2–3 | Visita di Città del Messico | Città del Messico |
| 4 | Trasferimento a Guanajuato e prima passeggiata | Guanajuato |
| 5 | Visita di Guanajuato | Guanajuato |
| 6 | Trasferimento a San Miguel de Allende e visita della città | San Miguel de Allende |
| 7 – 1° novembre | Trasferimento a Pátzcuaro; serata e veglia nei cimiteri dei villaggi del lago con driver locale | Pátzcuaro |
| 8 – 2 novembre | Visita di Pátzcuaro e degli altri villaggi del lago | Pátzcuaro |
| 9 | Trasferimento a Tequila | Tequila |
| 10 | Trasferimento verso Puerto Vallarta ed eventuale proseguimento per Yelapa | Puerto Vallarta o Yelapa |
| 11–12 | Mare e relax | Puerto Vallarta o Yelapa |
| 13 | Rientro a Città del Messico | Città del Messico |
| 14 | Volo di ritorno | — |
Questo itinerario è costruito intorno alle celebrazioni del Michoacán. Se preferite trascorrere quei giorni a Oaxaca, conviene ripensare il percorso, senza cercare di inserire entrambe le destinazioni nelle stesse notti.
Per scoprire quali altre località potreste aggiungere, date un’occhiata alla mia guida sulle regioni e i luoghi più belli del Messico; trovate invece altre proposte di itinerario nell’articolo dedicato all’organizzazione di un viaggio in Messico fai da te.

FAQ sul Dia de los Muertos in Messico
No, sono due ricorrenze diverse, anche se cadono in giorni vicini e oggi alcune manifestazioni possono mescolarne i simboli. Il Día de los Muertos è dedicato al ricordo dei propri cari defunti e alla loro accoglienza simbolica attraverso altari, offerte e visite ai cimiteri. Non aspettatevi quindi soltanto costumi e feste: la dimensione familiare è il cuore della celebrazione.
In molti luoghi sì, ma l’accesso non è garantito ovunque: dipende dalle decisioni delle comunità e dalle disposizioni dell’anno. Informatevi prima della visita, lasciate la precedenza alle famiglie e chiedete il permesso prima di fotografare le persone. Entrare in un cimitero aperto ai visitatori non significa poter partecipare liberamente a ogni momento privato.
Non serve una guida per passeggiare tra gli altari pubblici o assistere alle manifestazioni aperte a tutti. Per visitare i cimiteri dei villaggi, invece, io consiglio un accompagnatore locale: aiuta a comprendere ciò che vedete e a conoscere le modalità di accesso. Controllate che l’esperienza comprenda una vera spiegazione delle tradizioni, oltre al trasporto.
Durante gli eventi pubblici potete farvi truccare da Catrina, anche rivolgendovi ai truccatori locali. Io l’ho fatto! Adattate però il comportamento al contesto: una parata e una veglia familiare sono momenti diversi. Il trucco non è necessario per partecipare e, nei cimiteri, eviterei pose e servizi fotografici davanti alle tombe.


