La Milano insolita per me è una ricerca continua, non qualcosa che si esaurisce in un elenco di posti. Vivo qui da oltre 20 anni, eppure ogni volta che mi capita di uscire senza una meta precisa o di deviare dal solito percorso, finisco quasi sempre per scoprire qualcosa di nuovo. La verità è che esiste una Milano segreta che sfugge anche a chi la frequenta tutti i giorni. Basta uscire di pochi metri dai percorsi più turistici e più battuti, infilarsi in un cortile anonimo o alzare lo sguardo nel momento giusto per ritrovarsi davanti a qualcosa che non avevamo mai notato prima: case colorate, edifici surreali, chiese particolari o, semplicemente, attrazioni nuove. Questo articolo, infatti, non è “finito”: lo arricchisco man mano che scopro nuovi luoghi, per offrirti una selezione sempre aggiornata di luoghi che raccontano una Milano più insolita e segreta, perfetti se vuoi andare un pò oltre i soliti itinerari e se hai già visitato le attrazioni più famose. Sei pronto/a a scoprirli insieme a me?
In questo articolo:
- 1. Ossario di San Bernardino alle Ossa
- 2. Cripta del Santo Sepolcro
- 3. Museo Branca
- 4. Planetario Civico “Ulrico Hoepli”
- 5. Labirinto di Pomodoro
- 6. Binario 21 – Memoriale della Shoah
- 7. Via Lincoln e il Quartiere Giardino
- 8. Cappella Portinari
- 9. Sede di Toiletpaper Magazine
- 10. Centro Culturale Ikeda di Milano per la Pace
- 11. Museo Bagatti Valsecchi
- 12. Baggio e il Parco delle Cave
- 13. Santuario di Santa Maria alla Fontana
- 14. Fondazione Luigi Rovati
- 15. Dialogo al Buio – Istituto dei Ciechi

1. Ossario di San Bernardino alle Ossa
Uno dei luoghi più particolari (e decisamente meno conosciuti) della città si trova a due passi dal Duomo di Milano: parliamo dell’Ossario di San Bernardino alle Ossa. Dall’esterno non diresti mai cosa si nasconde all’interno. La chiesa è piuttosto semplice, ma basta entrare nell’ossario, attraverso una porticina sulla destra, per trovarsi davanti a qualcosa di completamente diverso. Le pareti sono interamente decorate con teschi e ossa umane, disposte a formare vere e proprie decorazioni. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando lo spazio del vicino cimitero dell’Ospedale Maggiore di Milano (la Ca’ Granda) non era più sufficiente per le sepolture. Le ossa vennero quindi raccolte in una stanza dedicata, che con il tempo si trasformò in questo ossario. Nel XVII secolo l’ambiente venne ristrutturato e decorato in modo più scenografico, assumendo l’aspetto che si vede oggi.Il contrasto tra gli affreschi luminosi e le pareti ricoperte di ossa crea un effetto decisamente insolito. Nel corso dei secoli, questo luogo ha attirato anche diversi visitatori illustri: tra questi si dice ci sia stato persino Re Giovanni V del Portogallo, che rimase talmente colpito da voler replicare un ossario simile a Capela dos Ossos, a Évora. Un altro luogo simile si trova a Roma, nella Cripta dei Cappuccini, di cui ho parlato nell’articolo su Roma insolita.
Ossario di San Bernardino alle Ossa, Piazza Santo Stefano
da Lunedì a Sabato: dalle 8.00 alle 18.00 – Domenica: dalle 9:30 alle 12:30
Se stai cercando altre idee, qui trovi la mia guida completa su cosa fare a Milano e dintorni, con tutte le attività e i luoghi da non perdere


2. Cripta del Santo Sepolcro
Anche Milano ha un lato molto più antico di quello che si immagina: sotto il centro storico si nasconde infatti una parte della città romana, quando si chiamava Mediolanum. Un esempio perfetto è la Cripta del Santo Sepolcro, uno dei luoghi più suggestivi e insoliti di Milano. Ci troviamo nell’area dell’antico Foro romano, dove oggi sorgono la Biblioteca Ambrosiana e il palazzo della Borsa. Proprio qui, nel 1030, venne costruita una chiesa dedicata alla Santissima Trinità, con una parte sotterranea (ipogea) che riprendeva simbolicamente il Santo Sepolcro di Gerusalemme. È da questa riproduzione che deriva il nome attuale, utilizzato a partire dal XII secolo. La cripta che si visita oggi è il risultato di diversi interventi nel corso dei secoli, ma conserva ancora un’atmosfera molto particolare, con il pavimento realizzato utilizzando antiche pietre di epoca romana. Una curiosità interessante riguarda Leonardo da Vinci: durante il periodo trascorso a Milano alla corte di Ludovico il Moro, visitò più volte questo luogo, studiandone la struttura e disegnandone la pianta. Arrivò persino a indicare il Santo Sepolcro come il vero centro della città. Dopo un lungo restauro, la cripta è stata riaperta al pubblico solo nel 2016.
Cripta del Santo Sepolcro – Piazza S. Sepolcro, 1
Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18


3. Museo Branca
Tra i luoghi della Milano insolita non potevo non inserire il Museo Branca. Il nome lo conoscono tutti, ma pochi sanno che la storica distilleria del Fernet-Branca si trova ancora a Milano, in zona Viale Jenner. Lo stabilimento, progettato dall’ingegner Carlo Merlini e costruito tra il 1908 e il 1913 in una zona che all’epoca era periferica, occupa oltre 23.000 mq ed è ancora oggi il cuore produttivo di Fratelli Branca Distillerie. Come molte realtà industriali dell’epoca, era organizzato come una piccola città autosufficiente: oltre agli spazi produttivi, c’erano scuderie per i cavalli che trasportavano le botti, falegnamerie per la loro costruzione, magazzini per erbe e spezie, e persino aree dedicate al tempo libero dei lavoratori. Nel 2009, una parte dello stabilimento è stata trasformata in museo. Il percorso si sviluppa su oltre 1.000 mq e permette di vedere da vicino le diverse fasi della produzione storica: dall’area erboristica al laboratorio chimico, fino alla falegnameria. Molto interessante anche la parte dedicata alla comunicazione, con manifesti pubblicitari d’epoca e calendari originali tra fine Ottocento e inizio Novecento. Si visita esclusivamente con tour guidati su prenotazione (in piccoli gruppi); i tour sono gratuiti.
Museo Branca – Via Resegone 2
Questo è il sito ufficiale per prenotare la visita gratuita
Ph. @La Repubblica

4. Planetario Civico “Ulrico Hoepli”
Sarà che sono un po’ nerd e che l’astronomia mi ha sempre appassionato fin da piccola, ma il Planetario Civico Ulrico Hoepli è uno dei miei posti del cuore a Milano. Ci torno spesso e ogni volta riesce comunque a sorprendermi. Si trova all’interno dei Giardini Indro Montanelli, a Porta Venezia, ed è stato progettato da Piero Portaluppi e finanziato dall’editore Ulrico Hoepli, che lo donò alla città di Milano nel 1929. L’inaugurazione avvenne l’anno successivo, nel 1930. Durante la Seconda Guerra Mondiale il planetario venne chiuso e il telescopio Zeiss originale messo al sicuro; riaprì poi nel 1949 e, a partire dagli anni ’90, è stato progressivamente aggiornato con sistemi sempre più moderni. Oggi è il planetario più grande d’Italia. La cosa che mi piace di più è la programmazione: è fatta davvero bene e cambia continuamente. Ci sono spettacoli e osservazioni del cielo quasi tutti i giorni (di solito in fascia serale), oltre a incontri e conferenze a tema. È un luogo perfetto se vuoi fare qualcosa di diverso a Milano, soprattutto la sera e se, come me, hai un debole per stelle, pianeti e tutto quello che sta sopra le nostre teste.
Plantario Civico “Ulrico Hoepli” -Corso di Porta Venezia
Clicca QUI per informazioni e prenotazioni

5. Labirinto di Pomodoro
Lo sapevi che a Milano esiste un labirinto nascosto sotto terra? È il Labirinto di Arnaldo Pomodoro, uno dei luoghi più insoliti e meno conosciuti della città. Si trova nei sotterranei dell’headquarter di Fendi, in Via Solari, all’interno di un ex stabilimento industriale dove un tempo venivano costruite le turbine Riva-Calzoni, sì, proprio quelle utilizzate anche per le Cascate del Niagara. L’opera è stata realizzata da Arnaldo Pomodoro e completata nel 2011 dopo circa tre anni di lavoro. Si tratta di un vero e proprio percorso sotterraneo di circa 170 mq, fatto di corridoi, pareti scolpite e simboli che richiamano l’idea del viaggio interiore. Per anni è rimasto chiuso e poco accessibile, diventando quasi un luogo “mitico”. Come ha scritto lo stesso Pomodoro, il labirinto non è pensato per dare risposte, ma per stimolare una ricerca personale: un’esperienza più concettuale che “turistica”, decisamente diversa da qualsiasi altra cosa si possa vedere in città. Si entra solo con tour guidati organizzati dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro, con aperture limitate durante l’anno, quindi ti consiglio di controllare sempre il calendario aggiornato prima di andarci.
Labirinto di Pomodoro C/O Headquarter FENDI- Via Solari 35
Trovi le informazioni sulle visite guidate e il calendario delle aperture sul sito della Fondazione Arnaldo Pomodoro
Ph.@ Zero.eu

6. Binario 21 – Memoriale della Shoah
Tra i luoghi più significativi e insoliti di Milano c’è il Memoriale della Shoah di Milano, conosciuto anche come Binario 21. Si trova sotto la Stazione Centrale di Milano, in un’area nascosta rispetto ai binari visibili oggi. In origine questo spazio era destinato al carico e scarico dei vagoni postali, ma tra il 1943 e il 1945 venne utilizzato per la deportazione di centinaia di persone. Da qui, infatti, i deportati venivano caricati su vagoni merci diretti ai campi di concentramento e sterminio, tra cui Auschwitz-Birkenau e Bergen-Belsen, oltre ai campi di transito italiani come Campo di Fossoli e Campo di Bolzano. Dallo stesso punto partirono anche molti deportati politici, destinati ad altri campi come quello di Mauthausen. Il Memoriale è stato inaugurato nel 2013 e si sviluppa su circa 7.000 mq distribuiti su due livelli. La visita segue un percorso tematico che attraversa diversi spazi, tra cui la Sala delle Testimonianze, il “Binario della Destinazione Ignota” e il Muro dei Nomi, dove sono ricordate le persone deportate da qui. Ovviamente è un luogo forte ma che, secondo me, vale assolutamente la pena vedere almeno una volta. A pochi passi si trova anche il Padiglione Reale della Stazione Centrale, l’ex sala d’attesa riservata ai Savoia, visitabile però solo in occasioni particolari.
Binario 21 – Via Ferrante Aporti 3
Aperto tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 16.00
Ph. @ Mosaico-cem.it

7. Via Lincoln e il Quartiere Giardino
A pochi minuti da Piazza Cinque Giornate si nasconde uno degli angolo molto carino di Milano: il cosiddetto Quartiere Giardino di Via Lincoln, conosciuto anche come “quartiere arcobaleno”. Basta fare due passi qui per avere l’impressione di essere usciti da Milano: lungo questa piccola via si affacciano una quarantina di villette a due piani, tutte diverse tra loro e dipinte con colori vivaci, ciascuna con il proprio giardino curato. La storia del quartiere è però molto più “concreta” di quanto sembri. Nasce alla fine dell’Ottocento come progetto di edilizia popolare promosso da una cooperativa, con l’obiettivo di offrire case a prezzi accessibili agli operai della zona. L’area scelta era quella lasciata libera dopo la demolizione della vecchia stazione di Porta Tosa, e faceva parte di un piano più ampio: quello di creare una vera e propria “città ideale” per i lavoratori. Il progetto non venne mai completato del tutto, ma quello che è rimasto oggi è proprio questo piccolo nucleo di case colorate, che nel tempo si è trasformato in una delle zone più particolari (e anche più ambite) di Milano.
Via Lincoln – Milano

8. Cappella Portinari
All’interno della Basilica di Sant’Eustorgio, attaccata al Museo Diocesano, si trova uno dei capolavori del Rinascimento milanese: la Cappella Portinari, spesso poco considerata rispetto ad altri luoghi più noti della città. Io stessa l’ho scoperta dopo anni che vivevo a Milano! Fu costruita nella seconda metà del Quattrocento per volere di Pigello Portinari, rappresentante del Banco Mediceo a Milano, e si ispira chiaramente ai modelli architettonici fiorentini, in particolare alla Sagrestia Vecchia di San Lorenzo. L’interno è meraviglioso, ed caratterizzato da una struttura estremamente armoniosa, con una cupola decorata e un ciclo di affreschi realizzati da Vincenzo Foppa, tra i principali esponenti del Rinascimento lombardo. Le scene raffigurano episodi della vita di San Pietro Martire e rappresentano una delle testimonianze più importanti della pittura dell’epoca a Milano. Al centro della cappella si trova l’arca che custodisce le reliquie del santo, elemento che contribuisce a rendere questo spazio non solo artistico, ma anche profondamente legato alla storia religiosa della città.
Piazza Sant’Eustorgio, 1
Aperta dal Martedì alla Domenica dalle h10:00 alle h18:00 – Chiusa il lunedì


9. Sede di Toiletpaper Magazine
Tra le espressioni più insolite e contemporanee di Milano c’è anche la sede di Toiletpaper Magazine, il progetto artistico fondato da Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari. Si trova in Via Giuseppe Balzaretti, in zona Città Studi (dietro casa mia..), ed è impossibile non notarla: gli edifici sono completamente rivestiti con le immagini surreali, provocatorie e iper colorate che hanno reso iconico il magazine. Dalle facciate alle serrande, tutto diventa parte di un’unica installazione visiva. L’intervento si inserisce nel processo di trasformazione di Città Studi, che negli ultimi anni è diventato uno dei quartieri più creativi di Milano, tra studi di design, showroom e spazi espositivi (buon per noi, che ci acquista valore la casa!). Gli interni normalmente non sono visitabili se non durante il Fuorisalone (in occasione del Salone del Mobile), quando vengono aperti al pubblico con installazioni, eventi temporanei e un pop-up store dove acquistare oggetti e accessori di Toiletpaper (io mi comprerei sempe tutto, mannaggia a me). Se ti capita di essere a Milano in quel periodo, è uno posto insolito che vale davvero la pena inserire in itinerario.
Via Giuseppe Balzaretti – Milano


10. Centro Culturale Ikeda di Milano per la Pace
Il Centro Culturale Ikeda per la Pace è stato inaugurato nel 2014 in zona Corsico, poco fuori dal centro, ed è indubbiamente tra i luoghi meno conosciuti di Milano. Si tratta di uno dei principali centri buddisti in Europa legati alla Soka Gakkai, con una sala principale che può ospitare circa mille persone. Il complesso nasce dal recupero di un’antica cascina lombarda, rielaborata in chiave contemporanea dallo Studio Peia, con un progetto che integra elementi architettonici moderni e richiami simbolici alla tradizione buddista. L’edificio principale è caratterizzato da un rivestimento metallico dorato all’esterno e da interni in legno, ed è circondato da uno specchio d’acqua che contribuisce a creare un’atmosfera molto particolare, decisamente diversa da quella che ci si aspetterebbe in questa zona. Oltre alla funzione religiosa, il centro promuove attività culturali legate al dialogo interreligioso, alla pace e al disarmo nucleare, ed è aperto al pubblico per visite e momenti di raccoglimento. Si trova in Via Concetto Marchesi ed è generalmente accessibile tutti i giorni, ma ti consiglio comunque di verificare su questo sito eventuali variazioni di orari o modalità di visita prima di andarci.
Centro Culturale Ikeda – Via Concetto Marchesi 9 (Corsico)
Aperto tutti i giorni con orari variabili – chiuso il Lunedì e il Giovedì
Ph. @IFDM

11. Museo Bagatti Valsecchi
Nel cuore del Quadrilatero della Moda si trova una delle case museo più particolari e insolite di Milano: il Museo Bagatti Valsecchi. Il palazzo nasce alla fine dell’Ottocento per volontà dei fratelli Fausto Bagatti Valsecchi e Giuseppe Bagatti Valsecchi, che decisero di trasformare la loro residenza ispirandosi alle dimore signorili del Cinquecento lombardo. Non si limitarono a ristrutturare gli ambienti, ma li arredarono come se la casa fosse davvero abitata nel Rinascimento, acquistando opere d’arte, arredi, armi, vetri e ceramiche d’epoca. Il risultato è un ambiente estremamente coerente, in cui ogni dettaglio è pensato per ricreare l’atmosfera del XVI secolo. Allo stesso tempo, però, si percepisce anche il fatto che la casa è stata realmente abitata fino al 1974, anno in cui gli eredi decisero di donare tutto alla fondazione che ancora oggi gestisce il museo. La visita è molto interessante anche grazie all’audioguida inclusa nel biglietto, che racconta sia la storia della famiglia sia il contesto della Milano di fine Ottocento. Se però vuoi apprezzarlo davvero fino in fondo, ti consiglio la visita guidata: costa poco più del biglietto ed è fatta veramente bene. Puoi prenotarla da qui.
Via del Gesù 5
Orari: da Lunedì a Giovedì dalle h10:00 alle h18:00 – Venerdì e Sabato dalle h10:00 alle h13.00 – Chiuso la domenica

12. Baggio e il Parco delle Cave
Quando si nomina Baggio a un milanese, non è esattamente come parlare di Sant’Ambrogio o Porta Romana. Eppure questo quartiere, nell’estrema periferia ovest della città, ha una storia interessante: è stato un comune autonomo fino al 1923 e ancora oggi conserva un’atmosfera da piccolo paese. Girando per le sue strade si trovano ancora botteghe storiche, osterie e angoli che ricordano una Milano molto più autentica. Se passi da queste parti, può valere la pena fermarsi all’Osteria alla Grande, una delle più antiche della città, oppure entrare nella Chiesa di Sant’Apollinare, dove si trova un organo storico di grande valore. A poca distanza si estende il Parco delle Cave, uno dei parchi più grandi di Milano, nato dal recupero di un’area di cave dismesse negli anni ’60. Oggi è uno spazio molto vario, con boschi, stagni, aree agricole e laghetti. Tra fine primavera e inizio estate succede qualcosa di particolare: il parco diventa uno dei luoghi migliori in città per vedere la “lusiroeula”, cioè le lucciole. Nelle sere di giugno, alcune zone si illuminano di piccoli punti luminosi, un fenomeno sempre più raro da osservare in contesti urbani. Se vuoi viverlo al meglio, ti consiglio di non andarci da solo, soprattutto la sera, ma in compagnia e/o partecipando a una visita organizzata (ad es. dalla Cascina Linterno).
Parco delle Cave – L’ngresso principale del parco è in via Cancano, una traversa di Via Forze Armate
Ph.@ Club Milano

13. Santuario di Santa Maria alla Fontana
Questa è una di quelle situazioni classiche per cui passi davanti a un luogo mille volte e non ti rendi conto di cosa si nasconda dentro. A me è successo proprio così con il Santuario di Santa Maria alla Fontana, nel quartiere Isola, a due passi dalle Fonderie Napoleoniche. Dall’esterno non colpisce particolarmente, anzi, ma basta scendere le scalette sulla destra dell’ingresso per ritrovarsi in uno spazio completamente diverso, legato a una delle storie più particolari della città. Il santuario sorge infatti su una fonte ritenuta miracolosa, da cui deriva anche il nome. La sua costruzione risale al 1506, per volontà del governatore di Milano Charles II d’Amboise, che, secondo la tradizione, avrebbe ricevuto proprio qui una guarigione miracolosa. Per questo motivo il complesso divenne nel tempo un importante luogo legato alla cura e all’assistenza, insieme ad altre strutture come l’Ospedale Maggiore Ca’ Granda e il Lazzaretto. Per anni il progetto è stato attribuito a nomi come Leonardo o Bramante, ma oggi viene generalmente ricondotto a Giovanni Antonio Amadeo, uno degli architetti più importanti dell’epoca, attivo anche nel Duomo di Milano e alla Certosa di Pavia. Al di là della bellezza oggettiva, questo santuario è davvero interessante perchè l’architettura rimanda a significati metafisici e cabalistici e a simbologie cosmologiche, in buona parte ancora da studiare.
Santuario di Santa Maria alla Fontana – Piazza Santa Maria alla Fontana

14. Fondazione Luigi Rovati
Un altro luogo insolito di Milano di cui voglio parlarti è un Museo che aperto solo nel 2022, ovvero la Fondazione Luigi Rovati, su Corso Venezia, proprio davanti al Planetario. La Fondazione è intitolata al professor Luigi Rovati, che ha fondato nel 1961 a Monza il laboratorio farmaceutico Rotta Research Laboratorium e che è stato un grande filantropo. Il bellissimo palazzo che ospita le collezioni archeologiche e artistiche della Fondazione è stato di proprietà della famiglia Rizzoli fino al 2016, prima di essere ristrutturato per ospitare il museo. Quest’ultimo è diviso in due parti distinte: il piano ipogeo, al -1, espone una bella collezione di arte etrusca e il primo piano che ospita invece delle installazioni site-specific che includono pezzi di arte antica, moderna e contemporanea.
Corso Venezia 52
Orari: da mercoledì a domenica, dalle h10:00 alle h19:00


15. Dialogo al Buio – Istituto dei Ciechi
Tra le esperienze più particolari da fare a Milano c’è l’esperienza Dialogo nel Buio, all’interno dell’Istituto dei Ciechi di Milano, in Via Vivaio. È anche una delle prime attività “insolite” che ho fatto a Milano più di 20 anni fa e che ho rifatto più volte negli anni, perché l’ho sempre trovata davvero geniale. Non è una mostra nel senso classico del termine, ma un percorso completamente al buio, durante il quale si è costretti ad abbandonare la vista e affidarsi esclusivamente agli altri sensi: tatto, udito, olfatto e gusto. La visita si svolge in piccoli gruppi ed è guidata da persone non vedenti o ipovedenti. Si attraversano diverse ambientazioni che riproducono situazioni quotidiane, dalla strada al parco, imparando gradualmente a orientarsi senza punti di riferimento visivi. All’inizio è difficilissimo, poi cambia tutto: si comincia ad ascoltare davvero, a percepire gli spazi in modo diverso e a fidarsi molto di più degli altri. L’esperienza si conclude in un bar, sempre nel buio totale, dove si può commentare quello che si è appena vissuto. Oltre al percorso principale, vengono organizzate anche altre attività sempre “al buio”, come l’Aperitivo al Buio e la Cena al Buio, oltre a degustazioni ed eventi tematici.
Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano
Via Vivaio 7 – orari e informazioni QUI

Devo rimediare, non ne ho ancora visitato nessuno. Quello che mi attira di più: il Binario 21, è un luogo carico di storia che mi piacerebbe visitare. Anche quel bell’affresco sul soffitto del Santuario di Santa Maria alla Fontana non è male. Grazie dei consigli.
Milano continua a stupirmi ogni giorno di più! È proprio vero che non si finisce mai di conoscere la propria città. Il Binario 21 è un luogo molto toccante e sicuramente merita una visita. Anche il Santuario di Santa Maria alla Fontana, è il classico posto che da fuori non ti aspetteresti mai e invece..Ciao, a presto
Si vede che sei un’insider! Il binario 21 prima o poi lo devo proprio andare a vedere! E poi mi hai appena fatto scoprire il centro Ikeda: ma che meraviglia!!!
Grazie Nico, detto da un’altra insider come te poi vale doppio 😉
Interessantissimo. Alcuni di questi posti già ho avuto modo di visitarli ma altri mi mancano.
Vorrei iniziare a rimediare dal Labirinto di Pomodoro
Ciao Mara, il labirinto di Pomodoro è davvero un posto affascinante, l’ho scoperto e visitato da pochissimo anche io 😉
Interessante lettura! Non conosco il labirinto, Ikeda e il parco: sicuramente andrò a fare visita.
Suggerisco di inserire: Albergo diurno di Porta Venezia e qualcosa di simile in piazza Duomo. Quest’ultimo mi sembra sia diventato un circolo privato.
Grazie Fabio 🙂 Il diurno di piazza duomo è diventato un tristissimo circoli/bar, ci sono ripassata proprio ieri,che tristezza, sarebbe un posto stupendo!