Cosa vedere in Giappone: luoghi, città e itinerari da non perdere

Sono stata in Giappone due volte e per me rimane uno dei Paesi culturalmente più lontani da noi (un po’ come l’India, anche se in modo completamente diverso), ed è proprio questa distanza culturale a renderlo così affascinante. Spesso e volentieri  i giapponesi fanno cose semplicemente incomprensibili ai nostri occhi ed è stupendo! In Giappone poi c’è un contrasto continuo: si passa dalle metropoli immense e ipertecnologiche ai templi immersi nel silenzio, dai quartieri illuminati al neon ai piccoli villaggi di montagna, dalle cerimonie tradizionali ai treni che sembrano arrivare dal futuro. Proprio per questo decidere cosa vedere in Giappone non è così semplice: le distanze sono importanti, le mete interessanti sono tantissime e la tentazione di inserire tutto nello stesso viaggio è fortissima, ma è quasi sempre una pessima idea. In questa guida ho raccolto i luoghi più belli da visitare in Giappone secondo me, dalle città imperdibili alle regioni meno conosciute, per aiutarvi a capire quali tappe scegliere e come combinarle in un itinerario coerente. Troverete anche alcuni percorsi costruiti in base ai giorni disponibili, utili sia per organizzare il primo viaggio sia per scoprire un Giappone diverso durante quelli successivi.

ragazze giapponesi

State organizzando un viaggio in Giappone?

In questo articolo mi concentro sui luoghi da vedere e sulle tappe da inserire nell’itinerario. Per tutti gli aspetti pratici potete consultare anche questi articoli più specifici:

Casa a Kanazawa, Giappone
Kanazawa

Cosa vedere in Giappone: i luoghi più belli

Il Giappone offre una varietà di luoghi e di atmosfere impressionante: metropoli futuristiche, antiche capitali, templi immersi nei boschi, piccoli borghi tradizionali, isole dedicate all’arte contemporanea, montagne, vulcani e paesaggi naturali completamente diversi tra loro. La scelta delle tappe dipende soprattutto dal tempo a disposizione e dal tipo di viaggio che desiderate fare. Quelle che trovate qui sono, secondo me, le destinazioni più interessanti da cui partire per costruire il vostro itinerario.

Tokyo

Tokyo è quasi sempre il primo incontro con il Giappone e può essere abbastanza scioccante. È una metropoli immensa, frenetica e piena di stimoli, nella quale ogni quartiere sembra appartenere a una città diversa. Potete iniziare da Asakusa e dal tempio Sensō-ji, perdervi tra manga ed elettronica ad Akihabara, attraversare il celebre incrocio di Shibuya e concludere la giornata tra le luci, i grattacieli e i minuscoli locali di Shinjuku. Tokyo, però, non è soltanto tecnologia e insegne al neon. Ci sono i musei e il grande parco di Ueno, il santuario Meiji Jingu nascosto nel verde, il mercato di Tsukiji e quartieri più tranquilli e creativi come Naka-Meguro e Daikanyama. In alcune zone sembra piuttosto di stare in una cittadina di provincia. Io l’ho amata da subito e le dedicherei almeno 3 o 4 giorni, sufficienti per farsi un’idea, ma si potrebbe restare tranquillamente molto più a lungo. Nel mio articolo su cosa vedere a Tokyo in 3 giorni trovate un itinerario dettagliato, organizzato quartiere per quartiere.

strada di Tokyo

Kamakura

A meno di un’ora da Tokyo si può raggiungere Kamakura, una cittadina che secondo me stra-merita e che ho amato moltissimo. Fu sede del primo governo militare del Giappone e conserva numerosi templi, santuari e testimonianze legate alla cultura dei samurai, circondati da colline ricoperte di vegetazione. Il suo simbolo è il Grande Buddha del tempio Kōtoku-in, un’imponente statua in bronzo risalente al XIII secolo. Da vedere anche il santuario Tsurugaoka Hachimangū e il tempio Hase-dera, costruito su una collina dalla quale si apre una splendida vista sulla città e sull’oceano. Dopo aver visitato i templi, prendete il piccolo treno Enoden e raggiungete la costa, fermandovi nelle zone di Yuigahama o Shichirigahama per passeggiare sulla spiaggia e osservare l’orizzonte; nelle giornate più limpide si può scorgere anche il Monte Fuji. Kamakura si visita facilmente in giornata da Tokyo, ma meriterebbe anche una notte, soprattutto se volete proseguire verso Enoshima e godervi la parte sul mare senza dover correre per rientrare in città.

grande buddha di Kamakura

Kyoto

Se Tokyo rappresenta il volto più moderno e futuristico del Giappone, Kyoto è la città che più si avvicina all’immagine tradizionale che abbiamo del Paese. Antica capitale per quasi mille anni, conserva un patrimonio immenso di templi, santuari, palazzi, giardini zen e quartieri storici. È sicuramente una delle tappe imprescindibili durante un primo viaggio in Giappone, anche se negli ultimi anni è diventata molto affollata: io ci sono stata due volte a distanza di sei anni e la differenza è stata abissale. Tra i luoghi da non perdere ci sono il Fushimi Inari, con la sua successione infinita di torii rossi, il Kinkaku-ji o Tempio d’Oro, il Kiyomizu-dera e il quartiere di Gion, dove sopravvivono le antiche case da tè. Vale la pena raggiungere anche Arashiyama, famosa per la foresta di bambù e ricca, inoltre, di templi e giardini meno conosciuti. Il mio consiglio è di dedicare a Kyoto almeno 3 o 4 giorni e di visitare le attrazioni più popolari la mattina presto o poco prima della chiusura. Nella mia guida su cosa vedere a Kyoto in 3 o 4 giorni trovate l’itinerario completo e tanti suggerimenti per scoprire anche i luoghi meno turistici della città.

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Kinkaku-ji , Kyoto
Kinkaku-ji

Osaka

Osaka non ha forse la stessa concentrazione di attrazioni spettacolari di Tokyo o Kyoto, ma possiede un’energia travolgente e un carattere tutto suo. Il suo punto di forza è soprattutto l’atmosfera: è una città vivace, giovane e meno impostata, famosa per la vita serale e per una scena gastronomica che è considerata tra le migliori del Giappone. Non a caso, uno dei suoi motti più celebri invita a “mangiare fino a rovinarsi”, possibilmente a colpi di takoyaki e okonomiyaki. Il simbolo della città è il Castello di Osaka, ma il quartiere più rappresentativo è sicuramente Dōtonbori, con le insegne giganti, le luci al neon e i locali affacciati sul canale. Meritano una visita anche l’alternativa Amerika-Mura, le casette trasformate in caffè e negozi vintage di Nakazakicho e la zona rétro di Shinsekai, dominata dalla Tsūtenkaku Tower. Secondo me vale la pena fermarsi almeno 2 giorni, aggiungendone un terzo se volete visitare gli Universal Studios Japan o fare da qui un’escursione a Nara. Nella mia guida su cosa vedere a Osaka in 3 giorni trovate tutte le tappe, i quartieri e i consigli per organizzare la visita.

Castello di Osaka
Castello di Osaka

Nara

Nara viene visitata quasi sempre in giornata partendo da Kyoto o da Osaka, entrambe ben collegate in treno, ed è quindi molto semplice inserirla anche in un itinerario abbastanza serrato. La maggior parte dei visitatori si concentra sul Nara Park, famoso per i cervi che circolano liberamente e che, secondo la tradizione shintoista, sono considerati messaggeri delle divinità. Sono adorabili, certo, ma anche parecchio insistenti quando capiscono che avete del cibo in mano: siete avvisati! Nara, però, è molto più dei suoi cervi. Nel parco e nei dintorni si trovano alcuni dei complessi religiosi più importanti del Giappone, come il Tōdai-ji, che custodisce il monumentale Grande Buddha, il santuario Kasuga Taisha con le sue lanterne e il tempio Kōfuku-ji. Una giornata permette di vedere i luoghi principali, ma secondo me Nara meriterebbe anche più tempo: fermarsi almeno una notte consente di esplorarla con maggiore calma e di godersi i templi e il parco quando la maggior parte dei gruppi è già ripartita.

cervi sacri di Nara, Giappone
cervi sacri di Nara

Kobe e il Castello di Himeji

Kobe e Himeji si trovano a ovest di Osaka e possono essere inserite facilmente nello stesso itinerario, soprattutto se il viaggio prosegue verso Hiroshima. Kobe è una città portuale moderna e piacevole, conosciuta in tutto il mondo per la sua pregiatissima carne. Oltre a concedervi una cena decisamente memorabile (e non proprio economica) potete passeggiare sul lungomare di Harborland, visitare il quartiere storico di Kitano e salire verso i Giardini di Nunobiki, da cui si gode una bella vista sulla città e sulla baia. Per una prima visita può bastare una giornata. Himeji è famosa invece per il suo magnifico castello, soprannominato “Castello dell’Airone Bianco” per il colore candido e l’eleganza della sua struttura. È considerato il castello più bello del Giappone ed è uno dei pochi ad aver conservato gli edifici originali (all’interno invece è vuoto, senza mobilio: con il senno di poi non vale la pena entrare). Per visitarlo calcolate almeno 2-3 ore, includendo anche una passeggiata nel vicino giardino Kōko-en. Himeji può essere raggiunta con una gita da Osaka o Kyoto, ma rappresenta anche una sosta perfetta durante il trasferimento verso Hiroshima. In quest’ultimo caso, potete lasciare il vostro bagaglio nei locker della stazione, oppure farvelo spedire direttamente in hotel a Hiroshima. 

Castello di Himeji, Giappone

Okayama

Anche Okayama funziona benissimo come sosta tra il Kansai e Hiroshima. La sua attrazione principale è il Kōraku-en, considerato uno dei tre giardini paesaggistici più belli del Giappone. Al suo interno si alternano prati, stagni, corsi d’acqua, ponticelli, boschetti e case da tè, con il Castello di Okayama sullo sfondo. Quest’ultimo, soprannominato “Castello del Corvo” per le sue pareti nere, si trova appena oltre il fiume e può essere visitato nella stessa giornata. Okayama è anche la base più comoda per raggiungere Kurashiki, distante pochi minuti di treno. Il suo quartiere storico Bikan conserva antichi magazzini dalle pareti bianche, case mercantili e salici che si specchiano nei canali. Gli edifici ospitano oggi botteghe, caffè, piccoli musei e gallerie, tra cui il Museo d’Arte Ōhara. Dedicherei complessivamente almeno un giorno a Okayama e Kurashiki.

Okayama, Giappone

Hiroshima e Miyajima

Hiroshima è una tappa fondamentale per comprendere uno dei capitoli più dolorosi della storia moderna e viene normalmente inserita nell’itinerario classico del Giappone in 15 giorni (insieme a Tokyo, Kyoto, Osaka e Nara). La visita della città si concentra soprattutto nel Parco Memoriale della Pace, dove si trovano il Museo della Pace, il Cenotafio e l’Atomic Bomb Dome, uno dei pochi edifici rimasti in piedi dopo l’esplosione della bomba atomica. È un’esperienza emotivamente impegnativa, ma secondo me imprescindibile durante un primo viaggio nel Paese. Oltre alla sua storia, Hiroshima è oggi una città moderna e vivace, conosciuta anche per la sua particolare versione dell’okonomiyaki. Da Hiroshima si raggiunge facilmente Miyajima, l’isola famosa per il grande torii rosso del santuario di Itsukushima, che durante l’alta marea sembra galleggiare sull’acqua. Vale la pena controllare gli orari delle maree per osservarlo sia circondato dal mare sia da vicino durante la bassa marea. Sull’isola potete visitare anche il tempio Daishō-in e salire sul Monte Misen, a piedi oppure utilizzando la funivia, per ammirare il panorama sul Mare Interno di Seto. Se avete tempo, vi consiglio di dormire una notte sull’isola per godervela in tranquillità quando gran parte dei visitatori è già ripartita. Io non c’ero riuscita purtroppo: ci sono poche strutture e vanno prenotate con un certo anticipo. 

isola di Miyajima, Giappone

Kanazawa

Kanazawa è una delle città che mi è piaciuta di più durante il mio primo viaggio in Giappone. Perlomeno allora, nel 2019, conservava un’atmosfera autentica ed era ancora molto lontana dai grandi flussi turistici di Kyoto, pur offrendo un patrimonio storico e culturale molto interessante. Kanazawa è conosciuta soprattutto per l’artigianato (mi sarei comprata tutto!), i quartieri tradizionali e il Kenroku-en, considerato uno dei tre giardini più belli del Giappone. Accanto al Kenroku-en si trova il Castello di Kanazawa, mentre nel quartiere di Higashi Chaya si passeggia tra antiche case da tè, botteghe e costruzioni in legno legate alla cultura delle geishe. Da non perdere anche Nagamachi, lo storico quartiere dei samurai. Kanazawa possiede inoltre un volto contemporaneo, rappresentato dal bellissimo Museo d’Arte Contemporanea del XXI secolo e dal minimalista Museo D.T. Suzuki. A Kanazawa dedicherei almeno due giorni e la userei come porta d’accesso alle Alpi giapponesi (vedi il prossimo paragrafo). 

strada di Kanazawa

Takayama e le Alpi giapponesi

Le Alpi giapponesi sono la scelta ideale per chi vuole alternare le grandi città a montagne, piccoli centri storici e paesaggi rurali. Una delle tappe più interessanti è Takayama, cittadina della prefettura di Gifu conosciuta per l’antico quartiere di Sanmachi Suji, dove si susseguono case in legno, botteghe artigiane, piccoli ristoranti e distillerie di sakè. Il centro si visita facilmente a piedi e conserva un’atmosfera decisamente più raccolta rispetto a Tokyo, Kyoto e Osaka. Da Takayama o da Kanazawa si può raggiungere Shirakawa-go, il villaggio famoso per le tradizionali case gasshō-zukuri, riconoscibili per i ripidi tetti di paglia costruiti per resistere alle abbondanti nevicate. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, Shirakawa-go è particolarmente suggestivo in inverno, quando il paese viene ricoperto dalla neve, ma merita una visita in ogni stagione. Proseguendo verso Nagano si può inserire anche il Parco delle scimmie di Jigokudani, conosciuto per i macachi giapponesi che si immergono nelle vasche di acqua termale. Le scimmie sono presenti durante tutto l’anno, ma è soprattutto con la neve che il paesaggio diventa più suggestivo.

Viaggio in Giappone - Yudanaka

Il Monte Fuji e la regione dei Cinque Laghi

Il Monte Fuji (3776 mt) è uno dei simboli più riconoscibili del Giappone, ma riuscire a vederlo non è affatto scontato. La montagna è spesso nascosta dalle nuvole e dalla foschia, soprattutto durante l’estate, quando l’aria è più umida. L’inverno offre generalmente cieli più limpidi e una visibilità migliore: durante il mio ultimo viaggio in Giappone, proprio in inverno, si vedeva benissimo persino da Tokyo! Per osservarlo da vicino potete raggiungere la regione dei Cinque Laghi, in particolare il Lago Kawaguchi. Tra i punti panoramici più famosi ci sono la Pagoda Chureito, la sponda settentrionale del lago, il villaggio di Oshino Hakkai e la celebre Honcho Street di Fujiyoshida. Sono tutti luoghi molto scenografici, ma durante l’hanami e il foliage vengono letteralmente presi d’assalto: conviene arrivare all’alba e, soprattutto, controllare le previsioni prima di partire. Un’altra possibilità è Hakone, località termale immersa nella natura e facilmente raggiungibile da Tokyo. Qui potete navigare sul Lago Ashi, salire con la funivia verso la valle vulcanica di Ōwakudani e, se il cielo collabora, ammirare il Monte Fuji in lontananza. Hakone è perfetta anche per dormire in un ryokan e provare l’esperienza dell’onsen. 

vista del Monte Fuji da Hakone

La Valle di Kiso e le antiche città postali

La Valle di Kiso, incastonata tra le montagne del Giappone centrale, conserva alcuni dei tratti più suggestivi dell’antica Nakasendō, la strada che durante il periodo Edo collegava Kyoto a Edo, l’attuale Tokyo. Lungo il percorso sorgevano numerose città postali, create per offrire vitto, alloggio e riposo ai viaggiatori. Alcune sono state restaurate con grande cura e conservano ancora strade acciottolate, locande, botteghe e case in legno. Le più conosciute sono Magome e Tsumago, collegate da un sentiero di circa 8 chilometri che attraversa boschi, piccoli villaggi e cascate. Il trekking richiede generalmente 2 ore e mezza o 3 ore ed è uno dei modi migliori per vivere l’atmosfera della vecchia Nakasendō. Magome si sviluppa lungo una strada in salita, mentre Tsumago è più raccolta e mantiene un aspetto particolarmente tradizionale. Merita una visita anche Narai-juku, una delle città postali più estese e meglio conservate della Valle di Kiso, con una lunga via fiancheggiata da edifici del periodo Edo. Io dedicherei a questa zona almeno due giorni, dormendo in una struttura tradizionale e percorrendo con calma almeno un tratto della Nakasendō.

Magome, Giappone

Koyasan

Ci sono luoghi che si visitano e altri che si vivono: Koyasan appartiene decisamente alla seconda categoria. Questo importante centro del buddhismo Shingon si trova tra le montagne della prefettura di Wakayama ed è costellato di templi, monasteri e luoghi sacri. Il più impressionante è l’Okunoin, probabilmente il cimitero più suggestivo che abbia mai visto in vita mia (sono una grande amante del genere, lo ammetto). Il lungo sentiero che attraversa il bosco, tra cedri secolari, lanterne di pietra e migliaia di tombe ricoperte di muschio, conduce al mausoleo di Kōbō Daishi e possiede un’atmosfera decisamente fiabesca. A Koyasan, secondo me, è fondamentale dormire almeno una notte in uno shukubō, una delle foresterie gestite nei templi. Non costa poco, ma permette di avvicinarsi alla vita monastica, dormire in una stanza tradizionale e assaggiare la shōjin ryōri, la cucina vegetariana buddhista. Al mattino si può partecipare alle preghiere dei monaci e, scegliendo una struttura che la preveda, anche alla suggestiva cerimonia del fuoco. Alcuni templi dispongono persino di un onsen interno, pas mal direi! Oltre all’Okunoin, meritano una visita il tempio Kongōbu-ji e il complesso sacro Danjō Garan. Calcolate almeno due giorni e una notte: visitare Koyasan in giornata significherebbe passare più di metà giornata sui mezzi di trasporto e non si vedrebbe quasi nulla. Se vi interessa, date un’occhiata ai miei itinerari in Giappone di 15 giorni, perchè ho inserito Koyasan in quello dedicato ai templi buddhisti e alle località termali.

cimitero di Koyasan, Giappone
cimitero di Koyasan

Naoshima e le isole d’arte del Mare Interno di Seto

Poche destinazioni riescono a fondere arte contemporanea, architettura e paesaggio con la stessa armonia delle isole del Mare Interno di Seto. Sono isole stupende, disseminate di musei, gallerie e installazioni che dialogano con piccoli villaggi, spiagge e natura. Io ho visitato solo Naoshima (purtroppo) e me ne sono innamorata, ma voglio assolutamente tornare per scoprire anche le altre: tanto più che il progetto è in continua evoluzione. Naoshima è l’isola più conosciuta e ospita il Chichu Art Museum, il Benesse House Museum, il Lee Ufan Museum, l’Art House Project e le celebri zucche di Yayoi Kusama. Molti degli edifici sono stati progettati da Tadao Ando e l’architettura, spesso scavata nel terreno o affacciata sul mare, fa parte dell’esperienza tanto quanto le opere esposte. Nella primavera del 2025 ha aperto anche il Naoshima New Museum of Art, il decimo edificio realizzato da Tadao Ando per il Benesse Art Site Naoshima, dedicato soprattutto ad artisti contemporanei provenienti dal Giappone e dal resto dell’Asia. Il progetto artistico coinvolge anche Teshima, con lo spettacolare Teshima Art Museum, e Inujima, dove un’antica raffineria è stata trasformata nel Seirensho Art Museum. Per vedere soltanto Naoshima calcolate almeno una giornata intera, ma per esplorare anche Teshima e Inujima servono diversi giorni. Una delle proposte del mio itinerario in Giappone di 15 giorni è dedicata proprio all’arte contemporanea e comprende Naoshima insieme a Takamatsu e alla ciclabile Shimanami Kaidō.

Benesse House Museum, Naoshima
Benesse House Museum, Naoshima

Kyushu

Devo fare una premessa: non conosco ancora direttamente Kyushu, così come non sono mai stata in Hokkaido e a Okinawa (di cui vi parlo nei prossimi due paragrafi), ma spero di visitare presto tutte e tre. Kyushu, in particolare, esercita su di me un richiamo abbastanza prevedibile: è un’isola piena di vulcani, con crateri e paesaggi estremi, quindi non vedo davvero l’ora di esplorarla.Situata nella parte sud-occidentale del Giappone, Kyushu permette di combinare città, sorgenti termali e una natura molto diversa da quella che si incontra lungo l’itinerario classico. Tra le tappe principali ci sono Fukuoka, famosa per lo street food e per i piccoli chioschi serali chiamati yatai, Nagasaki, con la sua triste storia e le numerose influenze straniere, e Kumamoto, dominata dal suo castello. La parte più interessante per me sarebbe però quella naturalistica: l’immensa caldera del Monte Aso, gli onsen di Beppu e Yufuin, Kagoshima affacciata sul vulcano Sakurajima e le foreste di cedri millenari dell’isola di Yakushima. Per costruire un itinerario completo in Kyushu calcolerei almeno una settimana, meglio ancora 10 giorni, soprattutto se volete raggiungere le aree naturali più remote senza correre.

Kyushu

Okinawa

Nessuno si aspetta che il Giappone abbia anche isole tropicali dove fare mare e snorkeling tra spiagge bianche e acque trasparenti. Eppure Okinawa, nell’estremo sud del Paese, offre proprio questo, insieme a una cultura molto diversa da quella del Giappone continentale, eredità dell’antico Regno delle Ryūkyū. L’isola principale, Okinawa Hontō, è la più facile da raggiungere e ospita Naha, il Castello di Shuri, l’Okinawa Churaumi Aquarium e le spiagge più accessibili. Da qui si possono visitare le isole Kerama, come Tokashiki e Zamami, particolarmente amate per lo snorkeling. Più lontane sono Miyakojima, famosa per il mare turchese, e Ishigaki, base ideale per raggiungere Taketomi e la selvaggia Iriomote, ricoperta di foreste subtropicali e mangrovie. Per un primo viaggio conviene concentrarsi su una o due zone e calcolare almeno una settimana. I mesi più indicati per il mare vanno dalla tarda primavera all’autunno, tenendo però presente la stagione delle piogge tra maggio e giugno e il rischio di tifoni soprattutto tra agosto e settembre.

Okinawa, Giappone

Hokkaido

Chiudo con l’estremo nord del Giappone, l’Hokkaido, che offre montagne innevate, laghi vulcanici, foreste, campi fioriti e grandi spazi quasi disabitati. Sapporo è il principale punto di accesso e una buona base per iniziare il viaggio, mentre Hakodate conserva un’atmosfera portuale e una forte influenza occidentale. La parte più interessante di Hokkaido è però quella naturalistica: il Parco Nazionale di Daisetsuzan è ideale per il trekking, Shiretoko custodisce alcuni dei paesaggi più selvaggi del Giappone e la zona di Akan-Mashū è famosa per i suoi laghi vulcanici. In estate meritano anche Furano e Biei, con campi fioriti e dolci colline. L’inverno trasforma Hokkaido in una delle principali destinazioni asiatiche per lo sci, soprattutto nella zona di Niseko, e regala scenari completamente innevati. Per un primo viaggio calcolerei almeno una settimana, meglio ancora 10 giorni, soprattutto se volete esplorare i parchi: le distanze sono notevoli e noleggiare un’auto è spesso la soluzione più pratica.

Hokkaido, Giappone

Quale zona del Giappone scegliere

La zona del Giappone da scegliere dipende dal tempo disponibile, dalla stagione e dal tipo di esperienza che state cercando. Questa tabella riassume le caratteristiche delle principali aree del Paese e può aiutarvi a capire dove concentrare il viaggio.

ZonaPrincipali tappeIdeale perGiorni consigliatiPeriodo migliore
Kantō e dintorniTokyo, Nikko, Kamakura, Monte FujiPrimo viaggio, città, cultura ed escursioni giornaliere5-7 giorniPrimavera e autunno; inverno per vedere meglio il Fuji
KansaiKyoto, Osaka, Nara, KoyasanTempli, quartieri tradizionali, cucina e spiritualità6-7 giorniPrimavera e autunno, anche se molto affollati
Alpi giapponesi e KanazawaKanazawa, Shirakawa-go, Takayama, Matsumoto, JigokudaniMontagna, borghi, artigianato e Giappone rurale4-7 giorniAutunno per il foliage; inverno per la neve
Chūgoku e SetouchiHiroshima, Miyajima, Okayama, Naoshima, TeshimaStoria, paesaggi costieri e arte contemporanea4-7 giorniPrimavera e autunno
KyushuFukuoka, Nagasaki, Monte Aso, Beppu, Kagoshima, YakushimaVulcani, onsen, natura e itinerari on the road7-10 giorniPrimavera e autunno
HokkaidoSapporo, Hakodate, Furano, Daisetsuzan, ShiretokoNatura, trekking, neve e sport invernali7-10 giorniEstate per il trekking; inverno per neve e sci
OkinawaNaha, Kerama, Miyakojima, Ishigaki, isole YaeyamaMare, snorkeling, relax e cultura ryukyuana7-10 giorniDa fine aprile a ottobre, considerando piogge e tifoni

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Saihoji-ji Temple, Kyoto
Saihoji-ji Temple, Kyoto

Esperienze uniche da fare in Giappone

Un viaggio in Giappone non si ricorda soltanto per i templi, le città e i paesaggi, ma anche per tutte quelle esperienze quotidiane che permettono di avvicinarsi a una cultura profondamente diversa dalla nostra. Tra quelle che vi consiglio di provare ci sono:

  • Dormire in un ryokan tradizionale, indossando lo yukata, camminando sul tatami e trascorrendo la notte su un futon;
  • Pernottare in un monastero buddhista a Koyasan, condividendo i pasti vegetariani e partecipando alle cerimonie dei monaci;
  • Rilassarsi in un onsen, magari dopo una giornata trascorsa a camminare tra templi e sentieri;
  • Partecipare a una cerimonia del tè, per scoprire i gesti e i rituali legati a questa antica tradizione;
  • Fare l’hanami sotto i ciliegi in fiore, organizzando un picnic nei parchi insieme ai giapponesi;
  • Scoprire la cucina più quotidiana, ordinando un teishoku in un piccolo ristorante di quartiere, mangiando ramen al bancone o entrando in un’izakaya senza capire perfettamente cosa state ordinando. Mal che vada, sarà una storia da raccontare.

Alla fine sono proprio questi piccoli rituali, insieme agli incontri e alle stranezze quotidiane, a rimanere più impressi delle singole tappe.

Approfondimento: 25 cose che (forse) non sai sul Giappone

Monastero a Koyasan, Giappone
Monastero a Koyasan

Itinerari in Giappone in base ai giorni disponibili

La durata del viaggio determina inevitabilmente il numero di tappe che si possono inserire. I trasporti giapponesi sono efficientissimi, ma cambiare città ogni giorno significa comunque perdere tempo tra trasferimenti, check-in e valigie. Questi itinerari sono quindi soltanto delle tracce orientative, da adattare in base agli aeroporti di arrivo e partenza, alla stagione e ai vostri interessi. 

Cosa vedere in Giappone in 7-10 giorni

Con una settimana o poco più a disposizione conviene concentrarsi su Tokyo, Kyoto e Osaka, evitando deviazioni troppo lunghe.

Itinerario consigliato: Tokyo (3-4 notti) → Kyoto (3-4 notti, con escursione a Nara) → Osaka (1-2 notti).

È il percorso più adatto a chi visita il Giappone per la prima volta e vuole vedere le due città principali, aggiungendo l’atmosfera vivace e gastronomica di Osaka. Se avete soltanto 7 giorni, eliminerei Osaka come pernottamento e la visiterei eventualmente in giornata da Kyoto.

Cosa vedere in Giappone in 15 giorni

Due settimane permettono di costruire un itinerario più completo, combinando le città principali con almeno una tappa naturalistica, storica o meno convenzionale.

Itinerario classico consigliato: Tokyo (4 notti) → Lago Kawaguchi e Monte Fuji (1 notte) → Kyoto (4 notti, con escursione a Nara) → Hiroshima (2 notti, includendo Miyajima) → Osaka (3 notti).

Questo percorso è adatto a chi desidera una prima panoramica abbastanza completa del Paese. In alternativa potete sostituire Hiroshima e il Monte Fuji con Kanazawa e le Alpi giapponesi, Koyasan e una località termale oppure Naoshima e le isole d’arte. Nel mio approfondimento trovate 4 proposte per un itinerario in Giappone di 15 giorni, con le tappe dedicate al Giappone classico, alla natura, ai templi buddhisti e all’arte contemporanea.

Shinsekai, Osaka
Shinsekai, Osaka

Cosa vedere in Giappone in 3 settimane

Con tre settimane si può affiancare alle tappe classiche un’intera area del Giappone centrale oppure alcune destinazioni più particolari.

Itinerario consigliato: Tokyo (4 notti) → Kanazawa (2 notti) → Shirakawa-go (1 notte) → Takayama (2 notti) → Kyoto (4 notti) → Koyasan (1 notte) → Osaka (2 notti) → Hiroshima e Miyajima (2 notti) → Naoshima (2 notti).

È un percorso abbastanza intenso, pensato per chi vuole combinare grandi città, borghi tradizionali, montagne, spiritualità, storia e arte contemporanea. Se preferite viaggiare con maggiore calma, eliminerei due o tre tappe e dedicherei più tempo alle singole località. In alternativa, potete mantenere Tokyo, Kyoto e Osaka come base e aggiungere una settimana intera in Kyushu, Hokkaido oppure Okinawa.

Museo di Arte a Kanazawa

FAQ su cosa vedere in Giappone

Quali sono i posti più belli da vedere in Giappone?

Tra i luoghi più belli del Giappone inserirei Tokyo, Kyoto, Nara, il Monte Fuji e la regione dei Cinque Laghi, Hiroshima, Miyajima, Koyasan, Kanazawa, Takayama e Shirakawa-go. Per un viaggio meno classico meritano anche Naoshima e le isole d’arte del Mare Interno di Seto, la Valle di Kiso e le regioni più lontane come Kyushu, Hokkaido e Okinawa.

Quanti giorni servono per visitare il Giappone?

Per un primo viaggio in Giappone servono almeno 10 giorni, sufficienti per visitare Tokyo, Kyoto, Osaka e Nara senza aggiungere troppe deviazioni. La durata ideale è però di 14 o 15 giorni, perché permette di inserire anche Hiroshima, Miyajima o una tappa naturalistica. Con tre settimane si possono raggiungere le Alpi giapponesi, Koyasan, Naoshima o una seconda regione.

È meglio visitare Osaka o Hiroshima?

Osaka è più indicata per chi cerca vita serale, street food, shopping e quartieri vivaci; Hiroshima offre invece un’esperienza storica più intensa e permette di visitare anche Miyajima. Se durante un primo viaggio dovessi sceglierne soltanto una, sceglierei Hiroshima con Miyajima: Osaka è molto vicina a Kyoto e può essere visitata anche in giornata.

Meglio Tokyo o Kyoto?

Tokyo e Kyoto mostrano due volti completamente diversi del Giappone e, durante un primo viaggio, cercherei di visitarle entrambe. Tokyo è una metropoli immensa, contemporanea e piena di quartieri molto diversi; Kyoto conserva templi, giardini e gran parte dell’immaginario tradizionale del Paese. Dovendo sceglierne soltanto una, opterei per Kyoto se cercate storia e cultura, per Tokyo se preferite vita urbana, modernità e varietà.

Si può visitare il Giappone senza parlare inglese?

Sì, è possibile viaggiare in Giappone anche senza parlare inglese o giapponese. Nelle stazioni, negli aeroporti e nelle località più visitate la segnaletica utilizza spesso anche l’alfabeto latino, mentre le applicazioni di traduzione aiutano con menu e conversazioni. I giapponesi, inoltre, sono generalmente molto disponibili ad aiutare, anche comunicando a gesti.

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Scritto da:
Mi chiamo Valentina Borghi e sono una viaggiatrice esperta e una travel blogger / content creator full time dal 2018. Sono anche una nomade digitale e trascorro buona parte dell’anno in viaggio, da sola o accompagnando gruppi in giro per il mondo. Amo i vulcani, i deserti, il Sudamerica e l’Asia Centrale, amo i gatti, New York, l’astronomia, e la musica elettronica. Ho visitato 100 paesi del mondo e se mi chiedete qual è il mio viaggio della vita..decisamente l’Antartide!

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