La Patagonia è un sogno. Un viaggio in Patagonia e nella Terra del Fuoco significa immergersi in una delle ultime grandi terre selvagge del pianeta, dove la natura domina incontrastata tra ghiacciai millenari, montagne spettacolari, laghi color smeraldo, steppe infinite e una fauna incredibile. È un viaggio mitico, che segue le tracce dei grandi esploratori e alpinisti che hanno contribuito a rendere leggendaria questa terra, da Bruce Chatwin a Walter Bonatti. Per me è stato il viaggio di una vita. L’ho sognato, studiato e organizzato per anni prima di partire la prima volta e, da allora, ci sono tornata altre due volte (una delle quali per imbarcarmi verso l’Antartide), continuando a esplorare nuove zone della Patagonia argentina e cilena. Io, animale di città, mi sono ritrovata completamente sopraffatta dalla bellezza della natura in tutte le sue forme. È difficile spiegare a parole cosa si prova davanti a certi paesaggi: bisogna andarci per capirlo davvero!
In questa guida trovate tutto quello che avrei voluto sapere prima di partire: quando andare, quanti giorni servono, come muoversi, quanto costa un viaggio, le tappe imperdibili, gli itinerari migliori e tanti consigli pratici per organizzare un viaggio in Patagonia fai da te, sia che vogliate visitare la Patagonia argentina, quella cilena o entrambe.

Dove si trova la Patagonia e come è divisa
La Patagonia è una vasta regione geografica situata all’estremità meridionale del Sud America, condivisa tra Argentina e Cile. Si estende per oltre 1 milione di km², dalle rive del fiume Colorado fino alla Terra del Fuoco, attraversando alcuni dei paesaggi più spettacolari del pianeta: montagne, ghiacciai, laghi, foreste, steppe sconfinate e fiordi. È talmente grande che sarebbe impossibile visitarla tutta in un solo viaggio, motivo per cui è importante capire come è suddivisa prima di organizzare l’itinerario.
Dal punto di vista turistico, possiamo dividere la Patagonia in cinque grandi aree, ognuna con caratteristiche molto diverse:
Regione dei Laghi (Patagonia argentina nord)
La Regione dei Laghi è la porta d’ingresso alla Patagonia argentina per chi arriva da nord. Qui dominano foreste, laghi glaciali e montagne, con Bariloche come città simbolo. È una zona perfetta per chi ama i trekking, gli sport all’aria aperta e i road trip panoramici, come la celebre Ruta de los Siete Lagos. Bariloche è inoltre la principale località sciistica dell’Argentina e d’inverno (ovvero durante la nostra estate) è presa d’assalto dagli sciatori e dagli amanti di tutti gli sport invernali. Se avete almeno 3 o 4 giorni a disposizione, secondo me vale assolutamente la pena inserirla nell’itinerario.
Trovate tutte le informazioni QUI: Cosa vedere e cosa fare a Bariloche
Costa Atlantica e Penisola di Valdés
La costa orientale della Patagonia argentina offre paesaggi completamente diversi rispetto alla zona andina. La protagonista assoluta è la Penisola di Valdés, Patrimonio UNESCO e una delle riserve naturali più importanti del Sud America. A seconda della stagione potrete osservare balene franche australi, orche, elefanti marini, leoni marini, pinguini di Magellano e guanachi. Se il vostro sogno è un viaggio dedicato alla fauna selvatica, questa è una delle tappe più spettacolari dell’intera Patagonia. Io non ci sono ancora stata ma è in programma.

Patagonia argentina meridionale
È la Patagonia che tutti immaginano quando pensano a questa parte di mondo. Qui si trovano alcune delle attrazioni più famose dell’Argentina, come El Calafate con il maestoso ghiacciaio Perito Moreno, El Chaltén, considerata la capitale argentina del trekking ai piedi del Fitz Roy e del Cerro Torre, e Ushuaia, la città più australe del mondo, porta d’accesso alla Terra del Fuoco e alle spedizioni verso l’Antartide.
Patagonia cilena
Ancora più selvaggia e meno urbanizzata rispetto a quella argentina, la Patagonia cilena è il regno dei grandi spazi e dei trekking spettacolari. Qui si trovano il Parco Nazionale Torres del Paine, Puerto Natales, Punta Arenas e la celebre Carretera Austral, una delle strade panoramiche più belle del mondo. Se amate la natura incontaminata e i paesaggi estremi, probabilmente sarà la parte di Patagonia che vi conquisterà di più.
Trovate tutti gli approfondimenti QUI: Patagonia cilena e Cile del Sud: Torres del Paine, Chiloè e i laghi
Terra del Fuoco
La Terra del Fuoco è un arcipelago condiviso tra Argentina e Cile, separato dal continente dal famoso stretto di Magellano (sì, quello che avete studiato alle elementari sul sussidiario). La sua località più celebre è Ushuaia, venduta come la “fine del mondo”, o la località più australe del pianeta, in realtà non lo è, perchè il primato assoluto spetta al piccolo insediamento cileno di Puerto Williams. La Terra del Fuoco comprende parchi nazionali, ghiacciai, canali e isole battute dal vento, dove la natura regna incontrastata. Per molti viaggiatori rappresenta il punto più emozionante dell’intero viaggio e, per chi decide di spingersi ancora più a sud, è anche il punto di partenza delle spedizioni verso l’Antartide (come ha fatto la sottoscritta!).
LEGGI anche: Ushuaia e la Terra del Fuoco, un viaggio alla fine del mondo

Patagonia argentina o Patagonia cilena: quale scegliere?
Non esiste una risposta giusta: la Patagonia argentina e quella cilena sono entrambe spettacolari, ma offrono esperienze piuttosto diverse. Se avete tempo, il mio consiglio è di visitarle entrambe, perché si completano a vicenda. Se invece dovete scegliere, ecco le principali differenze.
Patagonia argentina | Patagonia cilena |
| Più facile da organizzare | Più selvaggia e meno battuta |
| Strade e collegamenti generalmente migliori | Distanze maggiori e logistica più complessa |
| Bariloche, Penisola di Valdes, Ghiacciaio Perito Moreno, El Chalten (Fitz Roy e Cerro Torre), Ushuaia | Torres del Paine, Capilla de Marmol, Carretera Austral, Punta Arenas |
| Più servizi turistici | Più natura incontaminata |
| Ideale per un primo viaggio | Perfetta per chi cerca un’avventura più autentica |
La Patagonia cilena, invece, ha un’anima più selvaggia. Al di fuori del celeberrimo Parco Nazionale Torres del Paine con il Circuito W, è ancora relativamente poco conosciuta dal turismo internazionale e richiede un po’ più di tempo e di organizzazione. La Carretera Austral, ad esempio, è in buona parte sterrata e attraversa una delle aree più remote e spettacolari del Cile, tra ghiacciai, fiordi, foreste pluviali e montagne. Nel caso sceglieste questa, vi consiglio di abbinarla alla Regione dei Laghi, che si trova sempre nel sud del Cile. Qui troverete magnifici boschi di araucarie millenarie, vulcani, terme naturali e parchi nazionali poco conosciuti. Se avete almeno tre settimane a disposizione, questa combinazione permette di scoprire un volto del Cile ancora autentico e sorprendentemente meno turistico. Personalmente faccio fatica a scegliere tra le due e in realtà, e non è neanche necessario farlo. Nel mio primo viaggio in Patagonia, ad esempio, ho zigzagato tra le due, come fanno in molti (vedi anche gli itinerari qui sotto). Per scegliere le tappe e costruire il vostro itinerario, vi consiglio di leggere anche la mia guida su come organizzare un viaggio in Argentina.
Se volete farvi un’idea.. questo è il video del mio primo viaggio in Patagonia e Terra del Fuoco, con finale a Buenos Aires:

Quanti giorni servono per visitare la Patagonia?
La Patagonia è enorme. Per darvi un’idea, la distanza tra Bariloche e Ushuaia è di oltre 2.000 km, praticamente quanto quella tra Milano e Copenaghen. Per questo motivo, secondo me, ha poco senso affrontare un viaggio fin qui per meno di due settimane, a meno che non vogliate concentrarvi su una sola area. Qui sotto trovate alcuni itinerari indicativi in base al tempo a disposizione. Naturalmente le combinazioni possibili sono tantissime e dipendono anche dalla stagione, dai vostri interessi e dal mezzo di trasporto scelto.
Itinerario di 7-10 giorni
Lo consiglio solo se volete concentrarvi su una zona specifica. Ad esempio potreste scegliere Buenos Aires +:
- El Calafate + Perito Moreno + El Chaltén
- Ushuaia e Terra del Fuoco
- Torres del Paine e la Patagonia cilena
- Bariloche e la Regione dei Laghi
Itinerario di 14 giorni
Con due settimane si riesce a vedere una buona parte della Patagonia meridionale, anche se bisogna fare qualche scelta. Un possibile itinerario potrebbe essere:
- El Calafate e il Perito Moreno
- El Chaltén
- Torres del Paine
- Ushuaia e la Terra del Fuoco
- Buenos Aires

Itinerario di 3 settimane
Tre settimane sono, secondo me, la durata ideale per un primo viaggio. Consentono di esplorare sia la Patagonia argentina sia quella cilena con ritmi più rilassati e senza passare metà vacanza su autobus o aerei. Indicativamente potreste includere:
- Bariloche e la Regione dei Laghi
- El Calafate e il Perito Moreno
- El Chaltén
- Torres del Paine
- Punta Arenas
- Ushuaia e la Terra del Fuoco
- Buenos Aires/Santiago del Cile
Se invece cercate un itinerario già collaudato, trovate qui il mio viaggio di 3 settimane tra Cile e Argentina.
Itinerario di 1 mese
Se avete un mese a disposizione, potete costruire un viaggio davvero completo, includendo anche alcune zone meno conosciute ma spettacolari. Ad esempio:
- Bariloche e la Regione dei Laghi
- Penisola Valdés
- El Calafate e il Perito Moreno
- El Chaltén
- Torres del Paine
- Punta Arenas
- Ushuaia e la Terra del Fuoco
Con un mese avrete anche il tempo di fermarvi più a lungo nei luoghi che vi piacciono di più e affrontare con maggiore tranquillità eventuali giornate di maltempo, che in Patagonia fanno parte del viaggio.
Vuoi una consulenza personalizzata sull’itinerario? CONTATTAMI tramite questo form e ti aiuterò ad organizzare il tuo viaggio (itinerario day-by-day dettagliato, attività e strutture consigliate, mezzi di trasporto, etc)

Quando andare in Patagonia e Terra del Fuoco
La Patagonia può essere visitata durante tutto l’anno, ma il periodo migliore dipende dal tipo di viaggio che avete in mente. Io ci sono sempre stata durante l’estate australe, tra dicembre e febbraio, e continuo a pensare che sia la stagione ideale per un primo viaggio. Tenete però presente che il clima cambia parecchio tra il nord e il sud della Patagonia: nello stesso itinerario potreste passare dai 30 °C di Santiago del Cile o Buenos Aires ai 6-8 °C di Ushuaia, nella Terra del Fuoco. Uno degli aspetti più belli dell’estate australe sono le giornate lunghissime: in Patagonia il sole tramonta molto tardi e, a Ushuaia, può esserci luce fino alle 22:30-23:00, permettendovi di sfruttare al massimo ogni giornata.
Ecco i pro e i contro di ogni stagione.
- Primavera (settembre-novembre): le temperature iniziano a salire, le giornate si allungano e la natura si risveglia. È un ottimo periodo per chi vuole trovare meno turisti rispetto all’estate e godersi i paesaggi in fiore. Il meteo rimane però piuttosto variabile e il vento può essere intenso.
- Estate (dicembre-febbraio): è il periodo migliore per un primo viaggio in Patagonia. Le temperature sono generalmente miti, quasi tutti i sentieri e le escursioni sono aperti e le giornate sono lunghissime. È anche l’alta stagione, quindi conviene prenotare voli, hotel ed escursioni con largo anticipo (tipo 6 mesi prima o anche di più). Il vento, soprattutto nella Patagonia meridionale, può essere molto forte anche nei mesi estivi.
- Autunno (marzo-maggio): è la stagione ideale per chi ama la fotografia. I boschi si tingono di rosso, giallo e arancione, soprattutto nelle zone di El Chaltén e Bariloche, creando paesaggi spettacolari. Le giornate iniziano però ad accorciarsi e, verso la fine dell’autunno, alcune strutture e servizi turistici riducono l’attività.
- Inverno (giugno-agosto): è il periodo meno indicato per un itinerario classico. Le temperature si abbassano molto e le ore di luce sono poche; molte escursioni e sentieri vengono chiusi e alcuni collegamenti sono ridotti. Può essere invece una buona scelta se volete praticare sport invernali a Bariloche o Ushuaia.
Se andate in Patagonia per la prima volta, vi consiglio di programmare il viaggio tra novembre e marzo. Anche in questo periodo, però, non fatevi mai ingannare dal meteo. In Patagonia il tempo può cambiare completamente nel giro di pochi minuti e potreste passare dal sole a una pioggia battente, per poi ritrovarvi di nuovo con il cielo sereno. Anche in piena estate le temperature possono abbassarsi rapidamente, soprattutto quando si alza il vento. Vestitevi sempre a strati e tenete nello zaino un guscio antivento e impermeabile.
Dai un’occhiata anche qui: Viaggio in Sudamerica: dove andare in inverno e in estate

Come arrivare in Patagonia
La Patagonia è immensa e non esiste un unico aeroporto di riferimento: la scelta dipende dall’itinerario che avete in mente. Dall’Italia è quasi sempre necessario effettuare almeno uno scalo in Europa e uno in Sud America. Attualmente ITA Airways è l’unica compagnia che collega direttamente l’Italia a Buenos Aires.
- Da Buenos Aires. Se avete intenzione di visitare la Patagonia argentina, la soluzione più comoda è arrivare a Buenos Aires e proseguire poi con un volo interno. Ogni giorno partono numerosi collegamenti per El Calafate, Ushuaia, Bariloche e Trelew (per la Penisola di Valdés).
- Da Santiago del Cile. Se invece il vostro itinerario si concentra sulla Patagonia cilena, conviene arrivare a Santiago del Cile. Da qui partono voli interni per Punta Arenas, porta d’accesso al Parco Nazionale Torres del Paine, per Temuco e per Puerto Montt, perfette per visitare la Regione dei Laghi, i parchi dell’Araucanía o per percorrere poi la Carretera Austral, come ho fatto io durante uno dei miei viaggi.
- Come raggiungere Ushuaia. Ushuaia è raggiungibile facilmente in aereo da Buenos Aires e, in alta stagione, anche da altre città argentine, come El Calafate. Se avete abbastanza tempo, però, il mio consiglio è quello di raggiungere Ushuaia via terra, attraversando la Patagonia argentina e cilena e, con il traghetto, anche il mitico Stretto di Magellano: tutta un’altra emozione!

Come muoversi in Patagonia
Autobus
Se avete tempo, secondo me l’autobus è il mezzo migliore per spostarsi in Patagonia. Lo so, molti preferiscono prendere i voli interni per risparmiare tempo, ma io rifarei questa scelta altre cento volte. Vedere questi paesaggi scorrere dal finestrino è semplicemente impagabile e aiuta davvero a rendersi conto dell’immensità della Patagonia. Se viaggiate low-cost, inoltre, percorrere alcune tratte lunghe con gli autobus notturni vi aiuterà a contenere i costi (tranne quelli del fisioterapista al ritorno, ovvio!). Gli autobus a lunga percorrenza sono generalmente moderni, comodi e puntuali e collegano tutte le principali località della Patagonia argentina e cilena.Nei bus turistici di fascia medio-alta esistono i posti “semi-cama” (con sedile reclinabile a 45°) o i “cama” (con sedile reclinabile a 90°, perfetti per le tratte notturne). In tutti i bus turistici c’è sempre il bagno (anche se l’autobus fa diverse soste per il bagno) e forniscono anche uno snack e una bevanda. Nei viaggi notturni sugli autobus VIP spesso è incluso anche un pasto caldo e diversi snack e bevande. In alta stagione (da dicembre a febbraio) vi consiglio di prenotare i biglietti con un pò di anticipo, soprattutto sulle tratte più richieste. Per consultare gli orari e acquistare i biglietti utilizzo sempre il sito 12Go, che permette di confrontare facilmente le diverse compagnie e prenotare online.
Auto a noleggio
Se avete poco tempo o volete essere completamente autonomi, noleggiare un’auto è sicuramente la soluzione migliore. In alcune zone, poi, è praticamente indispensabile: penso ad esempio ai parchi nazionali di Malalcahuello e Conguillío, in Cile, dove i mezzi pubblici sono praticamente inesistenti, ma anche alla Carretera Austral. Per cercare l’auto utilizzo sempre DiscoverCars, che permette di confrontare facilmente prezzi e compagnie. Il mio consiglio è però di non scegliere automaticamente l’offerta più economica: leggete sempre le recensioni, controllate bene la franchigia, le coperture assicurative e tutte le condizioni del noleggio. Se il vostro itinerario prevede sia la Patagonia argentina sia quella cilena, sappiate che è possibile attraversare il confine con l’auto a noleggio, ma vi faranno pagare un supplemento per la preparazione dei documenti doganali. Se possibile, comunque, cercate di riconsegnare l’auto nello stesso Paese in cui l’avete ritirata. Le riconsegne internazionali sono consentite solo da alcune compagnie e, quando lo sono, prevedono quasi sempre costi molto elevati.
NOTA IMPORTANTE: mi raccomando, ricordatevi di non portare nè frutta nè verdura in auto quando passate la frontiera! Le regole per la contaminazione biologica sono molto strette.

Voli interni
Se avete a disposizione pochi giorni, i voli interni sono spesso la soluzione migliore per coprire le grandi distanze della Patagonia. Sia in Argentina che in Cile esiste una buona rete di collegamenti domestici: oltre alle compagnie di bandiera Aerolíneas Argentinas e LATAM, operano diverse compagnie low cost come JetSMART, presente in entrambi i Paesi, Sky Airline in Cile e Flybondi in Argentina. Il mio consiglio è di prenotare i voli con largo anticipo, soprattutto se viaggiate tra dicembre e febbraio, quando è alta stagione. Questo vale in particolare per le tratte da e per Ushuaia, che sono tra le più richieste e tendono ad aumentare rapidamente di prezzo man mano che ci si avvicina alla partenza. Per evitare possibili problemi, inoltre, ricordatevi di acquistare il volo interno in coincidenza del volo intercontinentale con un bel numero di ore di scalo. Io, per sicurezza, mi tengo sempre almeno mezzo/un giorno jolly a Buenos Aires o Santiago del Cile per questo motivo. Per vedere gli orari e acquistare i voli vi consiglio il sito di Trip.com.
Autostop
Un ultimo mezzo di trasporto che merita una menzione è l’autostop. Potrà sembrare strano, ma in Patagonia è una pratica molto diffusa, sia tra i viaggiatori sia tra la popolazione locale. All’uscita di molti paesi è normalissimo vedere persone in fila con lo zaino e il pollice alzato in attesa di un passaggio. Personalmente non l’ho mai utilizzato, ma ho conosciuto tantissimi viaggiatori che hanno attraversato buona parte dell’Argentina e del Cile in questo modo e si sono trovati bene. Le distanze sono enormi, il traffico è limitato e tra chi vive o viaggia da queste parti c’è ancora un forte spirito di collaborazione. Naturalmente valgono le normali regole di buon senso che si seguirebbero in qualsiasi altra parte del mondo, ma, in generale, l’autostop è considerato un modo piuttosto sicuro per spostarsi. Se avete molto tempo a disposizione e un budget ridotto, può essere un’ottima alternativa ai mezzi pubblici o all’auto a noleggio.

Le tappe imperdibili della Patagonia
La Patagonia è immensa e racchiude decine di luoghi straordinari. Elencarli tutti sarebbe impossibile, anche perché dipende dal tempo che avete a disposizione e dai vostri interessi. Qui ho raccolto le tappe più iconiche, quelle che secondo me non dovrebbero mancare in un primo viaggio tra Patagonia argentina, Patagonia cilena e Terra del Fuoco. Per ciascuna trovate una breve descrizione e, dove disponibile, il link alla guida completa che ho scritto dopo averla visitata.
Bariloche e la Regione dei Laghi
Per molti viaggiatori la Patagonia inizia proprio da qui. Bariloche è una cittadina affacciata sulle rive del Lago Nahuel Huapi e circondata da montagne, foreste e laghi glaciali. È il punto di partenza ideale per esplorare la splendida Regione dei Laghi, percorrere la Ruta de los Siete Lagos, fare trekking o semplicemente godersi alcuni dei paesaggi più belli dell’Argentina. È una zona molto diversa dalla Patagonia meridionale, più verde e meno estrema, con paesini carini e un’offerta tra alloggi e ristoranti di altissimo livello.
Leggi la guida completa su cosa vedere a Bariloche e nella Regione dei Laghi

Penisola di Valdes
Se amate gli animali, la Penisola di Valdés è probabilmente una delle tappe più spettacolari di tutta la Patagonia. Dichiarata Patrimonio UNESCO, è una delle riserve naturali più importanti del Sud America e uno dei luoghi migliori al mondo per osservare la fauna selvatica nel suo habitat naturale. A seconda della stagione è possibile vedere balene franche australi, orche, elefanti marini, leoni marini, pinguini di Magellano, guanachi e tantissimi uccelli marini. A differenza di altre zone della Patagonia, qui i protagonisti non sono i ghiacciai o le montagne, ma la fauna. È una destinazione che sogno di visitare da anni e che spero di vedere quanto prima. Nel frattempo, se il vostro viaggio coincide con il periodo giusto per l’avvistamento degli animali, secondo me vale assolutamente la pena prenderla in considerazione.

El Chaltén
Se dovessi scegliere il mio posto preferito in Patagonia, probabilmente direi El Chaltén (anche se Ushuaia se la batte). Questo piccolo paese ai piedi del massiccio del Fitz Roy è considerato la capitale argentina del trekking e, secondo me, è una tappa imprescindibile per chi ama la montagna e la natura. I due trekking più famosi, quelli alla Laguna de los Tres (Fitz Roy) e alla Laguna Torre (Cerro Torre), sono tra le escursioni più belle che abbia mai fatto. Sono entrambi piuttosto lunghi (circa 23-24 km tra andata e ritorno), ma non particolarmente difficili: l’unica parte davvero impegnativa è l’ultimo tratto in salita verso la Laguna de los Tres, che però è relativamente breve e viene ripagato da uno dei panorami più spettacolari della Patagonia. Il biglietto d’ingresso è giornaliero e va acquistato attraverso il sito ufficiale (50.000 pesos, circa 30€ al cambio attuale). Si può pagare solo con carta di credito e si riceve un QR code da mostrare all’ingresso. Esistono anche dei Pass multipli che possono essere interessanti se intendete visitare nello stesso viaggio anche il Perito Moreno o il Parco della Terra del Fuoco ad esempio. Un consiglio: tenetevi sempre un giorno jolly. Il meteo a El Chaltén è estremamente variabile e sarebbe un peccato affrontare questi trekking con la pioggia e il Fitz Roy nascosto dalle nuvole. Avere un giorno in più vi permetterà di scegliere la finestra migliore.

El Calafate e il Perito Moreno
El Calafate è la base perfetta per visitare il ghiacciaio Perito Moreno, probabilmente il ghiacciaio più famoso del Sud America e tra i più famosi al mondo. Anche se avrete visto mille foto, vi assicuro che dal vivo è tutta un’altra cosa. Sentire il rumore del ghiaccio che si rompe e vedere questi enormi blocchi precipitare nel lago è sicuramente tra gli highlight del viaggio. Se il budget ve lo permette, il mio consiglio è di fare il mini-trekking o, ancora meglio, il Big Ice dove si cammina con i ramponi sopra proprio sul ghiacciaio. Se invece preferite qualcosa di più tranquillo, le passerelle panoramiche e i tour in barca permettono comunque di godersi il Perito Moreno da diverse prospettive e sono già spettacolari.

Ushuaia e la Terra del Fuoco
Ushuaia, insieme a El Chaltén, è il posto che mi ha più impressionata durante il mio primo viaggio in Patagonia. Ci sono tornata anche per imbarcarmi per l’Antartide, che era il viaggio dei miei sogni, ma è un luogo che ho amato da subito perchè ho sentito che aveva un’energia diversa. Sarà perchè si trova letteralmente alla fine del mondo, per il canale di Beagle, per le montagne che si tuffano nel mare o per quell’atmosfera da città di frontiera, ma è uno di quei luoghi che non si dimenticano facilmente. Dedicatele almeno 2 o 3 giorni, perché c’è davvero tanto da fare. Potete esplorare il Parque National Tierra del Fuego, navigare sul canale di Beagle tra leoni marini, cormorani e, nella stagione giusta, anche pinguini, camminare sul Glaciar Martial oppure semplicemente passeggiare sul lungomare e respirare l’atmosfera di quella che, per molti viaggiatori, rappresenta la fine della strada. Se poi avete la fortuna di partire da qui per una crociera in Antartide, l’emozione è ancora più grande.

Torres del Paine
Il Parco Nazionale Torres del Paine è uno dei motivi principali per molti scelgono di visitare la Patagonia cilena. È un parco immenso e ogni volta che vi fermerete in un punto panoramico penserete che il paesaggio non possa diventare più bello…e invece succederà puntualmente pochi chilometri dopo. Laghi dalle sfumature incredibili, ghiacciai, cascate, montagne e tantissimi guanachi rendono questo parco davvero unico. Io sognavo di vedere il puma, ma non sono stata così fortunata ahimè (non è facile in ogni caso). Se volete percorrere il celebre trek W (o il più impegnativo trek O), dovrete organizzarvi con parecchio anticipo: rifugi e campeggi, soprattutto in alta stagione, fanno spesso registrare il tutto esaurito con mesi di anticipo. Se invece avete poco tempo, niente paura: il parco si può visitare tranquillamente anche in giornata partecipando con dei tour da Puerto Natales, che permettono di vedere alcuni dei suoi punti più spettacolari. Con la dovuta organizzazione si riesce anche a fare in giornata il trekking che raggiunge l’iconico Mirador Las Torres.
QUI trovi la mia guida sulla Patagonia cilena con il Parco Nazionale Torres del Paine

Punta Arenas
Più che una destinazione, Punta Arenas è un’ottima base per esplorare l’estremo sud del Cile. Se avete qualche giorno a disposizione, da qui partono alcune escursioni naturalistiche perfette per chi ama la fauna e i grandi paesaggi. Una delle più famose è la navigazione verso Isla Magdalena, dove tra ottobre e marzo vive una colonia di migliaia di pinguini di Magellano. Passeggiare a pochi metri da questi animali nel loro habitat naturale è un’esperienza davvero emozionante. Da Punta Arenas partono anche escursioni in barca alla scoperta dei ghiacciai Balmaceda e Serrano, navigando tra fiordi e montagne, oltre a tour più lunghi che permettono di avvistare balene megattere, delfini, leoni marini e pinguini, uno dei modi migliori per apprezzare la straordinaria biodiversità di questa parte della Patagonia.
Carretera Austral
La Carretera Austral è una strada epica, una di quelle strade che ogni amante dei road trip dovrebbe percorrere almeno una volta nella vita. Per oltre 1.200 km attraversa alcune delle zone più remote e spettacolari del Cile, tra foreste, ghiacciai, fiordi, montagne e piccoli villaggi dove sembra che il tempo si sia fermato. Ancora oggi buona parte della strada è sterrata ed è proprio questo a renderla così affascinante. La si può percorrere in auto, con gli autobus (anche se i collegamenti sono veramente pochi) oppure in bicicletta, come fanno i duri e puri. Tra questi c’è anche Jovanotti, che ha raccontato la sua traversata nel libro “Il grande Boh”. Qualunque sia il mezzo che sceglierete, una cosa è certa: qui la destinazione conta, ma è il viaggio a fare davvero la differenza.

Dove dormire in Patagonia e Terra del Fuoco
In Patagonia si trova davvero di tutto: ostelli, B&B, hotel, lodge immersi nella natura, baite di montagna e persino alcuni degli hotel di lusso più iconici del Sud America. Se il budget non è un problema, qui ci sono strutture spettacolari affacciate su ghiacciai, laghi e montagne che, da sole, potrebbero valere il viaggio. Personalmente, però, continuo a consigliarvi gli ostelli. Non solo perché permettono di risparmiare parecchio in una destinazione tutt’altro che economica, ma anche per l’atmosfera che si respira. È facilissimo conoscere altri viaggiatori, scambiarsi consigli sugli itinerari, organizzare insieme escursioni o semplicemente chiacchierare davanti a una birra dopo una giornata di trekking.
Devo ammettere che gli ostelli più belli che abbia mai visto sono proprio quelli cileni. Anche in Argentina ne ho trovati di ottimi, ma in Cile mi hanno davvero sorpresa: strutture curate, spazi comuni enormi, cucine perfettamente attrezzate, bagni sempre puliti, Wi-Fi veloce e, molto spesso, anche la colazione inclusa. Molti funzionano inoltre come vere e proprie agenzie locali, permettendo di prenotare escursioni, bus e attività direttamente alla reception, una comodità non da poco. Qui sotto trovate tutte le strutture in cui ho dormito durante i miei viaggi in Patagonia e altri che mi sento di consigliarvi:
- Santiago del Cile: Eco-Hostal Tambo Verde
- Santiago del Cile: Hotel Luciano K (fascia alta)
- Buenos Aires: Meridiano Hostel Boutique (ne trovate altri nell’articolo su Buenos Aires)
- Bariloche: Selina Bariloche
- Bariloche: La Cascada Casa Patagonica by DON (fascia alta)
- El Chalten: Condor de los Andes
- El Calafate: Hostel Nakel Yenu
- Puerto Natales: Wild Hostel
- Torres del Paine: Hotel Lago Grey (fascia alta)
- Ushuaia: Antartica Hostel
- Ushuaia: Arakur Ushuaia Resort & Spa (fascia alta)
Potrebbe interessarti anche: Cosa vedere a Santiago del Cile


Quanto costa un viaggio in Patagonia?
La Patagonia non è una destinazione economica, soprattutto se visitata durante l’estate australe. La buona notizia è che il budget può cambiare parecchio in base allo stile di viaggio: scegliendo ostelli, autobus e prenotando con largo anticipo è possibile contenere i costi, mentre voli interni, auto a noleggio ed escursioni possono incidere sensibilmente sul totale. Per darvi un’idea, ecco i prezzi che potete aspettarvi.
| Voce di spesa | Prezzo indicativo |
| Volo internazionale A/R | 1000-2.000 € |
| Voli interni | 40-200 € a tratta |
| Ostello | 20-45 € a persona |
| Hotel 3 stelle | 80-180 € a camera |
| Auto a noleggio | 50-100 € al giorno |
| Autobus a lunga percorrenza | 20-80 € a tratta |
| Escursioni | 50-350 € |
| Pasto al ristorante | 15-35 € |
| Empanadas / street food | 2-6 € |
Personalmente vi consiglio di non cercare di risparmiare sulle escursioni, anche quelle più care come il trekking sul Perito Moreno o le navigazioni nella Terra del Fuoco: costano, è vero, ma sono anche le esperienze che ricorderete di più una volta tornati a casa.
Quindi quanto costa in totale? Per un viaggio di 3 settimane tra Patagonia argentina e cilena, mettete in conto almeno 3.500-4000€ a persona, voli inclusi, se viaggiate in modo abbastanza economico. Se invece preferite hotel di categoria superiore, auto a noleggio per tutto il viaggio ed escursioni ogni giorno, il budget può superare facilmente i 5.000 € a persona.

Connessione, SIM ed eSIM
Per un viaggio in Patagonia vi consiglio di non partire senza una eSIM o una SIM locale. Vi servirà per usare Google Maps, prenotare escursioni, controllare gli orari degli autobus, tradurre qualche parola e rimanere sempre connessi anche durante i lunghi spostamenti. Da qualche anno utilizzo le e-sim di Holafly e mi sono sempre trovata molto bene. Le consiglio perché offrono giga illimitati, si acquistano online in pochi minuti e si possono attivare ancora prima di partire. In questo modo, appena atterrate in Argentina o in Cile, sarete già connessi senza dover cercare un negozio o sostituire la vostra SIM italiana. L’installazione è davvero semplice e richiede pochi minuti. Se non avete mai utilizzato una eSIM o volete capire meglio come funziona, vi consiglio di leggere anche il mio approfondimento Come funziona un’e-sim quando sei viaggio: la guida completa. Nelle zone più remote della Patagonia il segnale non è sempre presente, indipendentemente dall’operatore che scegliete. Scaricate quindi le mappe offline su Google Maps o, meglio ancora da Maps.me. prima di partire: vi torneranno utilissime durante il viaggio.
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L’assicurazione di viaggio per la Patagonia
Quando si viaggia in Argentina e Cile, una buona assicurazione di viaggio non è un optional, ma una delle prime cose da mettere in lista. Essendo fuori dall’Unione Europea, infatti, la nostra tessera sanitaria non è valida e, in caso di incidente o di problemi di salute, le spese mediche possono diventare molto elevate (vi ricordate le mie disavventure in Georgia?). Oltre alla copertura sanitaria, vi consiglio di verificare sempre che la polizza comprenda anche il rimborso per bagagli, ritardi, cancellazioni e gli altri imprevisti che possono capitare durante un viaggio così lungo. Da diversi anni utilizzo Heymondo perché permette di confrontare in pochi minuti le polizze di diverse compagnie e scegliere quella più adatta al tipo di viaggio che state organizzando. Basta inserire la destinazione e le date di partenza per visualizzare le varie opzioni disponibili e acquistare tutto direttamente online. Se decidete di stipulare la polizza tramite il mio link, avrete anche uno sconto del 10% riservato ai lettori del blog.
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Cosa mettere in valigia per la Patagonia
Preparare la valigia per la Patagonia non è difficile, ma bisogna farlo con un po’ di attenzione. Il meteo è estremamente variabile e, anche in piena estate, nell’arco della stessa giornata potreste passare dal sole al vento, dalla pioggia a temperature decisamente fresche. Il segreto è semplice: vestirsi a cipolla. Questi sono i capi che, secondo me, non dovrebbero mai mancare:
- guscio antivento e impermeabile;
- piumino leggero o giacca termica;
- pile o felpa calda;
- scarpe da trekking alte (già collaudate);
- abbigliamento tecnico traspirante;
- cappello, guanti e scaldacollo (anche in estate possono tornare utili);
- occhiali da sole e crema solare;
- borraccia;
- zainetto da trekking da 20-30 litri;
- power bank.
Per la lista completa, con tutti i consigli su abbigliamento, attrezzatura e accessori, vi rimando ai miei articoli dedicati: Cosa mettere in valigia per ogni occasione (con lista da spuntare) e Come preparare lo zaino da viaggio: il perfetto backpacker

Errori da evitare quando organizzate un viaggio in Patagonia
Dopo esserci stata più volte, ci sono alcuni errori che ho fatto (e che vedo fare spesso) a chi organizza un viaggio in Patagonia. Evitarli vi farà risparmiare tempo, soldi e, in alcuni casi, anche parecchie delusioni.
- Non lasciare uno o due giorni jolly. Il meteo in Patagonia è imprevedibile e può cambiare completamente nel giro di poche ore. Se avete in programma trekking come quello al Fitz Roy o escursioni in barca, prevedere uno o due giorni “cuscinetto” vi permetterà di scegliere la giornata migliore ed evitare di ritrovarvi con nuvole, pioggia o vento fortissimo.
- Prenotare troppo tardi Torres del Paine. Se volete percorrere il celebre trek W (o il trek O), non aspettate l’ultimo momento. Rifugi e campeggi, soprattutto tra dicembre e febbraio, vanno spesso esauriti con diversi mesi di anticipo e rischiate di dover cambiare completamente itinerario.
- Sottovalutare il vento. Se c’è una cosa che ricorderete della Patagonia, oltre ai paesaggi, è il vento. In alcune giornate soffia con una forza incredibile e rende anche una semplice passeggiata molto più faticosa. Portate sempre con voi un buon guscio antivento e il cappello.
- Pensare che le distanze siano brevi. Guardando una cartina è facile sottovalutare le dimensioni della Patagonia. In realtà gli spostamenti richiedono spesso diverse ore, anche tra località che sembrano vicine. Quando pianificate l’itinerario, calcolate sempre tempi abbondanti e non riempite ogni giornata di trasferimenti.
- Vestirsi nel modo sbagliato. Anche in piena estate potreste passare dal sole alla pioggia nel giro di pochi minuti. Il modo migliore per affrontare il clima patagonico è vestirsi a strati e avere sempre nello zaino una giacca impermeabile e antivento.
- Sottovalutare il budget. La Patagonia è una delle destinazioni più costose del Sud America. Voli interni, escursioni e auto a noleggio incidono parecchio sul costo finale del viaggio. Prenotare con anticipo e scegliere con attenzione dove spendere vi aiuterà a evitare brutte sorprese.

FAQ sul viaggio in Patagonia
No. La Patagonia si può visitare tranquillamente anche con autobus e voli interni, che collegano tutte le principali destinazioni turistiche. L’auto, però, offre molta più libertà ed è praticamente indispensabile se volete esplorare zone come la Carretera Austral, la Regione dell’Araucanía o alcuni parchi nazionali meno serviti dai mezzi pubblici.
Sì, assolutamente. Molte delle attrazioni più famose, come il Ghiacciaio Perito Moreno, Torres del Paine, il Canale di Beagle o la Terra del Fuoco, possono essere visitate anche senza affrontare lunghi trekking. Detto questo, secondo me rinunciare completamente alle escursioni a piedi significa perdersi una parte importante dell’esperienza. Alcuni dei paesaggi più spettacolari della Patagonia si raggiungono infatti solo camminando.
Dipende dall’itinerario che scegliete. Se non avete intenzione di fare trekking impegnativi, la Patagonia è una destinazione adatta praticamente a tutti. Se invece il vostro sogno è raggiungere la Laguna de los Tres al Fitz Roy o il Mirador de las Torres a Torres del Paine è consigliabile avere un pò di allenamento. Personalmente, se sapete già di non voler camminare, eviterei di andare El Chaltén e sceglierei zone della Patagonia, dove anche senza trekking si possono vivere esperienze straordinarie.
Sì, la Patagonia è una delle destinazioni più costose del Sud America, soprattutto durante l’estate australe. A incidere maggiormente sul budget sono i voli interni, le escursioni e, se decidete di noleggiarla, l’auto. Detto questo, scegliendo ostelli, spostandovi in autobus e prenotando con largo anticipo, è possibile contenere le spese. Secondo me è uno di quei viaggi per cui vale la pena mettere in conto un budget un po’ più alto: i paesaggi e le esperienze che regala ripagano ampiamente l’investimento.

Ciao, ho letto con attenzione tuo viaggio e credo sia stato meraviglioso. Avrei bisogno di alcune informazioni, noi partiamo da Rosario/ Ushuaia e abbiamo prenotato tour la ma avrei bisogno di alcuni ristoranti dove andare a mangiare senza spendere una fortuna, con quanti euro si può cenare? Ci fermiamo 9 gg tra Ushuaia e calafate poi torniamo e Venado tuerto a fine febbraio andiamo qual giorno a Buenos Aires. In tutto ci facciamo 50 gg. Premetto che il Nord l abbiamo fatto tt due anni fa. Grazie e buona giornata.
Marinella
Ciao Marinella, è stato un viaggio stupendo!!! Dunque per mangiare io mi sono cucinata la cena in ostello durante quasi tutto il viaggio, ma trovi qualche ristorante che ho provato negli articoli sulla Terra del Fuoco e sul Perito Moreno. Per mangiare fuori dipende da cosa vuoi mangiare..se ti accontenti di un trancio di pizza o robe simili puoi stare anche sui 3/4 euro.
Ciao, sto organizzando un viaggio in macchina fino a Ushuaia di 4 settimane a cavallo tra Dicembre e Gennaio. Secondo te è più interessante partire da Buenos Aires o da Santiago? E’ veramente importante prenotare i pernottamenti? E con quanto anticipo? Io probabilmente avrò la necessità di utilizzare il web. Come ti sono sembrati i WiFi dei posti dove ti sei fermata? E negli spostamenti tra un posto e l’altro com’è il servizio di telefonia?
Grazie
Enzo
Ciao Enzo,
Mah..è difficile dirlo. Io sono partita da Santiago e i posti che ho attraversato mi sono piaciuti davvero tanto, la regione dei laghi, Pucon, l’isola di Chiloè..la Patagonia..Se scendi in macchina devi peró calcolare di fare la Carrettera Austral che è sterrata (oppure traghettare l’auto..ma costa parecchio e va prenotato con molto anticipo). Scendere da Buenos Airesè sicuramente più semplice.
Dicembre e gennaio sono altissima stagione quindi devi prenotare tutto con un bel pó di anticipo (soprattutto in Patagonia)..anche 2/3 settimane prima se non viaggi da solo.
Per la telefonia e il wifi..io mi ero presa una sim cilena con Claro, costa poco e funziona bene più o meno ovunque.
A presto, Valentina
buongiorno Valentina,
bellissima la tua pagina che ci ha convinto ad affrontare una nuova avventura. Siamo due pensionati abitanti nelle vicinanze di Lugano ma ancora in perfetta forma e stiamo appunto programmando un viaggio simile al tuo ma viaggiando in camper. La partenza dovrebbe avvenire il prossimo dicembre e la durata sara`di ca.50/60 giorni. Sicuramente approfitteremo delle tue esperienze. Se ti capitasse di fare un salto dalle nostre parti ci farebbe veramente piacere poterti conoscere. Anche se ho ben 73 anni sono ancora molto attivo praticando vela d’altura, bicicletta, sci di fondo ecc. . Praticamente MAI fermo.
Ancora complimenti e grazie per i tuoi consigli.
Bruno e Betty Rossini
Ciao Bruno e ciao Betty, che dire..grazie mille!! Fa sempre piacere sapere che qualcuno trova utile quello che scrivi. Chissà che viaggio pazzesco state programmando! Il Sudamerica è incredibile e la Patagonia in particolare, soprattutto per chi è sportivo, è davvero uno dei viaggi più belli che si possano fare. Grazie mille anche per l’invito! Se passo da Lugano (che peraltro non conosco e vorrei vedere prima o poi) ve lo faccio sapere e ci vediamo di sicuro. Grazie ancora a voi per l’incredibile curiosità e voglia di vivere che traspare perfino dal commento 😉 Buona serata, a presto, Valentina
Ciao! io sto pensando di andare 3 settimane in Patagonia Argentina durante le vacanze di Natale. Consigli per l’itinerario?? so che bisognerebbe avere più tempo ma purtroppo causa lavoro questo è il massimo….
Ciao Federica, secondo me 3 settimane non sono poi così poche, riesci a vedere molto. Calcola però che a Natale troverai prezzi belli alti e dovrei prenotare tutto con largo anticipo. Rispetto all’itinerario, puoi decidere di volare da Buenos Aires su Bariloche e scendere fino a Ushuaia a tappe in bus fermandoti sicuramente a El Chalten e a El Calafate, o viceversa, volare su Ushuaia e salire. Io mi terrei anche 3 giorni (minimo) per visitare Buenos Aires. A presto, Valentina PS Anche i voli interni vanno comprati con largo anticipo!
Che viaggio meraviglioso!
Io e il mio fidanzato abbiamo pensato al Cile per il nostro viaggio di nozze sarebbe il nostro sogno. Purtroppo però potremmo solo ad agosto e so che è un periodo molto difficile soprattutto per il sud. Ma ci piacerebbe tantissimo almeno vedere la parte imperdibile del Cile (pensavamo Santiago, Valparaiso, San Pedro acatama, Chiloè, Puerto Natales, punta arenas abbiamo qualche dubbio sull’isola di Pasqua). Se dovessi consigliarmi cosa vedere assolutamente cosa mi consiglieresti? Siamo un po’ intimoriti dal tempo e dai costi anche perché vorremmo aggiungerci una settimana in Polinesia dopo
Ciao Costanza,
Considerando che andate ad agosto di sicuro vi consiglio Valparaiso, Santiago (max 1gg), San Pedro di Atacama (3 gg) e il tour al Salar de Uyuni in Bolivia (4 gg).
Potete provare a scendere fino a Pucon/regione dei laghi ma rischiate di trovare la neve o comunque tanta pioggi..io ve lo scinsiglio. Già facendo questo giro + la Polinesia spendete un pó ma vedete dei posti pazzeschi. Per l’isola di Pasqua non ricordo qual’è il periodo migliore per andare..sorry
A presto, Valentins
Puero Natales e Punta Arena sono troppo a sud per andarci in inverno (agosto). Calcola che avreste anche ben poche ore di luce!
Ciao Valentina, stiamo organizzando il nostro viaggio in Chile a dicembre, percorrendolo da sud a nord. Non riusciamo in nessun modo a risalire coi trasporti pubblici più a nord di El Chalten, tu con che compagnia hai percorso da Los Antiguos a El Chalten? Noi vorremmo fare la stessa tratta al contrario…
Grazie mille!
Mauro
Ciao Mauro, sinceramente non ricordo ma ho appena guardato su Rome 2 Rio (ricordo di aver usato quel sito per cercare) e mi da la Caltour. Secondo me comunque c’è sicuramente più di una compagnia che copre quella tratta. Io non ero riuscita a capire prima a che ora fossero i bus e quando..l’ho scoperto solo andando alla stazione di Los Antiguos.
Il collegamento c’è di sicuro, io starei tranquilla, però vi consiglio di tenervi un giorno “di sicurezza” quando fate l’itinerario perchè magari non trovate il bus il giorno esatto che vi serve e dovrete aspettare. A presto, Valentina
Ciao Valentina, innanzitutto complimentoni per questa splendida ed esauriente guida. Ti spiego la mia situazione ed il mio piano, mOOOLTO astratto per ora. Parto da Roma il 27 dicembre, il 28 mattina sarò a Buenos Aires, e torno il 18 gennaio. Piccolissima e doverosa precisazione: mi ritrovo a dover organizzare tutto ora perché, da giugno che ho preso i voli, ho avuto un lutto e quasi non volevo più partire. Ti dico in breve: volevo fare 2 giorni a Buenos Aires e 1 e mezzo a Iguazù per le cascate. Molto probabilmente a decidere quando saranno i voli, ma l’idea è di fare capodanno in capitale ovviamente. Già l’1 partirei in direzione Bariloche (o Puerto Madryn? prima domanda che ti faccio). Lì avevo intenzione di noleggiare un auto e scendere, facendo 5-6 tappe, fino a El Calatafe. Considero questo percorso sulla Ruta il cuore del mio viaggio e conto di spendere 10 giorni (tanti? pochi?) spostandomi in auto. Intorno al 13-14 volo da El Calatafe a Ushuaia, 3 canonici giorni lì e ritorno a B.A. per il volo di rientro. Puerto Madryn si potrebbe fare anche di ritorno, non passandoci all’andata (partendo quindi da Bariloche) e risalendo prima lì e poi a B.A. per rientrare. Cosa mi consigli? Non ho paura delle distanze in auto ma al contempo voglio potermi godere ogni singola giornata facendo qualcosa che mi porti ad esplorare a meditare, da solo, tra la natura. Confido in tuo aiuto, un abbraccio e grazie.
Ciao Luca, grazie mille per i complimenti!
Secondo me ti conviene andare a Bariloche e scendere da lì, al massimo Puerto Madryn lo puoi fare a ritorno (tra tutte le cose comunque non credo sia un posto imperdibile). 10 giorni forse sono anche troppi per scendere (anche se buona parte della Ruta 40 è sterrata e ci impiegherai un bel pò), ma di sicuro avrai bisogno di tempo per visitare la zona intorno al lago General Carrera (dov’è Los Antiguos, ma io scavallerei anche in Cile lì per vedere la Capilla de Marbol e fare trekking) e soprattutto El Chalten (ti consiglio di fermarti lì almeno 2/3 giorni) e El Calafate (anche qui minimo 2 giorni). Per il resto direi che fila tutto 😉
È un viaggio pazzesco, vedrai che non vorrai più tornare a casa 😉
A presto, Valentina
Grazie dei consigli Vale! Io quando dicevo Puerto Madryn parlavo ovviamente della Peninsula Valdes, consigli un paio di giorni li risalendo da Ushuaia? E poi ultima domanda giuro: “scavallare” da Argentina a Cile e viceversa è semplice in auto? Che intoppi possono esserci? Inteso come dogana, pagamenti extra, ecc.
Ancora grazie di cuore!
Luda
Sì, immaginavo. Io non ci sono stata ma, se hai tempo, immagino possa valerne la pena. È che se prendi un volo diretto da Ushuaia a Buenos Aires poi devi allungare parecchio. Per le frontiere, non penso sia complicato, devi solo pagare qualcosa mi pare, ma vado a memoria perchè io le ho passate tutte e piedi. Comunque ho sempre visto turisti che le attraversavano quindi dubito che ci siano problemi. A presto, Valentina
Ciao!! Una domanda per quanto riguarda i pagamenti. Al di là del pagamento con carta di credito dove possibile.. Per il resto accettano anche euro o dollari o bisogna avere anche dei pesos? Ed eventualmente accettano più gli euro o i dollari americani? Grazie
Ciao Federica,
Devi avere i pesos. In alcuni casi accettano anche i dollari (x pagare le escusioni). a presto
Ciao Valentina, sono Giovanni, pensionato , purtroppo vedovo da qualche anno. Sono interessato da tempo al sudamerica, in particolare alla patagonia Argentina e a tutti quei meravigliosi posti. Mi documento spesso sul web per poter un giorno fare questo viaggio anche di un mese o piu senza fretta senza date precise per il ritorno. ti chiedevo cortesemente se conosci persone o gruppi anch’essi interessati al viaggio con cui aggregarmi e condividere questa esperienza.
Grazie
Ciao Giovanni, sinceramente non conosco persone che potrebbero fare al caso tuo, ma ti direi di provare a vedere questo sito, https://www.tuttaltromondo.com/, loro sono specializzati nel Sud America. A presto, Valentina
ciao Vale , mia figlia studia a santiago da qualche mese e andrò a trovarla con l’altra mia figlia dal 25 dic al 12 genn. Arriviamo a santiago il 25 dic e il 26 o 27 max prenderei aereo per puerto Montt la mattina presto per poi visitare in bus puerto varas, dormire là, prima notte, e poi il giorno dopo , prendere bus e traghetto per Ancud e di lì, in giornata,, con bus , arrivare a quellon in tempo per salire sul traghetto per puerto chacabuco, seconda e terza notte. arrivati a chacabuco noleggiare un’ auto con la quale scendere fino ad ushuaia ( se si può prenderla in chile e lasciarla in argentina, altrimenti arrivare a punta arenas – cile- lasciare l’auto là e di lì proseguire in bus fino ad ushuaia, oppure ancora, da chacabuco a los antiguos in bus e a los antiguos noleggiare un’auto da lasciare a ushuaia), seguendo il tuo percorso con tappe a el chalten, el calafate, torres del paine. Da ushuaia prenderemmo un aereo per tornare a santiago ( o per iguazù per un giorno e poi di lì a santiago) Mi consiglieresti, considerando che per il 30 in giornata, più o meno, dovremmo essere a puerto ibanez e, mi auguro, la sera, quarta, a los antiguos, dove dormiremmo. A questo punto ci sveglieremmo a los antiguos il 31 mattina e ci rimarrebbero diciamo 10/11 gg per partire da ushuaia alla volta di santiago da dove abbiamo il ritorno in italia il 12. Come ci consigli di distribuire i giorni, meglio le notti, fino al ritorno da ushuaia a santiago ( credo si debba per forza fare scalo a b.a. che però non vedremo : preferiamo la natura alle città) ??, altri consigli su questo ipotetico tragitto??, grazie mille ! p.s. altra ipotesi se ci rendessimo conto che sarebbe tutto troppo di corsa: da santiago prendere un aereo per comodoro e di lì, con auto a noleggio, raggiungere la ruta 40 , passando per sarmiento , o meglio, las heras e scendere per la ruta 40 fino ad ushuaia, sempre seguendo le tue tappe, senza passare per punta arenas, in modo da lasciare l’auto , noleggiata a comodoro, argentina, di nuovo in argentina, ad ushuaia. In questa seconda ipotesi non vedremmo chiloè, che dai tuoi racconti sembra molto bella, nè punta arenas, ma avremmo 4 gg in più per el chalten, el calafate, torres del paine, ushuaia e quindi per fare trekking, bici, escursioni, etc. in questi posti, senza stare troppo a correre da una parte all’altra !, che ne pensi?? mancano ancora 3 mesi, ma già non sto nella pelle, scalpitando di partire !! grazie di nuovo ! 🙂
Ciao Ferruccio, devo ammettere che faccio un pò fatica a capire il tuo programma. Se riesci a scriverlo in maniera schematica, per punti (giorno 1, giorno 2, ecc) provo ad aiutarti. Valentina
Ciao Valentina, complimenti per la tua guida chiara ed esauriente.
Anch’io sto programmando il viaggio che hai fatto tu.
Volevo solo che tu mi chiarissi una cosa.
Leggendo il tuo racconto mi sembra di capire che per gli spostamenti da Santiago del Cile, fino alla terra del fuoco, hai usufruito dei mezzi di trasporto locali sbaglio???
Io sarei interessato a fare le tue stesse tappe, quindi, a prescindere,posso contare sui bus locali traghetti ecc.???
Ti chiedo questo perché, per esempio, ho letto che il traghetto a Caleta Gonzalo non effettua la corsa tutti i giorni, ma un paio di volte la settimana.
Ciao Emanuele
Ciao Emanuele, grazie mille, mi fa piacere 🙂
Sì, io ho fatto tutto con bus e traghetti locali.
Gli orari potrebbero essere un pò diversi (io ho fatto il viaggio 2 anni fa), ma non credo sia cambiato molto.
Per gli orari e le tratte dei traghetti trovi tutti gli orari online, sul sito delle compagnie.
A presto, Valentina
Ciao 😀
ma il viaggio si è svolto tutto sulla Patagonia Cilena?
Sto decidendo se fare solo quella Argentina oppure entrambe mischiando, però nell’ultimo caso non ho idea delle tappe che potrei fare. Qualche suggerimento?
saluti
Andrea F
Andrea
Ciao Andrea,
No, io ho fatto sia Patagonia cilena che Argentina, ho fatto un itinerario a zig-zag tra i due paesi. Se ti vuoi limitare a quella Argentina sicuramente non puoi perderti El Chalten (con il Fitz Roy e il Cerro Torre), El Calafate (dov’è il Perito moreno) e Ushuaia. A presto, Valentina
Ciao Valentina.
Ho letto diversi articoli sul tuo viaggio in Patagonia e Terra del Fuoco, il tuo itinerario e i tuoi consigli mi stanno aiutando molto a programmarne uno simile verso Settembre/Ottobre/Novembre di quest’anno. Tra tutte le cose che hai scritto però non sono riuscito a trovare indicazioni sul bagaglio/zaino: dall’Italia sei partita con uno zaino? quanto pesava all’incirca? cosa non può assolutamente mancare? Non vorrei sembrare pignolo o invadente ma mi piacerebbe sapere come ti sei organizzata con indumenti di cambio ed eventuale attrezzatura per quel mese di viaggio.
Grazie mille in anticipo.
Ciao Francesco, sì, io parto sempre con lo zaino. Su come farlo e cosa non può mancare trovi tutte le info in questo articolo: https://beborghi.com/come-preparare-lo-zaino-da-viaggio/
A presto, Valentina
Ciao Valentina,
innanzitutto complimenti, molto interessante questo articolo e anche utile!
So che sono passati anni ma provo a chiedere lo stesso. Sto pianificando un viaggio simile, in senso contrario, e mi piacerebbe seguire piu o meno il tuo itinerario. Ho un dubbio su come sono collegate Puerto Chacabuco e Chile Chico e di conseguenza El Chalten, nella tua descrizione ci sono dei bus, ma non sono riuscito a trovare molto su internet. Hai qualche informazione piu dettagliata? Inoltre, hai qualche consiglio in generale su come cercare trasporti?
Grazie, Enrico
Ciao Enrico, grazie mille!
In realtà ricordo di aver avuto difficoltà anche io per trovare gli orari (e le presenza effettiva) di quei collegamenti quando ero lì.
Avevo smanettato parecchio, avevo deciso di provare comunque e sono stata fortunata perchè il bus che mi serviva c’era.
Per i trasporti prova a vedere il sito di Rome2Rio, io lo trovo sempre molto utile.
Comunque ti consiglio di tenerti un minimo largo sul programma (diciamo 1-2 giorni di “buffer”) così riesci a gestire bene anche queste incognite 🙂
Buon viaggio! Ti piacerà tantissimo, sono posti pazzeschi
a presto, Valentina
spiegato bene io vorrei andare. nel2024 ma vorrei andare con qualcuno vorrei noleggiare un camper. dove posso trovare chi fa il viaggio con me
Ciao, puoi vedere su qualche gruppo Facebook dedicato, ma non te ne so suggerire uno in particolare mi spiace
Mamma mia Valentina la descrizione del tuo viaggio sembra fatto per me!
Io vorrei andarci dal 5 marzo al 4 maggio 2024. Sarei in Patagonia verso la fine di marzo e volevo chiederti se secondo te è agevole per temperature, mezzi di trasporto e ricettività. Anch’io vorrei muovermi via terra e limitare i voli e mi pare che tu dia indicazioni in tal senso. Non so se utilizzerò solo gli ostelli ma nel caso sono da calcolare costi molto maggiori che tu sappia?
Grazie
Francesca
Ciao Francesca, sì, non credo ci siano problemi per mezzi di trasporto e ricettività, però devi calcolare che il 21 marzo lì inizierà l’autunno quindi, almeno in montagna, verso metà aprile credo che inizierà a nevicare. Sinceramente non so se ad aprile/maggio si riescono a fare i vari trekking famosi della Patagonia (quelli e El Chalten, a Ushuaia e intorno a Bariloche), ti consiglio di cercare ulteriori informazioni online, su altri siti riguardo a questo. I mezzi di trasporto sicuramente ci sono, così come ostelli/hotel aperti. Rispetto ai prezzi, bè sì, una camera singola in hotel costa sicuramente di più rispetto al posto letto in ostello. Essendo bassa stagione però magari non ti costa una fortuna. In Argentina i prezzi cambiano molto in funzione del cambio, quindi ti consiglio di fare delle simulazioni su Booking per capire che prezzi trovi in quel periodo dell’anno, io non ne ho idea sinceramente. Un saluto, Valentina
Grazie!!. Quindi meglio andare subito in Patagonia già dai primi giorni e poi dedicare il resto del tempo al resto dei due paesi che la comprendono? Ci sono voli diretti che tu sappia o la tratta è sempre Milano Santiago o Milano Buenos Aires e viceversa?
Buon cammino
Si decisamente, meglio andare subito a sud e risalire pian piano.
Ita aveva il diretto Roma-Buenos Aires e Roma Santiago, ma controlla. Da Milano non mi risultano diretti. In ogni caso lo trovi con scalo con Iberia, TAM, e altre. Un saluto
Ciao, ho letto, e mi sto organizzando in tal senso, che suggerisci di aggiungere dei giorni…
per Torre del Paine (abbastanza cara) 3gg nel parco oltre Porto Natale o questo soggiorno salta?
Grazie
Ciao Francesca, non ho capito qual è la domanda 🙁
chiedevo se i 3 gg in più a Torre del Paine, in cui suggerisci di fermarsi, fa si che non serva fermarsi a Porto Natale, più economica
Gli alloggi hanno prezzi differenti nelle 2 località, per cui chiedevo per organizzare al meglio con i giusti prezzi.
Grazie
In linea di massima per andare a Torres del Paine devi passare per Puerto Natales (anche se non sono così vicine).
A Torres non c’è un villaggio o una cittadina, ma “solo” il parco naturale, quindi gli alloggi/campeggi che trovi sono solo quelli interni al parco. Gli autobus a lunga percorrenza però arrivano/ripartono da Puerto Natales quindi, ad ogni modo, lì ci devi passare
grazie mi è piu chiaro.