Il Messico è uno dei miei Paesi preferiti in assoluto. Ci sono stata tante volte e continuerò a tornarci ancora e ancora perché lì mi sento a casa. Il Messico poi è talmente grande e vario che ci si potrebbe trascorrere anche qualche mese senza annoiarsi mai. Quando gli italiani immaginano cosa vedere in Messico, pensano soprattutto al mare caraibico dello Yucatán e alle spiagge della Riviera Maya, ma c’è molto di più: la costa selvaggia del Pacifico, la Riviera Nayarit, i paesaggi desertici della Baja California, una natura possente e tantissimi (miei amati) vulcani. E poi città coloniali coloratissime, metropoli immense, siti archeologici spettacolari, tradizioni antichissime (come i Dia de los Muertos ad esempio) e quei Pueblos Mágicos in cui vorrei fermarmi ogni volta molto più del previsto. Senza dimenticare i messicani, che per me sono davvero top: accoglienti, ironici, generosi e sempre pronti a fare festa. Quanto alla cucina messicana, so che molti la venerano, ma devo ammettere che io alla lunga la trovo piuttosto monotona: ogni volta che torno a casa non voglio più sentire né l’odore né il sapore del mais per almeno qualche mese! In questa guida ho raccolto le regioni, le città e i luoghi più belli da visitare, per aiutarvi a scegliere da dove iniziare a scoprire questo Paese incredibile.

State organizzando il viaggio?
In questo articolo trovate le città, le regioni e i luoghi più belli da visitare. Per documenti, voli, trasporti, sicurezza, periodo migliore e altri aspetti pratici potete leggere la mia guida su come organizzare un viaggio in Messico fai da te.
Cosa vedere in Messico: le regioni e i luoghi più belli
Con una superficie quasi sette volte quella dell’Italia, il Messico non è un Paese che si possa visitare tutto in un unico viaggio. Le distanze sono enormi e ogni regione ha paesaggi, tradizioni e caratteristiche molto diverse. Per aiutarvi a scegliere cosa vedere, ho quindi suddiviso le destinazioni per area geografica, partendo da Città del Messico e arrivando fino allo Yucatán, alla costa del Pacifico e alla Baja California.
Città del Messico e il Messico centrale
Molti viaggi in Messico iniziano proprio dalla capitale, dove probabilmente atterrerete anche voi, arrivando dall’Europa. Anche se decidete di proseguire verso altre regioni, non consideratela soltanto uno scalo: Città del Messico è una metropoli sconfinata (è grande tipo il Lazio per capirsi..) e nei dintorni ci sono magnifici siti archeologici, città coloniali e alcune delle testimonianze storiche più importanti del Paese.
- Città del Messico: è una città immensa, non solo per numero di abitanti ma anche per l’estensione della sua area metropolitana, che sembra non finire mai. Tra il centro storico, il Museo Nazionale di Antropologia, il Bosque de Chapultepec, i quartieri di Roma e Condesa, i canali di Xochimilco e la Basilica di Nostra Signora di Guadalupe, uno dei luoghi di pellegrinaggio cattolico più importanti al mondo, merita almeno tre o quattro giorni. Trovate tutte le informazioni nel mio articolo su cosa vedere a Città del Messico.
- Teotihuacán: situata circa 50 km a nord-est della capitale, è una delle aree archeologiche più importanti del Messico. La Piramide del Sole, la Piramide della Luna e la Calzada de los Muertos si possono visitare facilmente con un’escursione giornaliera da Città del Messico. Io l’ho vista anche dall’alto durante il mio primo volo in mongolfiera ed è stata un’esperienza bellissima.
- Puebla e Cholula: Puebla è una splendida città coloniale famosa per le facciate decorate con maioliche, le chiese e la sua tradizione gastronomica. A pochi chilometri si trova Cholula, conosciuta per la grande piramide preispanica sormontata dal Santuario de Nuestra Señora de los Remedios e per la vista sul vulcano Popocatépetl.



Il Messico centro-occidentale: Guanajuato, Jalisco e Michoacán
Il Messico centro-occidentale è una delle aree culturalmente più ricche del Paese, tra città coloniali, tradizioni indigene, artigianato, musica mariachi e distese di agave blu. È anche una zona molto meno frequentata dal turismo italiano rispetto allo Yucatán, nonostante racchiuda alcune delle città più belle che abbia visto in Messico.
- Guanajuato: costruita tra colline, vicoli colorati, scalinate e tunnel sotterranei, è una delle città coloniali più scenografiche del Paese. Il suo centro storico è Patrimonio UNESCO e conserva palazzi, piazze, chiese e teatri legati al ricco passato minerario della città. Trovate tutte le informazioni nel mio articolo su cosa vedere a Guanajuato.
- San Miguel de Allende: è una città meravigliosa, elegante e incredibilmente curata, dominata dalla scenografica Parroquia de San Miguel Arcángel. Da decenni richiama artisti ed expat, soprattutto americani (purtroppo), che si trasferiscono qui per dipingere, frequentare corsi e dedicarsi alle attività creative. Il risultato è una città piena di gallerie, laboratori, boutique e locali molto belli.
- Guadalajara: seconda città più grande del Messico e capitale dello Stato di Jalisco, è considerata la culla della musica mariachi e della tradizione charra. Oltre al centro storico, meritano una visita i quartieri e i comuni vicini di Tlaquepaque e Tonalá, conosciuti per le botteghe, i mercati e l’artigianato locale. È anche una città universitaria molto molto vivace.
- Tequila: questa piccola cittadina circondata da campi di agave blu mi è piaciuta moltissimo! È uno dei Pueblos Mágicos del Messico e il suo centro è raccolto ma davvero bello. Ci sono edifici colorati, locali tradizionali e le storiche distillerie dove viene prodotto il distillato più famoso del Messico. Merita una visita a prescindere, Tequila a parte. Tra l’altro sapete che il 99% della Tequila mondiale viene prodotta qui e nei dintorni? Pazzesco.
- Morelia: capitale del Michoacán, è una raffinata città coloniale costruita in gran parte con la caratteristica pietra rosa della regione. Il cuore della città è la grande cattedrale barocca, circondata da piazze, portici, palazzi storici e locali. Può essere utilizzata anche come punto di partenza per esplorare Pátzcuaro e i villaggi circostanti.
- Pátzcuaro e i villaggi del lago: questa zona del Michoacán conserva una forte identità purépecha ed è particolarmente suggestiva durante il Día de los Muertos, quando cimiteri, case e barche vengono decorati con candele e fiori di cempasúchil. Oltre a Pátzcuaro meritano una visita l’isola di Janitzio, Tzintzuntzan e gli altri villaggi affacciati sul lago. Ho raccontato storia, significato e celebrazioni nella mia guida al Día de los Muertos in Messico.



Puerto Vallarta e la Riviera Nayarit
Affacciate sulla grande Bahía de Banderas, Puerto Vallarta e la vicina Riviera Nayarit permettono di abbinare spiagge, piccoli centri costieri ed escursioni in barca. L’atmosfera cambia molto da una località all’altra: si passa dai grandi resort alle baie raggiungibili soltanto via mare, fino ai paesi frequentati da surfisti, artisti e nomadi digitali.
- Puerto Vallarta: è una località molto sviluppata e commerciale, con grandi alberghi, ristoranti, locali e un lungomare sempre animato. Non è particolarmente affascinante, ma rappresenta una base comoda grazie all’aeroporto internazionale e ai numerosi collegamenti. Da qui si possono raggiungere facilmente Yelapa, le Islas Marietas e le altre località della Bahía de Banderas.
- Yelapa e la costa meridionale: situata a sud di Puerto Vallarta, Yelapa è veramente una chicca che si raggiunge praticamente solo in barca. La baia è circondata dalla vegetazione e, oltre alla spiaggia, si possono raggiungere a piedi alcune cascate. Lungo questo tratto di costa si trovano anche piccole baie carine come Las Ánimas e Quimixto.
- Islas Marietas: questo piccolo arcipelago protetto si trova al largo della Riviera Nayarit ed è conosciuto per le acque trasparenti, gli uccelli marini e la celebre Playa del Amor, nascosta all’interno di una cavità rocciosa. L’accesso è regolamentato e non tutti i tour includono lo sbarco sulla spiaggia, quindi controllate con attenzione cosa prevede l’escursione.
- Sayulita: colorata, vivace e molto turistica, è una delle località più conosciute della Riviera Nayarit. È famosa soprattutto per il surf, ma anche per i ristoranti, i negozietti e la vita serale. Negli ultimi anni è diventata parecchio affollata e internazionale, quindi non aspettatevi esattamente un villaggio segreto.
- San Pancho: ufficialmente San Francisco, è più piccola e tranquilla rispetto a Sayulita, pur avendo diversi ristoranti, caffè e strutture curate. Ha una bella spiaggia sull’Oceano Pacifico e un’atmosfera artistica e rilassata. Tra le due, personalmente, ho preferito San Pancho.



La Baja California
La penisola della Baja California si allunga per oltre 1.200 km tra l’Oceano Pacifico e il Mare di Cortez e alterna città di confine, deserti, montagne, baie protette e spiagge praticamente incontaminate. Le distanze sono notevoli, quindi per visitarla bisogna scegliere una zona oppure organizzare un vero viaggio on the road di almeno 7-10 giorni.
- Tijuana: situata al confine con gli Stati Uniti, è una città caotica, multiculturale e molto diversa dalle località balneari della Baja California Sur. Più che per i monumenti, vale la pena visitarla per l’atmosfera di frontiera, l’arte urbana, i mercati, i locali e una scena gastronomica decisamente vivace.
- La Paz: affacciata sul Mare di Cortez, è una delle basi migliori per esplorare la Baja California Sur. Ha un piacevole lungomare, un centro tranquillo e permette di raggiungere Playa Balandra, Isla Espíritu Santo e numerose altre spiagge. Nei mesi invernali da La Paz partono anche escursioni per avvistare e nuotare con gli squali balena.
- Playa Balandra: situata a circa 25 km da La Paz, è una delle spiagge più famose del Messico. La baia è protetta, l’acqua è bassa e trasparente e il paesaggio è circondato da colline desertiche. Il suo simbolo è El Hongo, una formazione rocciosa modellata dal vento e dall’erosione.
- Isla Espíritu Santo: questo arcipelago protetto si raggiunge in barca da La Paz ed è uno dei luoghi più belli del Mare di Cortez. Le escursioni attraversano baie deserte e acque abitate da tartarughe, delfini, mante e numerose specie di uccelli; in determinati periodi è possibile fare snorkeling vicino alle colonie di leoni marini.
- Todos Santos: è un piccolo Pueblo Mágico situato tra il deserto e l’Oceano Pacifico. È conosciuto per le case colorate, le gallerie d’arte, gli hotel boutique e l’atmosfera rilassata. Nei dintorni si trovano alcune belle spiagge, molto frequentate dai surfisti ma non sempre adatte alla balneazione a causa delle correnti.
- Los Cabos: all’estremità meridionale della penisola, comprende Cabo San Lucas, San José del Cabo e il corridoio costiero che le collega. È la zona più turistica e sviluppata della Baja California Sur, con resort, locali ed escursioni in barca. Tra dicembre e marzo da Cabo San Lucas partono anche numerosi tour per osservare le megattere.
- Loreto: più tranquilla rispetto a Los Cabos, Loreto conserva un piccolo centro storico e una delle missioni più importanti della penisola. È la base per esplorare il Parque Nacional Bahía de Loreto e le sue isole. Tra gennaio e marzo si organizzano inoltre escursioni per osservare le balenottere azzurre, gli animali più grandi del pianeta.
- Guerrero Negro, Laguna San Ignacio e Bahía Magdalena: sono le località principali per osservare le balene grigie, che raggiungono le lagune della costa pacifica per riprodursi e partorire. Le escursioni partono soprattutto da Guerrero Negro, San Ignacio, Puerto Adolfo López Mateos e Puerto San Carlos, generalmente tra l’inverno e l’inizio della primavera.



Oaxaca e la costa meridionale del Pacifico
Lo Stato di Oaxaca racchiude una buona parte di ciò che amo del Messico: città coloniali, siti archeologici, tradizioni ancora fortissime, villaggi artigianali, montagne e una lunga costa affacciata sul Pacifico. Le distanze sono maggiori di quanto sembrino sulla mappa, quindi per visitare sia l’entroterra sia il mare servono almeno una decina di giorni.
- Oaxaca de Juárez: finora è probabilmente la mia città preferita in Messico. Negli ultimi anni ha attirato tantissimi expat, artisti e nomadi digitali, ma continua a conservare un’identità molto forte, visibile soprattutto durante il Día de los Muertos, ma non solo. È inoltre considerata la capitale gastronomica del Paese, anche se sapete già come la penso io sul mais (e sul mole) a oltranza! Nella mia guida trovate tutte le informazioni su cosa vedere a Oaxaca de Juárez.
- Monte Albán: costruita sulla sommità di una montagna che domina la valle di Oaxaca, fu una delle città più importanti della civiltà zapoteca. La sua posizione e le grandi piazze cerimoniali la rendono uno dei siti archeologici più spettacolari del Messico. Ve ne parlo più approfonditamente nell’articolo su cosa vedere nello Stato di Oaxaca.
- Hierve el Agua: queste particolari formazioni minerali ricordano delle cascate pietrificate e si affacciano su un bellissimo paesaggio montano. È possibile camminare lungo i sentieri panoramici e raggiungere le vasche naturali, anche se la quantità d’acqua varia a seconda della stagione (ve ne parlato più in dettaglio sempre qui).
- Mitla e i villaggi artigianali: Mitla è conosciuta per le decorazioni geometriche dei suoi edifici zapotechi, uniche tra i siti archeologici messicani. Nei dintorni si trovano villaggi specializzati nella produzione di tessuti, ceramiche nere, alebrijes e mezcal, perfetti per conoscere meglio l’artigianato e le tradizioni della regione (ve ne parlato più in dettaglio sempre qui).
- Puerto Escondido: è diventata una delle destinazioni balneari più frequentate della costa pacifica messicana e ha raccolto l’eredità turistica di Acapulco, oggi fortemente penalizzata dai gravi problemi di sicurezza legati ai narcos nello Stato di Guerrero. Puerto Escondido è famosa soprattutto per il surf, le lunghe spiagge e una scena di ristoranti e locali in continua crescita.
- Mazunte e Zipolite: sono due piccoli villaggi costieri molto hipster e decisamente scialli, perfetti per chi cerca un’atmosfera più rilassata rispetto a Puerto Escondido. Mazunte è raccolta intorno a una piccola baia ed è conosciuta anche per Punta Cometa, top per il tramonto, mentre Zipolite ha una spiaggia lunghissima, locali informali e un’anima più alternativa.



Il Chiapas
Il Chiapas è una delle regioni più verdi, selvagge e culturalmente complesse del Messico. Confina con il Guatemala e conserva una fortissima presenza indigena, visibile nelle lingue, nei mercati, nell’abbigliamento e nelle tradizioni. Qui si alternano città coloniali, villaggi, canyon, cascate e siti maya nascosti nella foresta.
- San Cristóbal de Las Casas: è un altro Pueblo Mágico che amo particolarmente. Sarà per le case colorate, i mercati, la presenza delle comunità indigene o la sua storia politica e culturale, ma l’energia di San Cristóbal è davvero tangibile. Nel mio articolo su cosa vedere in Chiapas in una settimana trovate tutte le informazioni sulla città e sulle altre località della regione che vi racconto qui sotto.
- San Juan Chamula e Zinacantán: questi due villaggi tzotzil si trovano nei dintorni di San Cristóbal e permettono di avvicinarsi alle tradizioni delle comunità indigene. San Juan Chamula è celebre soprattutto per i particolari rituali celebrati nella sua chiesa (mai visto un posto così assurdo in vita mia), mentre Zinacantán è conosciuta per i tessuti ricamati e la coltivazione dei fiori.
- Cañón del Sumidero: le sue pareti rocciose si innalzano per centinaia di metri lungo il Río Grijalva e si possono ammirare con un’escursione in barca da Chiapa de Corzo. Durante la navigazione è possibile avvistare coccodrilli, scimmie e numerose specie di uccelli. Bellissimo!
- Palenque: immerso nella foresta tropicale, è uno dei siti archeologici maya più affascinanti del Messico. Templi, palazzi e bassorilievi emergono tra la vegetazione, spesso accompagnati dal verso delle scimmie urlatrici. Soltanto una parte dell’antica città è stata riportata alla luce. Camminando qui ci si sente molto Indiana Jones.
- Agua Azul: una successione di cascate e piscine naturali circondate dalla vegetazione. Il colore dell’acqua cambia in base alle piogge e può essere meno azzurro durante la stagione umida, ma l’insieme delle cascate rimane comunque molto scenografico.
- Roberto Barrios: situate vicino a Palenque, queste cascate sono formate da diversi salti, piscine e terrazze naturali. Sono generalmente meno affollate rispetto ad Agua Azul e permettono di fermarsi più a lungo, camminando tra i vari livelli e facendo il bagno dove le condizioni lo consentono. Le ho amate moltissimo.



Yucatán e Riviera Maya
La penisola dello Yucatán è la regione più conosciuta e visitata del Messico, grazie anche ai voli diretti dall’Italia, ma sarebbe un peccato ridurla ai resort della Riviera Maya. Oltre alle spiagge caraibiche, qui si trovano città coloniali, siti archeologici maya, cenotes, riserve naturali e piccoli centri che conservano ancora un’atmosfera decisamente più messicana.
- Mérida: è una città coloniale stupenda, elegante e vivace, con palazzi colorati, mercati, musei e numerosi eventi culturali. È anche una base strategica per visitare Uxmal, i cenotes e le haciendas della regione. Nel mio articolo su cosa vedere nello Yucatán in due settimane trovate tutte le informazioni su Mérida e sulle altre località della penisola che vi racconto qui sotto.
- Valladolid: più piccola e raccolta rispetto a Mérida, è una delle città coloniali più piacevoli dello Yucatán. Le case colorate, il convento di San Bernardino da Siena e il cenote situato praticamente in centro la rendono una tappa perfetta, oltre che una base comoda per raggiungere Chichén Itzá.
- Chichén Itzá: è il sito archeologico maya più famoso del Messico e una delle sette meraviglie del mondo. La Piramide di Kukulkán è il suo monumento più conosciuto, ma l’area comprende anche il grande campo del gioco della pelota, il Tempio dei Guerrieri e l’osservatorio astronomico.
- Uxmal: secondo me è uno dei siti archeologici più belli di tutto il Messico e rimane ancora piuttosto sottovalutato rispetto a Chichén Itzá. Gli edifici in stile Puuc sono ricoperti da decorazioni elaborate e la Piramide dell’Indovino domina un complesso armonioso, immerso nella vegetazione e generalmente meno affollato.
- I cenotes: la penisola dello Yucatán ne ospita migliaia, completamente aperti, semiaperti oppure nascosti all’interno di grotte. Alcuni sono ormai molto turistici, mentre altri si trovano vicino a piccoli villaggi e vengono gestiti dalle comunità locali. Fare il bagno in almeno uno è praticamente obbligatorio.
- Bacalar: semplicemente meravigliosa. La grande Laguna dei Sette Colori cambia continuamente tonalità, passando dal turchese al blu intenso, ed è perfetta da esplorare in barca, kayak o SUP. Non si trova propriamente sul mare, ma l’acqua è così trasparente che difficilmente ne sentirete la mancanza.
- Tulum: le rovine maya affacciate sul Mar dei Caraibi occupano una posizione spettacolare e nei dintorni si trovano spiagge, cenotes e la Riserva di Sian Ka’an. Peccato che Tulum sia diventata estremamente commerciale, costosa e molto diversa dalla località rilassata di qualche anno fa. La crescita turistica è stata accompagnata anche da episodi legati alla criminalità organizzata, quindi è bene prestare attenzione soprattutto di notte e nei locali. Trovate consigli e informazioni aggiornate nella mia guida su cosa vedere a Tulum.
- Holbox: questa lunga e stretta isola a nord della penisola è molto chill e rilassata. È conosciuta per le strade sabbiose, le spiagge, i tramonti e la possibilità di avvistare gli squali balena durante la stagione autorizzata. Anche Holbox è diventata molto turistica, ma conserva un ritmo più lento rispetto alla Riviera Maya.
- Cozumel e Isla Mujeres: Cozumel è una delle destinazioni migliori del Messico per immersioni e snorkeling grazie alla barriera corallina, mentre Isla Mujeres è più piccola e famosa per Playa Norte. Entrambe sono facili da raggiungere dalla Riviera Maya, rispettivamente da Playa del Carmen e da Cancún.



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Quale zona del Messico scegliere
Scegliere quale parte del Messico visitare dipende soprattutto dal tempo a disposizione, dal periodo dell’anno e dal tipo di viaggio che state cercando. Le distanze sono enormi e, a meno che non abbiate diverse settimane, è molto meglio concentrarsi su una o due regioni invece di provare a inserire tutto nello stesso itinerario.
| Se cercate… | Zona del Messico consigliata | Perché sceglierla |
| Grandi città, musei e siti archeologici | Città del Messico e Messico centrale | È la scelta migliore per un primo viaggio culturale, tra la capitale, Teotihuacán, Puebla e Cholula. |
| Città coloniali, arte e tradizioni | Guanajuato, Jalisco, Michoacán o Oaxaca | Sono le regioni culturalmente più ricche, con città coloniali, siti zapotechi, villaggi artigianali, gastronomia e spiagge. |
| Día de los Muertos | Michoacán oppure Oaxaca | Pátzcuaro e i villaggi del lago conservano celebrazioni molto tradizionali; Oaxaca offre un’atmosfera più urbana e festosa. |
| Mare, surf e vita sociale | Puerto Vallarta e Riviera Nayarit | È la zona adatta per abbinare spiagge, locali, piccoli villaggi costieri ed escursioni in barca. |
| Deserto, mare e fauna marina | Baja California | Perfetta per un viaggio on the road tra spiagge, isole, paesaggi desertici, squali balena e avvistamenti di balene. |
| Natura, comunità indigene e archeologia | Chiapas | La scelta migliore per combinare città coloniali, villaggi, canyon, cascate e siti maya immersi nella foresta. |
| Siti maya, cenotes e mare caraibico | Yucatán e Riviera Maya | È la regione più semplice da organizzare e permette di alternare archeologia, città coloniali, isole e spiagge. |
Se state ancora scegliendo la destinazione o il periodo della partenza, nella mia guida su dove andare in Centro e Sud America in inverno e in estate trovate un confronto tra il Messico e altri Paesi dell’America Latina.

Quanti giorni servono per visitare il Messico?
Per un primo viaggio in Messico servono almeno 15 giorni, concentrandosi però su una sola regione oppure su due aree ben collegate. Con tre settimane è possibile combinare più tappe senza trascorrere metà del viaggio tra aeroporti e autobus; per attraversare diverse regioni del Paese con un ritmo piacevole, invece, sarebbe necessario almeno un mese. Il Messico è enorme e voler vedere tutto durante un unico viaggio è praticamente impossibile: meglio scegliere poche zone e lasciare qualcosa per la volta successiva, tanto vorrete quasi sicuramente tornarci. Per itinerari dettagliati, trasporti e informazioni pratiche potete leggere la mia guida su come organizzare un viaggio in Messico fai da te.

FAQ su cosa vedere in Messico
Non esiste una risposta assoluta, perché dipende dal tipo di viaggio che state cercando. Per me Oaxaca de Juárez è una delle città più belle, il Chiapas vince per natura e cultura indigena, mentre lo Yucatán è imbattibile se volete abbinare siti archeologici, cenotes e mare caraibico, ma ho amato moltissimo anche San Miguel de Allende e Guanajuato, nello stato omonimo.
Tra le città più belle del Messico inserirei Città del Messico, Oaxaca de Juárez, Guanajuato, San Miguel de Allende, San Cristóbal de Las Casas, Mérida e Valladolid. Sono molto diverse tra loro: si passa da metropoli immense a città coloniali e piccoli centri legati alle tradizioni indigene.
Durante un primo viaggio partirei da Città del Messico e aggiungerei una macroregione in base al tempo e agli interessi. Oaxaca e Chiapas sono perfetti per cultura, natura e tradizioni; lo Yucatán è più semplice da organizzare e permette di combinare archeologia, cenotes e mare.
Il Chiapas è più adatto a chi cerca natura, comunità indigene, cascate e siti archeologici immersi nella foresta. Lo Yucatán offre città coloniali, grandi siti maya, cenotes, isole e spiagge caraibiche. Il primo è generalmente più avventuroso, il secondo è meglio per chi vuole fare più vita da spiaggia.
La Riviera Maya e le isole caraibiche sono la scelta più semplice per spiagge, mare balneabile e servizi turistici, ma occhio al sargasso! Tra la primavera e l’estate questa alga infestante può accumularsi su alcune spiagge caraibiche e rendere la balneazione poco piacevole o, nei giorni peggiori, impossibile. La situazione varia molto da una località all’altra e può cambiare rapidamente.. La costa di Oaxaca è più informale e adatta anche al surf, mentre la Riviera Nayarit si abbina bene a un itinerario tra Guadalajara, Tequila e Jalisco. Anche la Baja California ha spiagge pazzesche ed è ideale soprattutto per gli amanti dei paesaggi desertici, delle escursioni in barca e della fauna marina.
Sì, è molto facile concludere un viaggio in Messico con qualche giorno di mare. Potete scegliere lo Yucatán e la Riviera Maya, raggiungere Puerto Escondido, Mazunte o Zipolite dopo Oaxaca oppure terminare un itinerario nel Messico centro-occidentale tra Puerto Vallarta e la Riviera Nayarit.


