L’Argentina è uno dei Paesi che amo di più in Sud America e anche uno di quelli in cui sono tornata più volte. Dalle montagne colorate del Nord ai ghiacciai della Patagonia, passando per Buenos Aires, la Regione dei Laghi e la Terra del Fuoco, offre una varietà di paesaggi davvero incredibile. Il problema, semmai, è scegliere cosa vedere in Argentina: le distanze sono immense e difficilmente si riesce a visitare tutto in un unico viaggio. In questo articolo ho quindi raccolto i luoghi da non perdere, diversi itinerari in base ai giorni a disposizione e tutti i consigli pratici per organizzare un viaggio in Argentina fai da te.

Cosa vedere in Argentina: i luoghi da non perdere
L’Argentina è immensa e fare un elenco completo di tutto quello che merita di essere visto sarebbe praticamente impossibile (e a quel punto contatterei Lonely Planet per farmelo pubblicare!). Quella che trovate qui è quindi la mia selezione personale dei luoghi che considero più interessanti, basata soprattutto sui miei viaggi nel Paese: naturalmente ce ne sarebbero molti altri da aggiungere, ma da qualche parte bisogna pur iniziare!
Buenos Aires e dintorni
Buenos Aires per me vale da sola il viaggio in Argentina. È una città enorme, cosmopolita e piena di vita, con quartieri completamente diversi tra loro: dalle case colorate della Boca ai palazzi eleganti di Recoleta, passando per San Telmo, Palermo, Puerto Madero e il Microcentro. Aggiungeteci tango, café storici, parrillas e una fortissima influenza italiana e capirete perché è diventata una delle mie città preferite al mondo. Per una prima visita le dedicherei almeno 3 giorni, ma con 4 o 5 potete aggiungere anche qualche escursione nei dintorni. Tra quelle che consiglio ci sono San Isidro e Tigre, dove navigare tra i canali del Delta del Paraná, oppure Colonia del Sacramento, in Uruguay, facilmente raggiungibile in traghetto da Buenos Aires. Ho raccontato il mio itinerario giorno per giorno, i quartieri, i ristoranti, le escursioni e tutti i consigli pratici nel mio articolo su cosa vedere a Buenos Aires in 3 giorni.

Cascate di Iguazú
Al confine tra Argentina e Brasile si trovano le Cascate di Iguazú, uno degli spettacoli naturali più impressionanti del Sud America. Il sistema comprende circa 275 salti d’acqua immersi nella foresta subtropicale e si estende su entrambi i lati del confine: secondo me, avendo tempo, vale assolutamente la pena visitarli entrambi perché offrono prospettive completamente diverse. Dal lato argentino si entra nel Parque Nacional Iguazú e si percorrono diverse passerelle che permettono di avvicinarsi tantissimo alle cascate, fino alla spettacolare Garganta del Diablo. Il lato brasiliano offre invece una vista più panoramica sull’intero sistema e permette di rendersi davvero conto delle sue dimensioni. Calcolerei almeno 2 giorni, uno per ciascun lato, facendo base a Puerto Iguazú oppure a Foz do Iguaçu. Io ho raccontato nel dettaglio come organizzare la visita, i diversi percorsi e gli spostamenti nel mio articolo dedicato alle Cascate di Iguazú.
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Salta e il Nord-Ovest argentino
Il Nord-Ovest argentino è probabilmente la zona meno conosciuta dai viaggiatori italiani e, secondo me, anche quella che meno ci si aspetta di trovare in Argentina. Dimenticate ghiacciai e montagne innevate: qui troverete altipiani desertici, cactus giganteschi, montagne dalle mille sfumature, saline e piccoli villaggi dove è ancora fortissima la cultura andina. La base principale è Salta, una bella città coloniale da cui partire per esplorare la Quebrada de Humahuaca, Purmamarca e il Cerro de los Siete Colores, Tilcara e le Salinas Grandes. Verso sud, invece, la strada attraversa paesaggi spettacolari fino a Cafayate, famosa anche per i suoi vigneti e per il Torrontés. È una parte dell’Argentina completamente diversa dalla Patagonia e proprio per questo, se avete almeno 3 settimane, io cercherei assolutamente di inserirla nell’itinerario. Per esplorarla bene calcolerei almeno 5-7 giorni, possibilmente con un’auto a noleggio. Ho raccontato tappe, itinerario e organizzazione del viaggio nel mio articolo dedicato a cosa vedere nel Nord dell’Argentina.

Mendoza, l’Aconcagua e la regione dei vini
Ve lo dico subito: Mendoza città non mi ha entusiasmato particolarmente, ma i suoi dintorni sono tutta un’altra storia. Siamo nel cuore della principale regione vinicola argentina, ai piedi delle Ande, dove si susseguono vigneti e bodegas famose soprattutto per la produzione del Malbec. Se amate il vino, dedicate almeno una giornata alla visita delle cantine di Maipú o della Valle de Uco. Da Mendoza parte, inoltre, la la spettacolare strada che conduce verso il confine cileno e Santiago del Cile, attraversando paesaggi di alta montagna che in alcuni tratti vengono soprannominati Piccolo Tibet. Lungo il percorso si possono vedere luoghi come Potrerillos, Uspallata, Puente del Inca e soprattutto l’Aconcagua, che con i suoi 6.961 metri è la montagna più alta delle Americhe. Se il vostro viaggio prosegue in Cile, valuterei quindi di raggiungere Santiago via terra anziché in aereo: la traversata delle Ande è già di per sé una delle esperienze più belle da fare in questa parte dell’Argentina (io l’ho fatta ben due volte, sia in estate che in inverno!).
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Córdoba e le Sierras
Córdoba, al contrario di Mendoza, mi è piaciuta molto. È una città giovane e vivace, ma soprattutto ha un patrimonio storico notevole: qui si trova una delle università più antiche del Sud America, fondata dai gesuiti nel 1613, e il centro conserva diversi edifici coloniali legati alla loro presenza. Il complesso della Manzana Jesuítica è infatti Patrimonio UNESCO. Córdoba è anche un’ottima base per esplorare le Sierras de Córdoba, tra piccoli paesi, vallate e paesaggi completamente diversi da quelli che si incontrano nel resto dell’Argentina. Una delle escursioni più interessanti è Alta Gracia, dove si può visitare la casa in cui Ernesto “Che” Guevara trascorse parte dell’infanzia, oggi trasformata nel Museo Casa del Che.

Bariloche e la Regione dei Laghi
Con Bariloche si cambia nuovamente scenario e si entra nella Patagonia. Laghi dalle acque turchesi, montagne, boschi, chalet in legno e cioccolaterie fanno sembrare questa parte della Patagonia quasi un angolo di Svizzera trapiantato in Argentina. La città si affaccia sul gigantesco Lago Nahuel Huapi ed è una delle principali basi per esplorare la Regione dei Laghi. Più che Bariloche in sé, secondo me è soprattutto la natura che la circonda a meritare il viaggio. Tra le cose da non perdere ci sono il Circuito Chico, con alcuni dei panorami più belli sul lago, il Cerro Campanario, il Cerro Catedral e le tantissime possibilità di trekking all’interno del Parque Nacional Nahuel Huapi. Bariloche è inoltre una destinazione da vivere in stagioni diverse: in estate soprattutto per trekking, laghi e attività outdoor, mentre in inverno diventa uno dei principali centri sciistici dell’Argentina e di tutto il Sud America. Le dedicherei almeno 3 giorni, ma con più tempo potete percorrere anche la spettacolare Ruta de los Siete Lagos verso Villa La Angostura e San Martín de los Andes. Trovate itinerari, escursioni e consigli pratici nel mio articolo su cosa vedere a Bariloche.

Penisola di Valdés e Puerto Madryn
Se amate gli animali, la Penisola di Valdés è una delle tappe più interessanti da inserire in un viaggio in Argentina. Questa grande penisola della Patagonia atlantica, dichiarata Patrimonio UNESCO, è uno dei luoghi migliori del Paese per osservare la fauna marina nel suo ambiente naturale. La base più comoda è Puerto Madryn, da cui si possono organizzare escursioni nella penisola e verso Puerto Pirámides. A seconda del periodo dell’anno potrete vedere balene franche australi, pinguini di Magellano, leoni ed elefanti marini, oltre a guanachi e altri animali terrestri. Con un bel colpo di fortuna si possono avvistare anche le orche. Qui però la stagione fa davvero la differenza: le diverse specie non sono presenti contemporaneamente, quindi controllate bene il calendario della fauna prima di inserire Puerto Madryn nell’itinerario. Per le balene, ad esempio, il periodo indicativo va da giugno a dicembre, mentre per i pinguini bisogna puntare soprattutto sulla primavera e sull’estate australe.
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El Chaltén e il Fitz Roy
Se amate il trekking, El Chaltén è una tappa imprescindibile. Questo minuscolo paese della Patagonia argentina si trova all’interno del Parque Nacional Los Glaciares, ai piedi del Fitz Roy e del Cerro Torre, ed è considerato la capitale argentina del trekking. Per me è anche uno dei luoghi più belli di tutta l’Argentina. La cosa fantastica è che molti sentieri partono direttamente dal paese e sono percorribili in autonomia. I due trekking più famosi sono quello alla Laguna de los Tres, da cui si gode la vista iconica sul Fitz Roy, e quello alla Laguna Torre, ai piedi del Cerro Torre. Sono entrambi piuttosto lunghi, ma i paesaggi ripagano abbondantemente la fatica. Dedicherei a El Chaltén almeno 3 giorni, cercando di tenere sempre una giornata jolly: da queste parti il meteo cambia alla velocità della luce e sarebbe un peccato arrivare fin qui e ritrovarsi il Fitz Roy nascosto dalle nuvole per tutto il tempo.Trovate maggiori informazioni nel mio articolo sulla Patagonia argentina.

El Calafate e il Perito Moreno
El Calafate è la porta d’accesso al settore meridionale del Parque Nacional Los Glaciares e la base per visitare uno dei luoghi più spettacolari dell’Argentina: il ghiacciaio Perito Moreno. La cittadina in sé non offre tantissimo, ma la posizione sulle rive del Lago Argentino e soprattutto le escursioni nei dintorni la rendono una tappa imprescindibile in Patagonia. Il Perito Moreno è uno di quei posti che dal vivo mi ha emozionato molto più di quanto mi aspettassi. Potete ammirarlo dalle passerelle panoramiche, navigare sul lago per avvicinarvi alle sue pareti di ghiaccio oppure partecipare a un trekking direttamente sul ghiacciaio. Io ho fatto il Minitrekking con i ramponi ed è stata una delle esperienze più belle di tutto il viaggio. Ho raccolto tutte le informazioni su escursioni, trekking e organizzazione della visita nel mio articolo dedicato al Perito Moreno.

Ushuaia e la Terra del Fuoco
All’estremità meridionale dell’Argentina si trova Ushuaia, affacciata sul Canale di Beagle e circondata dalle montagne della Terra del Fuoco. Gli argentini la chiamano El Fin del Mundo e, anche se il primato di città più australe spetta in realtà alla cilena Puerto Williams, devo ammettere che qui la sensazione di essere davvero alla fine del mondo si sente eccome. Ushuaia è uno dei luoghi che amo di più in Argentina e per me ha anche un significato particolare: ci sono tornata anche per imbarcarmi per l’Antartide. Tra le esperienze da non perdere ci sono il Parque Nacional Tierra del Fuego, la navigazione sul Canale di Beagle, il trekking alla Laguna Esmeralda e soprattutto l’escursione a Isla Martillo, dove durante la stagione riproduttiva si possono osservare i pinguini. Trovate tutte le escursioni, i trekking e i miei consigli nell’articolo dedicato a Ushuaia e alla Terra del Fuoco.

Quale zona dell’Argentina scegliere
L’Argentina è talmente grande e varia che scegliere dove andare dipende soprattutto dal tipo di viaggio che state cercando. Se non avete abbastanza tempo per attraversare tutto il Paese, cosa che richiederebbe più di un mese, vi consiglio di concentrarvi su una o due regioni: ecco quali sceglierei in base ai vostri interessi.
| Se amate… | Zona consigliata |
| Trekking e ghiacciai | Patagonia /Ushuaia e Terra del Fuoco |
| Paesaggi estremi e desertici | Salta e Jujuy |
| Cultura, quartieri e vita notturna | Buenos Aires |
| Fauna selvatica | Península Valdés |
| Vino e gastronomia | Mendoza |
| Cascate e natura tropicale | Iguazú |
| Sci e sport invernali | Bariloche e Regione dei Laghi |

Itinerari di viaggio in Argentina
Organizzare un itinerario in Argentina significa soprattutto fare i conti con le distanze: il Paese è enorme e cercare di vedere troppo in poco tempo significa passare buona parte del viaggio tra aeroporti e autobus. Il mio consiglio è quindi di scegliere le tappe in base ai giorni che avete a disposizione e, soprattutto nei viaggi più brevi, concentrarvi su una sola regione oltre a Buenos Aires.
| Tempo a disposizione | Itinerario che consiglio |
| 7-10 giorni | Buenos Aires + una regione o Iguazù |
| 2 settimane | Buenos Aires + Nord oppure Patagonia |
| 3 settimane | Buenos Aires + Nord + Patagonia |
| 4 settimane | Grande viaggio attraverso l’Argentina |
Naturalmente questi sono solo degli itinerari di massima: non esiste un percorso perfetto per tutti. Un’altra possibilità molto gettonata, inoltre, è quella di organizzare un viaggio tra Cile, Bolivia e Argentina, concentrandosi sul Nord (San Pedro de Atacama + salar de Uyuni + Nord dell’Argentina) o sul Sud (Regione dei Laghi Cilena/Argentina + Patagonia + Terra del Fuoco). Io stessa ho fatto così, ho zigzagato tra i due paesi in diversi viaggi.
Se invece cercate un itinerario già collaudato, trovate qui il mio viaggio di 3 settimane tra Cile e Argentina.

Come organizzare un viaggio in Argentina
Organizzare un viaggio in Argentina richiede un minimo di pianificazione, soprattutto per le enormi distanze tra una regione e l’altra. Prima di prenotare tutto, vi consiglio quindi di definire bene l’itinerario e capire quali tratte conviene percorrere in aereo e quali via terra.
Come raggiungere l’Argentina dall’Italia
La principale porta d’ingresso nel Paese è Buenos Aires e quasi tutti i voli intercontinentali arrivano all’Aeroporto Internazionale di Ezeiza (EZE), circa 30 km fuori città. Dall’Italia esistono voli diretti da Roma Fiumicino a Buenos Aires con ITA (14h), mentre partendo da Milano o da altre città bisogna generalmente prevedere almeno uno scalo. Se prenotate dei voli interni in corrispondenza fate ben attenzione perchè Buenos Aires ha due aeroporti principali: Ezeiza (EZE) e Aeroparque Jorge Newbery (AEP). Quest’ultimo è molto più vicino al centro ed è comodissimo per numerosi voli nazionali. Controllate sempre l’aeroporto indicato prima di acquistare il biglietto in coincidenza!
Come spostarsi in Argentina
L’Argentina è enorme e le distanze tra le principali località turistiche possono essere davvero importanti. La scelta tra voli interni, autobus e auto a noleggio dipende quindi soprattutto dai giorni che avete a disposizione: con poco tempo sceglierei sicuramente l’aereo per le tratte più lunghe, mentre con un viaggio di 3-4 settimane potete alternare i diversi mezzi.
- Voli interni: sono la soluzione migliore per coprire velocemente le grandi distanze. La rete domestica è piuttosto capillare e collega Buenos Aires con le principali destinazioni turistiche, tra cui Salta, Mendoza, Bariloche, El Calafate, Ushuaia e Puerto Madryn/Trelew. Oltre ad Aerolíneas Argentinas operano anche compagnie low cost come Flybondi e JetSMART. In alta stagione prenotate con largo anticipo, soprattutto per la Patagonia (anche 6 mesi prima). Per confrontare orari e acquistare i voli utilizzo Trip.com.
- Autobus: se avete più tempo sono un’ottima alternativa e io li ho utilizzati tantissimo durante i miei viaggi in Argentina (io amo particolarmente viaggiare via terra). Gli autobus a lunga percorrenza sono generalmente comodi e sulle tratte più lunghe potete scegliere tra posti semi-cama e cama, molto più adatti per viaggiare di notte e risparmiare anche una notte in hotel. Per controllare gli orari, confrontare le compagnie e acquistare i biglietti utilizzo 12Go.
- Auto a noleggio: non è indispensabile per tutto il viaggio, ma in alcune regioni vi permette di muovervi con molta più libertà. La consiglio soprattutto nel Nord-Ovest argentino e nella Regione dei Laghi, dove avere un’auto consente di costruire itinerari molto più flessibili. Per confrontare prezzi e compagnie utilizzo DiscoverCars. Prima di prenotare controllate sempre recensioni, franchigia e coperture assicurative; se prevedete di attraversare il confine con il Cile, dovrete inoltre comunicarlo alla compagnia in anticipo per ottenere la documentazione necessaria.

Quanto costa un viaggio in Argentina
Il costo di un viaggio in Argentina è molto variabile e dipende soprattutto dalle regioni che decidete di visitare. Oggi l’Argentina non è più la destinazione super economica di qualche anno fa e, soprattutto nelle località più turistiche, i prezzi sono aumentati parecchio. La differenza all’interno del Paese, però, rimane enorme: viaggiare nel Nord costa decisamente meno che in Patagonia, dove alloggi, trasporti ed escursioni possono incidere moltissimo sul budget. Buenos Aires si colloca un po’ nel mezzo: si può ancora mangiare molto bene senza spendere cifre folli e i trasporti pubblici sono economici, mentre hotel e ristoranti più conosciuti hanno ormai prezzi più vicini a quelli europei. El Calafate, Ushuaia e in generale la Patagonia sono invece le zone dove preparerei il portafoglio al peggio, soprattutto se volete partecipare a escursioni organizzate o viaggiate tra dicembre e febbraio.
A incidere parecchio sul costo finale sono anche gli spostamenti interni. Le distanze sono immense e, se avete poco tempo, probabilmente dovrete prendere diversi voli; viaggiando più lentamente e utilizzando gli autobus si può risparmiare qualcosa. Eviterei invece di indicarvi un budget giornaliero preciso in pesos: tra inflazione e oscillazioni del cambio, qualsiasi cifra rischierebbe di diventare vecchia molto velocemente (ma li trovate negli articoli specifici che ho dedicato alle varie zone del paese). Per risparmiare, prenotate con anticipo voli e alloggi in Patagonia, utilizzate autobus notturni quando ha senso e lasciate una buona fetta del budget alle escursioni: sono spesso la voce più cara del viaggio, ma anche quella su cui, personalmente, risparmierei meno.

Pagamenti e cambio in Argentina
La questione pagamenti e cambio in Argentina è stata per anni abbastanza complicata (ricordo di aver girato con montagne di contanti, manco fossi Pablo EScobar!) ma oggi la situazione è molto più semplice rispetto al passato. Potete pagare tranquillamente con carte di credito e debito internazionali nella maggior parte di hotel, ristoranti e negozi, soprattutto nelle città e nelle località turistiche. Vi consiglio comunque di avere sempre con voi un po’ di pesos argentini in contanti, indispensabili per piccoli negozi, mercati, mance o attività che non accettano carte, ma evitate di prelevare continuamente dagli ATM: tra commissioni e limiti di prelievo può non essere la soluzione più conveniente.
Il famoso “dólar blue”, ovvero il cambio parallelo che per anni ha reso quasi obbligatorio arrivare in Argentina con dollari in contanti, esiste ancora, ma la situazione valutaria è cambiata molto rispetto al passato e non costruirei più l’organizzazione del viaggio intorno al cambio nero. Considerando quanto velocemente può evolvere l’economia argentina, controllate sempre il cambio ufficiale e le condizioni applicate dalla vostra carta poco prima della partenza.
L’assicurazione di viaggio
Quando si viaggia in Argentina, una buona assicurazione di viaggio non è un optional, ma una delle prime cose da mettere in lista. Essendo fuori dall’Unione Europea, infatti, la nostra tessera sanitaria non è valida e, in caso di incidente o di problemi di salute, le spese mediche possono diventare molto elevate (vi ricordate le mie disavventure in Georgia?). Oltre alla copertura sanitaria, vi consiglio di verificare sempre che la polizza comprenda anche il rimborso per bagagli, ritardi, cancellazioni e gli altri imprevisti che possono capitare durante un viaggio così lungo. Da diversi anni utilizzo Heymondo perché permette di confrontare in pochi minuti le polizze di diverse compagnie e scegliere quella più adatta al tipo di viaggio che state organizzando. Basta inserire la destinazione e le date di partenza per visualizzare le varie opzioni disponibili e acquistare tutto direttamente online. Se decidete di stipulare la polizza tramite il mio link, avrete anche uno sconto del 10% riservato ai lettori del blog.
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Connessione, SIM ed eSIM
Durante un viaggio in Argentina avere una connessione internet sempre disponibile è utilissimo, soprattutto per consultare le mappe, controllare gli spostamenti, prenotare escursioni o utilizzare Uber e altre app. Da diversi anni io utilizzo le eSIM di Holafly: si acquistano online, hanno dati illimitati e potete installarle prima della partenza, così da essere connessi appena atterrate senza dover comprare una SIM locale. L’installazione è molto semplice, ma se non avete mai utilizzato questa tecnologia trovate tutti i passaggi nel mio articolo Come funziona un’eSIM quando viaggi: la guida completa. Tenete presente, però, che nelle zone più remote dell’Argentina e soprattutto della Patagonia la copertura può essere scarsa o completamente assente, indipendentemente dalla SIM o eSIM utilizzata. Prima di partire scaricate quindi sempre le mappe offline su Google Maps oppure su Maps.me: vi salveranno in più di un’occasione.
La sicurezza in Argentina
In generale l’Argentina è un Paese abbastanza sicuro per viaggiare, anche in autonomia, anche come donna. Durante i miei viaggi non ho mai avuto problemi, ma è comunque necessario adottare le normali precauzioni, soprattutto nelle grandi città. La maggiore attenzione la presterei a Buenos Aires, dove nelle zone più affollate e turistiche (es. a La Boca) possono verificarsi borseggi e furti. Evitate di mostrare inutilmente telefono e oggetti di valore, fate attenzione sui mezzi pubblici e la sera informatevi prima di avventurarvi in quartieri che non conoscete. Per gli spostamenti notturni io ho utilizzato sempre Uber e Cabify. Nel resto del Paese, comprese le principali destinazioni della Patagonia e del Nord-Ovest, mi sono sempre sentita tranquilla. Qui i rischi maggiori sono spesso legati più che altro alle grandi distanze, al meteo e alle attività outdoor: se fate trekking, informatevi sulle condizioni dei sentieri e non sottovalutate mai i cambiamenti improvvisi del tempo.
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Quando andare in Argentina
Non esiste un unico periodo migliore in assoluto per andare in Argentina: il Paese si estende per migliaia di chilometri da nord a sud e il clima cambia completamente da una regione all’altra. Il momento giusto dipende quindi soprattutto dall’itinerario che avete scelto. In linea generale, primavera e autunno (sono ottimi per Buenos Aires e il Nord, mentre per la Patagonia punterei sull’estate australe (il nostro inverno, perchè le stagioni sono invertite).
| Regione | Periodo migliore | Perché |
| Buenos Aires | marzo-maggio e settembre-novembre | Temperature piacevoli e ideali per visitare la città a piedi |
| Salta e Nord-Ovest | aprile-novembre | Clima più secco e giornate generalmente soleggiate |
| Iguazú | marzo-maggio e agosto-ottobre | Temperature meno torride e umide rispetto all’estate |
| Mendoza | marzo-aprile e ottobre-aprile | Vendemmia in autunno e ottime condizioni per esplorare la regione |
| Bariloche | dicembre-marzo / giugno-settembre | Estate per trekking e laghi, inverno per sciare |
| Patagonia australe | novembre-marzo | Giornate lunghe e condizioni migliori per trekking ed escursioni |
| Ushuaia e Terra del Fuoco | novembre-marzo | Più ore di luce e periodo migliore per trekking e navigazioni |
| Península Valdés | dipende dalla fauna | Il periodo va scelto in base agli animali che volete vedere |

Quando andare a Buenos Aires
Buenos Aires si può visitare tutto l’anno, ma personalmente sceglierei la primavera o l’autunno, quindi indicativamente da marzo a maggio oppure da settembre a novembre. Le temperature sono più piacevoli per girare a piedi e si evita il caldo umido dell’estate. Dicembre, gennaio e febbraio possono infatti essere parecchio caldi (e in alcune zone alcune volte salta la corrente per ore per il sovraccarico delle linee).
Quando visitare il Nord dell’Argentina
Per Salta, Jujuy e la Quebrada de Humahuaca sceglierei il periodo compreso tra aprile e novembre, durante la stagione più secca. Le giornate sono generalmente soleggiate, ma ricordate che in quota l’escursione termica può essere notevole e durante l’inverno australe (la nostra estate) le notti possono diventare decisamente fredde. L’estate, tra dicembre e marzo, coincide invece con la stagione più piovosa e alcuni temporali possono rendere più complicati gli spostamenti.
Quando andare alle Cascate di Iguazú
Le Cascate di Iguazú sono spettacolari tutto l’anno, quindi non costruirei un intero viaggio intorno alla stagione perfetta. Se però potete scegliere, punterei su marzo-maggio oppure agosto-ottobre, quando caldo e umidità sono generalmente più sopportabili. Durante l’estate australe può fare davvero molto caldo e le piogge sono più frequenti; nei periodi più piovosi, però, la maggiore portata d’acqua può rendere le cascate ancora più impressionanti.
Quando andare in Patagonia e Terra del Fuoco
Per un viaggio in Patagonia e Terra del Fuoco sceglierei senza dubbio il periodo tra novembre e marzo, soprattutto se avete intenzione di fare trekking. Le giornate sono molto più lunghe, le temperature meno rigide e sentieri, rifugi ed escursioni sono generalmente più accessibili. Questo non significa trovare necessariamente bel tempo: in Patagonia il meteo fa praticamente quello che vuole. Vento, pioggia, sole e freddo possono alternarsi anche nell’arco della stessa giornata. Dicembre, gennaio e febbraio sono inoltre i mesi più frequentati, quindi personalmente trovo molto interessanti novembre, inizio dicembre e marzo, quando c’è generalmente meno gente e i prezzi si abbassano anche un minimo.

Dove dormire in Argentina
In Argentina troverete sistemazioni per tutte le tasche, dagli ostelli ai piccoli boutique hotel e strutture di lusso. La scelta dipende molto dalla zona: a Buenos Aires, ad esempio, conta soprattutto scegliere bene il quartiere, mentre in Patagonia può essere più importante prenotare con anticipo, soprattutto durante l’alta stagione. Qui sotto trovate una selezione delle strutture in cui ho dormito personalmente e di quelle che consiglio nelle diverse tappe di un viaggio in Argentina.
- Buenos Aires: Meridiano Hostel Boutique (ne trovate altri nell’articolo su Buenos Aires)
- Salta: Villa Vicuña Hotel Boutique
- Salta: Coya Hostel
- Purmamarca: Alma de Purmamarca
- Tilcara: Posada de Luz
- Bariloche: Selina Bariloche
- Bariloche: La Cascada Casa Patagonica by DON (fascia alta)
- Cordoba: Aldea Hostel & Café
- Mendoza: Hostel Plaza
- Puerto Madryn: ChePatagonia Hostel & Coworking
- El Chalten: Condor de los Andes
- El Calafate: Hostel Nakel Yenu
- Ushuaia: Antartica Hostel
- Ushuaia: Arakur Ushuaia Resort & Spa (fascia alta)


FAQ sul viaggio in Argentina
Difficile sceglierne uno solo, ma personalmente direi la Patagonia, e in particolare la zona di El Chaltén, con il Fitz Roy e il Cerro Torre. Se invece amate i paesaggi desertici e più insoliti, il Nord-Ovest argentino tra Salta e Jujuy è probabilmente la zona che vi sorprenderà di più.
Dipende dalla regione che volete visitare. Per la Patagonia e la Terra del Fuoco il periodo migliore va indicativamente da novembre a marzo, mentre per Salta e il Nord-Ovest preferirei i mesi più secchi, da aprile a novembre. Buenos Aires è particolarmente piacevole durante la primavera e l’autunno.
In generale conviene evitare l’alta stagione estiva, soprattutto tra dicembre e febbraio, quando i prezzi aumentano nelle principali destinazioni della Patagonia. Per spendere meno sceglierei le mezze stagioni, come marzo-aprile oppure ottobre-novembre, tenendo però presente che prezzi e stagionalità cambiano parecchio da una regione all’altra.
